HORROR & SF - Vent'anni d'orrore

1987 – 2007: vent’anni di vita, un traguardo importante per un gruppo di film che a vario titolo, e con indiscussi meriti, sono entrati nel gotha della storia del cinema horror. Da Hellraiser a Bad Taste, da Nekromantik a Predator, un omaggio ad alcune visioni orrorifiche che celebrano il proprio ventennale senza accusare segni di invecchiamento

Tempo di ricorrenze, di anniversari, di ricordi, di celebrazioni. E’ sempre più comune, ormai, il desiderio di tuffarsi nel passato, per omaggiare film e autori entrati nella storia del cinema. Un’operazione nostalgica che se da un lato lascia adito a dubbi sullo stato di salute del cinema contemporaneo (il confronto tra passato e presente è spesso impietoso) dall’altro permette di non dimenticare opere che per un verso o per un altro (ci) hanno segnato un’epoca.

E allora, per una volta, officiamo anche noi. Torniamo all’anno 1987, per ricordare grandi film che in questo 2007 celebrano il ventennale dalla loro realizzazione. Uno stuolo di opere di imponente valore, che ci lasciano la possibilità di valutare in che condizioni remava l’horror vent’anni orsono. Era il periodo in cui vigeva indiscusso il dominio dello splatter, in auge dall’inizio del decennio, e destinato a tramontare all’inizio degli anni novanta, per poi riappropriarsi della scena in questo inizio di terzo millennio. E se si parla di splatter, di materie organiche, di sangue a fiumi, di volti e corpi cosparsi di bile, uno dei primi nomi che illuminano la mente è senz’altro quello di Peter Jackson, il quale nel 1987 debuttava con Bad Taste, perfetto esempio di fusione tra horror e commedia, gore insistito e rivoltante e demenzialità pura. Un film su cui in realtà Jackson lavorava già da molti anni, ma che per vari problemi di sceneggiatura e soprattutto di produzione vide la luce appunto nel 1987. Un debutto devastante, che permise a Jackson di ergersi per alcuni anni a portabandiera dello splatter.

Ancor più devastante fu, nel 1987, il debutto del talento letterario Clive Barker, che con Hellraiser, tratto da una sua novella, diede vita a un capolavoro assoluto della storia del cinema horror, la cui forza espressiva, crudeltà narrativa, perversione scenica, bellezza fotografica, restano ancora oggi all’ennesima visione, vent’anni dopo, inalterate e nient’affatto sbiadite dal tempo. Un film essenziale e duro, apocalittico e furioso, mai consolatorio e realmente inquietante, lontanissimo dal perbenismo che avrebbe poi affossato il cinema horror negli anni novanta. Un film di riferimento, capostipite di una saga infinita che ancora oggi continua a produrre sequel, ormai peraltro realizzati direttamente per la televisione. E il remake è alle porte.

1987 – 2007: vent’anni di vita anche per altri film che hanno saputo ritagliarsi un ruolo solido e costante. Innanzitutto Opera, di Dario Argento, giallo-horror sicuramente meno delizioso rispetto ai suoi capolavori, ma in grado di proporre sequenze di omicidi di accecante abilità stilistica. E poi Nekromantik, vero e assoluto simbolo di cult-movie, girato senza budget dal tedesco Jorg Buttgereit, realmente disgustoso, sfrontato per come affronta un tema scottante come quello della necrofilia, vero e proprio “fenomeno di costume” divenuto in poco tempo, grazie unicamente al passaparola degli appassionati, oggetto prezioso da possedere e divulgare. Buttgereit sarà omaggiato ad agosto, durante il PesarHorrorFest, con una interessantissima retrospettiva integrale delle sue opere, alla presenza del regista stesso.

Vent’anni di vita anche Il buio si avvicina (Near Dark), curiosa e intrigante escursione di Kathryn Bigelow nel mondo dei vampiri, per Dolls, ottimo esempio di lavoro partorito dalla fervida coppia formata da Stuart Gordon (regista) e Brian Yuzna (produttore), e per Il signore del male (Prince of Darkness), l’opera più complessa e variopinta di significati di John Carpenter, in cui la metafisica e l'avvento dell’Anticristo vanno a braccetto con l’orrore fisico e psicologico.

Vent’anni anche per Horror in Bowery Street (Street Thrash), altro film imprescindibile nella storia dello splatter movie. Primo e unico lavoro alla regia per il famoso operatore di ripresa Jim Muro (recentemente anche nella crew del manniano Miami Vice), un vero e proprio delirio composto secondo le coordinate di un crudo e sporco realismo metropolitano, quasi di matrice scorsesiana, ma virato verso i lidi dell’insopportabilità visiva e narrativa. Corpi letteralmente disciolti e liquefatti, trasformati in macabri quadri astratti di organi squagliati e colori improponibili, nell’implosione di un’umanità rozza, becera e disperata.

E ancora, quattro lustri compiuti anche per La Casa 2 (Evil Dead 2), seguito del capolavoro di cinque anni prima, in cui Sam Raimi sposta il tiro verso le angolazioni più grottesche e comiche pur mantenendo altissima la dose di splatter; Predator, riuscito esempio di action movie con influssi horror, diretto da John McTiernan e impreziosito dal make up di Stan Winston; Storia di fantasmi cinesi (Sien nui yau wan), prodotto da Tsui Hark, connubio di arti marziali e spiritismo, film molto importante nello sviluppo del cinema fantastico e asiatico di questi ultimi anni; Robocop, dell’olandese Paul Verhoeven, che l’horror lo tocca solo timidamente, ma mai dimenticato in virtù dell’enorme successo commerciale ottenuto; Angel Heart, discusso e controverso film di Alan Parker che ancora oggi non ha smesso di dividere estimatori e detrattori; Le avventure del ragazzo del palo elettrico (Denchu kozo no boken), cortometraggio in cui il geniale Shinya Tsukamoto pone le basi linguistiche e narrative per il successivo Testuo; e infine, per tornare per un attimo in Italia, in quegli anni in cui l’horror nostrano aveva ancora una propria dignità a livello di interesse da parte dei produttori, Deliria, il debutto alla regia di Michele Soavi, allievo di Argento, autore di un film imperfetto e saltellante ma dotato di alcuni momenti di buona eleganza stilistica.

Vent’anni di vita (o di morte): auguri a tutti i film sopra citati. Stava meglio allora, l’horror, o sta meglio oggi? Probabilmente stava meglio allora, anche se negli ultimi 3-4 anni, per fortuna, di segnali positivi ne abbiamo avuti in abbondanza.

 

 

 

TRAILER BAD TASTE

 

 

 

TRAILER NEKROMANTIK

 

 

 

 

TRAILER HELLRAISER

 

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