CIELO E TERRA - Un faro nella notte
Sentieri Selvaggi torna a viaggiare (tra) Cielo e Terra. Una rubrica che ha come scopo principale quello di tener d'occhio la produzione nuova del cinema fantastico mondiale (SF e horror). Questo mese parliamo di "Lighthouse" di Simon Hunter
Sentieri Selvaggi On Line torna a viaggiare (tra) Cielo e Terra. Una rubrica particolare, che ha come scopo principale quello di tener d'occhio la produzione nuova del cinema fantastico mondiale (science fiction e horror). Una finestra sempre aperta sul bizzarro: anche, forse soprattutto, su una concezione di cinema "estremo" che sta via via affievolendosi, dopo la definitiva conclusione della stagione del New Horror e la metabolizzazione della fantascienza da parte dell'industria hollywoodiana. Tra Cielo e Terra cercheremo di ritagliarci una zona franca, che sia terreno di confronto anche tra noi che Sentieri Selvaggi lo scriviamo e voi che lo leggete.
Parlare di cinema fantastico può sembrare un azzardo, nel momento in cui la serie B dei generi di riferimento sembra in via di sparizione. Proprio alle ultime sacche di resistenza penseremo nei prossimi mesi: alla "factory" di Barcellona voluta da Brian Yuzna, ai lavori di George A. Romero prodotti dai francesi, alle liaison tra Luc Besson e Hong Kong, all'horror europeo che sta pian piano cercando nuove strade produttive. Saremo attenti agli inediti e alle uscite straight to video, qualunque proposta in questo senso è non solo ben accetta ma anche caldeggiata.
Per entrare subito nel vivo della materia, in questo primo numero vi consigliamo un ottimo slasher inglese, mai distribuito in Italia: Lighthouse di Simon Hunter, un giovanissimo regista londinese che si è cimentato in un film "de paura" da lui anche scritto e prodotto. Una nave che trasporta alcuni detenuti, tra i quali il serial killer Leo Rook, finisce arenata su un'isola nel nord britannico, dopo che il faro era stato manomesso. I superstiti si ritrovano a combattere contro un incubo, perché Rook è vivo, vegeto e soprattutto libero di uccidere i suoi carcerieri. Gli ultimi cinque sopravvissuti saranno costretti a giocare d'astuzia per farlo cadere in trappola.Hunter, prima di tutto, evita accuratamente gli inciampi parodistici tipici dell'horror americano. Gli interessa la suspense, quella vera, e non il metacinema. Sceglie dunque un ambientazione anomala (l'interno di un faro) affinché l'atmosfera sia davvero claustrofobica e spaventosa; poi procede centellinando i colpi di scena. Un lavoro di tempi, prima di tutto, con una sequenza ambientata in un bagno (lo spazio più "chiuso") da antologia. La scrittura di Hunter è a volte estetizzante, ma in fondo si capisce come anche le stravaganze poco rigorose del linguaggio siano funzionali alla storia e alla sua forte carica emotiva. Potete acquistare il DVD di Lighthouse dal sito www.fnac.com (cercatelo con il titolo francese "Le phare de l'angoisse") oppure su www.videoflicks.com (con il titolo americano "Dead of Night").
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