HORROR & SF - The Mist: In una coltre di mostruosità

Dopo “Le ali della libertà” e “Il miglio verde”, Frank Darabont torna a trasporre sul grande schermo le inquietanti pagine del Re dell’horror Stephen King. E con "The Mist" colpisce nuovamente nel segno, attraverso un racconto di perdizione e mistero, mostruosità e fanatismo, diretto con sapienza, osando poi in un finale realmente agghiacciante. VIDEO TRAILER

Locandina The MistFrank Darabont è uno dei migliori registi kinghiani in circolazione, uno di quelli che meglio di tutti ha saputo trasporre al cinema le pagine letterarie scritte dal Re dell’horror, ricreandone con sapienza e sensibilità lo spirito, le caratterizzazioni dei personaggi, le ambientazioni di quella provincia americana tanto cara allo scrittore di Bangor.

In passato Darabont ha diretto The Shawshank Redemption (Le ali della libertà) e Il miglio verde. Due film di notevolissimo livello, realmente emozionanti, che ben riuscivano a creare quella difficile simbiosi tra parola e immagine, tra letteratura e cinema, così spesso grezzamente provata da tanti autori con esiti ruvidi e dinoccolati. Ora ci riprova con The Mist, tratto dal racconto "La nebbia", contenuto nella vecchia raccolta "Scheletri", del 1985. E ancora una volta azzecca tutto. La consueta piccola comunità di provincia, un microcosmo con amori e amicizie ma soprattutto odi e rancori di lunga data mai sopiti. Venti/trenta persone intrappolate all’interno di un supermercato, minacciati da un’improvvisa e terrificante coltre di nebbia che ricopre il mondo circostante come un muro impenetrabile, inconoscibile e per questo realmente agghiacciante, e che contiene al suo interno immonde creature pronte a divorare chiunque si avventuri al di fuori di quel fragile nido. Il supermercato come apologia del consumismo ma anche come unico schermo di protezione dall’inaspettato assedio. Fischiano le orecchie al buon Romero, ovviamente. Una mini-civiltà al cui interno spicca una fanatica religiosa che fa il lavaggio del cervello alla maggior parte dei prigionieri, insistendo sulla giusta punizione divina impersonificata da questa improvvisa Apocalisse, riuscendo poco alla volta, con il potere affabulatorio della parola, a portare dalla sua parte la grande maggioranza di quei cervelli semplici e facilmente manipolabili. Un gruppetto di eroi, che si ribellano alla situazione, capiscono che il rifugio non sarà sicuro ancora per molto tempo, e piuttosto che rischiare di rimanere sepolti vivi tra un detersivo e uno scaffale di birra sfidano la nebbia pur di uscire e provare a mettersi in salvo, combattendo contro ragni e falene giganti e mostri repellenti.The Mist

Tutto abbastanza standardizzato. Topoi di lunga tradizione orrorifica riproposti con gusto quasi citazionistico, senza voler strafare. Poche novità, ma la tensione c’è: il senso dell’ignoto scaraventa lo spettatore all’interno di un circolo vizioso e soffocante da cui non si vede (letteralmente) via d’uscita, Darabont è bravo a tenere sotto controllo il progredire degli eventi scandendo con intelligenza i tempi di svolgimento del racconto, e gli effetti speciali della premiata ditta Nicotero/Berger colpiscono nel segno. Magnifica Marcia Gay Harden nella parte della donna timorata di Dio, novella predicatrice di un mondo votato all’annichilimento. E poi, se fino a qui The Mist si assestava a un livello discreto, ecco un elemento che innalza la produzione senz’altro al di sopra della media: un finale tremendo, beffardo, sconvolgente, completamente anti-consolatorio, che rielabora le pagine originarie affondando con coraggio nella più cupa disperazione. Un finale crudele ed emotivamente squassante come non se ne vedevano da tempo.

Ancora una volta Darabont si conferma autore di intelligenza e talento, e forse, ormai crediamo lo si possa dire, conquista il ruolo di regista kinghiano per eccellenza. Il film, che ha ricevuto 3 nominations ai Saturn Awards 2008 (miglior film horror, regia e attrice), per ora non è uscito in Italia, ma si trova in lingua originale sottotitolato, in una bella edizione Dvd a due dischi edita da Genius Products. Ne vale la pena. 

 

 

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