HORROR & SF - Poker d'assi

Quattro maestri: due di vecchia data ma di nuovo sulla breccia dell'onda, Dario Argento e George Romero, e due da poco assunti a tale rango, Rob Zombie e Takashi Miike. Tutti alle prese con la lavorazione di nuovi progetti, variegati e affascinanti. Più un quinto maestro, a suo modo, che non si smentisce: Ivan Cardoso

Dopo aver diffusamente parlato nello scorso aggiornamento dell'inizio delle riprese di Mother of Tears, la tanto agognata conclusione della saga delle "Tre Madri" di Dario Argento, ci immergiamo nei primi aggiornamenti riguardanti la lavorazione. Nei giorni del Torino Film Festival il regista e la sua troupe hanno girato molte riprese proprio nel capoluogo torinese, più precisamente nell'ospedale Molinette, nell'affascinante location di Piazza Vittorio Veneto e della confinante Gran Madre nonchè nel cimitero di Andezeno. Pare che Argento abbia confermato la libertà di poter girare il film senza alcun impedimento dal punto di vista censorio e dunque l'elemento splatter sarà presente in dosi massicce, teoricamente senza preoccupazioni legate ad eventuali tagli. E' invece notizia ormai certa che l'americana Myriad Pictures, la quale in un primo momento doveva co-produrre il film con la Medusa, si sia fatta da parte, probabilmente per l'insoddisfazione causata dalla prima stesura della sceneggiatura. Dunque la Medusa produrrà in solitaria la pellicola e il budget sarà presumibilmente abbassato rispetto all'idea originaria. In Italia il film uscirà con il titolo La Terza Madre mentre per il mercato internazionale resta il dubbio sul titolo che sarà utilizzato (la dicitura preventivata, e di conseguenza da noi finora utilizzata, Mother of Tears, sarà probabilmente cambiata in quanto ritenuta di non sufficiente impatto).

 

Continuiamo a seguire con vivo interesse la lavorazione del nuovo capitolo di Halloween firmato da Rob Zombie. La Dimension Films ha reso noto che il film uscirà nelle sale statunitensi a fine agosto 2007 (e non a novembre come in un primo tempo annunciato). Il magnifico autore di The Devil's Rejects ha ormai terminato lo script, una sorta di sequel/prequel in cui cercherà di riportare la figura ormai sbiadita di Michael Myers ai fasti del prototipo carpenteriano (a tal proposito, auguri a Jamie Lee Curtis, che il 22 novembre ha festeggiato i 48 anni) e inizierà le riprese a fine gennaio.

 

In parallelo con l'amico e collega Argento, anche il grande George A. Romero è in pieno fermento, impegnato in questo momento a Toronto per le riprese di Diary of the Dead, un nuovo capitolo della saga sugli zombi. Non si tratta però di un sequel del precedente Land of the Dead, come ci si attendeva, ma abbiamo a che fare con una nuova storia, in cui alcuni studenti impegnati a girare un film si trovano di fronte a una nuova epidemia di morti viventi e cercano di riprenderne le catastrofiche conseguenze con la loro telecamera (pieno metacinema dunque). Sembra che anche Romero abbia potuto usufruire di una piena autonomia dal punto di vista creativo (la spiegazione sta nel fatto che questa volta il regista ha deciso di affrancarsi dalle majors producendosi autonomamente il film) e che quindi il maestro sia entusiasta della pellicola che si sta sviluppando. Rimandato quindi per il momento Solitary Isle, il thriller di cui avevamo parlato quest'estate, tratto da un racconto di Koji Suzuki, che Romero avrebbe dovuto dirigere.

 

Ancora una volta Takashi Miike, il regista più prolifico e irrefrenabile dell'intero panorama mondiale, riesce a stupire. Non abbiamo fatto in tempo ad assimilare Big Bang Love, Juvenile A, presentato a Torino, dramma carcerario in cui Miike sfida ancora una volta se stesso e il pubblico giocando con i generi e con sovrapposizioni narrative e tematiche di sempre più complessa decodificazione, che giunge una notizia quasi surreale. Miike infatti dirigerà Sukiyaki Western: Django !!!, come lascia supporre il titolo nientemeno che una sorta di spaghetti-western in salsa nipponica (ma sarà girato in lingua inglese), che avrà sicuri rimandi al film di Sergio Corbucci interpretato nel 1966 da Franco Nero. Dopo aver esplorato tutti gli anfratti dell'horror, dello yakuza, del dramma esistenzialista e del melò virato all'estremo, ecco che il bulimico regista di Yao (Osaka) approda addirittura al western. Senza confini, come da prassi per l'inarrestabile Miike.

 

Nello scorso aggiornamento avevamo simpaticamente annunciato la nostra fremente attesa per Sarcofago Macabro, la nuova follia che il maestro del terrir, Ivan Cardoso, avrebbe presentato al Torino Film Festival. Le attese tutto sommato non sono andate deluse. Il nuovo film dell'artista brasiliano è in realtà un mediometraggio di 50 minuti girato interamente con materiale d'archivio, assemblato con maestria in sala di montaggio e accompagnato da una voce narrante che fa da collante al variopinto ensemble d'immagini. Un omaggio, a detta del regista, alle serie televisive americane degli anni '50, '60 e '70. Incredibilmente, senza materiale nuovo realmente girato, Cardoso riesce a mettere in piedi una storia assolutamente fuori dall'ordinario, in cui si sostiene che Adolf Hitler non sia morto ma sia stato mummificato dal sedicente scienziato Expedicto Vitus (il quale nel frattempo ha scoperto il segreto per l'immortalità), e che attualmente insieme ad altri criminali del terzo Reich viva ancora, sotto mentite spoglie, rifugiato in Argentina. Il tutto amalgamato tra scene di cinegiornali del periodo nazista e scarti delle precedenti pellicole di Cardoso. Peraltro il plot (?) s'interrompe sul più bello, dando appuntamento (l'anno prossimo e sempre a Torino, c'è da scommetterci...) a un Sarcofago Macabro parte seconda. Di nuovo, non mancheremo.

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