HORROR & SF - "The Rage": ritorno alle origini dello splatter/gore

Romero, Henenlotter, Del Toro, Barker, McLean: il 2008 potrebbe essere un buon anno per gli amanti dell’horror. Nel frattempo, come antipasto, arriva un nuovo film diretto dal mago del make up Robert Kurtzman. “The Rage” è un chiaro omaggio alla gloriosa tradizione dello splatter anni ’80, nella sua accezione maggiormente festaiola e oltranzista

The Rage_posterIl 2008, sulla carta, potrebbe essere un anno ricco di eventi interessanti per il mondo del cinema horror. Diary of the Dead di Romero, The Mist di Frank Darabont (tratto da King), Bad Biology di Henenlotter, Midnight Meat Train (adattamento dello straordinario racconto di Clive Barker), Hellboy 2: The Golden Army di Del Toro, Rogue di McLean, sono solo alcuni dei titoli più attesi, alcuni dei quali sono già usciti negli States ma non ancora arrivati in Italia.

Nel frattempo, per ingannare l’attesa, come antipasto, abbiamo visionato The Rage, ritorno alla regia di Robert Kurtzman. Quello di Kurtzman è un nome più che noto agli appassionati dell’horror/splatter più oltranzista, in quanto il quarantatreenne americano ha nel corso della sua carriera curato il make-up e gli effetti speciali di decine di importanti titoli (basta citare Bubba Ho-Tep, Il miglio verde, The Night Flier, Dal tramonto all’alba, L’armata delle tenebre, Misery, Re-Animator 2), occupandosi anche di qualche incursione nella regia soprattutto con l’ottimo e originale Wishmaster (1997).

Dieci anni dopo, a pochi mesi di distanza da Buried Alive, arriva questo The Rage, con cui Kurtzman compie una sincera e genuina opera di omaggio sia verso la grande tradizione dello splatter anni ’80, sia verso la science fiction degli anni ’50. La trama è quanto di più ovvio si possa concepire: c’è uno scienziato pazzo, reietto di una società civile che in passato non ha accettato le sue innovative teorie per la cura del cancro, e che ora in una stamberga nascosta in mezzo alla foresta compie esperimenti su malcapitate cavie umane, trasformandole in bestie rabbiose e incontrollabili. Quando però una di queste creature si ribella e riesce a fuggire dal laboratorio, infetta gli animali del luogo, dando il via al contagio e a una serie di raccapriccianti omicidi a spese di alcuni ragazzi che inavvertitamente si trovano a transitare da quelle parti.

Da Frankenstein a Re-Animator, dal beast-movie al Dottor K, i riferimenti e le citazioni sono molteplici eThe Rage continue. L’originalità non naviga qui, tutt’altro, e Kurtzman (che si è occupato anche di effetti speciali, fotografia e soggetto) pare voler deliberatamente realizzare un prodotto di facile fruizione, fortemente autoreferenziale, bonariamente anarchico e divertente, in parziale antitesi ad un cinema horror che oggi sembra spesso volersi prendere troppo sul serio.

L’intento è apprezzabile, ed effettivamente negli 80 minuti di rave movie a cui ci è dato assistere si respira una certa atmosfera retrò che un appassionato di lunga data può sicuramente assecondare. Il risultato però, fatica a raggiungere la sufficienza, soprattutto per due difetti basilari e non perdonabili: la pochezza nella qualità proprio di alcuni trucchi (su tutti i volatili assassini, realizzati malamente), e la recitazione davvero sconcertante dei giovani attori, in particolar modo della protagonista Erin Brown, persino al di sotto dell’amatorialità. Si salva invece, più per mestiere che altro, il buon Andrew Divoff (Caccia a Ottobre Rosso, Wishmaster, Faust, Lost) nella parte del mad doctor Viktor Vasilienko.

Di sangue ne scorre a fiumi, fin dalla prima lunga sequenza, la migliore del film. E in alcuni tratti, soprattutto nelle scene ambientate all’interno del laboratorio, Kurtzman riesce a ricreare un’atmosfera realmente malata e claustrofobica, azzeccando qualche trovata come l’orribile uomo-scimmia che compare nella parte finale. Ma a visione ultimata si ha complessivamente una certa delusione, per un prodotto da cui si poteva sicuramente ottenere di più.

The Rage resta valido come omaggio a un cinema che tanto amiamo, e resta adatto per una felicemente becera serata con gli amici. Per il resto, se si vuole apprezzare Kurtzman come regista, meglio senz’altro una (re)visione del buon Wishmaster.

Presentato in Canada al Fantasia Film Festival, e uscito in qualche sala degli States, il film è disponibile in Dvd Regione 1 edito da Universal. 

 

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