HORROR & SF - Lesbian Vampire Killers

Dall’Inghilterra arriva una nuova horror comedy, già divenuta un cult attraverso il passaparola degli appassionati. Sulla scia di Shaun of the Dead, tra decapitazioni e parodia, due antieroi surreali e impacciati devono combattere contro un’antica maledizione, e conturbanti vampire seguaci di Saffo e discendenti di Carmilla

Lesbian Vampire KillersAgosto, tempo di ferie, vacanze, mare, caldo. Mese adatto per approcciarsi alla visione di film leggeri, senza pretese intellettuali, con i quali potersi rilassare senza dover impegnare troppo il cervello. Mese giusto, probabilmente, per gustarsi Lesbian Vampire Killers, nuova horror comedy inglese, diretta dal giovane Phil Claydon (33 anni), prodotta dalla AV Pictures, e già circondata da un alone di culto.

 

La trama è presto detta: due amici, profondamente diversi per stazza fisica, carattere e risultati in amore, partono per una gita. Decidono di lasciar stabilire al caso la propria meta, e finiscono in uno sperduto villaggio tra le campagne del Galles. Giunti a destinazione, abbordano 4 piacenti ragazze, ma ben presto scoprono di essere finiti in un territorio vessato da un’antica maledizione generata dalla vampira Carmilla, e dominato da una banda di crudeli non-morte lesbiche. Con l’aiuto di un prete sui generis, cercheranno di salvarsi la vita e di porre fine alla secolare tirannia che imperversa sul villaggio.

 

Siamo dalle parti dell’horror parodistico, portavoce di un sottogenere che negli ultimi anni ha riscosso buon successo in Inghilterra (come non ricordare il delizioso Shaun of the Dead di Edgar Wright, con cui fra l’altro il film di Claydon ha molti elementi in comune, forse troppi). Si prova in qualche modo a spaventare lo spettatore, ma soprattutto si pensa a divertirlo, attraverso gag surreali, dialoghi caserecci e protagonisti imbranati, circondando il tutto di un alone decisamente fumettistico.

 Lesbian Vampire Killers

Con un titolo e una sinossi del genere, ci si aspetterebbe, nella tradizione del B-Movie, di trovarsi di fronte a una pellicola stracolma di sangue, splatter come se piovesse e nudi corpi femminili in bella mostra, a discapito magari di una realizzazione tecnica più o meno approssimativa. Invece Lesbian Vampire Killers propone un risultato esattamente opposto. Il gore infatti scarseggia, tant’è che ogni qualvolta le seguaci di Carmilla vengono massacrate, si decompongono attraverso allegre esplosioni di liquido non rosso ma biancastro (chiara allusione allo sperma). La componente erotica poi è quasi unicamente suggerita, ma pochissimo mostrata (non si va oltre a qualche casto bacio saffico, e a prorompenti seni comunque coperti da veli).

 

Dall’altra parte però, per fortuna, il lavoro di Claydon e dei suoi collaboratori si lascia apprezzare per una componente tecnica di notevole livello: ottime costruzioni scenografiche, fotografia ricercata e curatissima, montaggio interessante, discreti effetti speciali, buon uso delle musiche e del sonoro.

 

Lo stile di regia, tra ralenti e accelerazioni improvvise, ricorda un po’ il Baz Luhrmann di Moulin Rouge. L’utilizzo totale dei trucchi del mezzo filmico riporta parzialmente al Dracula di Coppola. Non mancano citazioni abbondanti e più o meno dirette, da Kill Bill ad Hellraiser, da Vampiri Amanti di Roy Ward Baker al sopracitato Shaun of the Dead, da Star Wars a Grindhouse, e il film, lasciando scorrere una trama che è puro pretesto, si poggia soprattutto sul ritmo sostenuto, sulla verve ludica dei dialoghi, e sulle “facce da commedia” degli attori (molto bravo il co-protagonista James Corden, piuttosto anonimi gli altri personaggi).

 

Lesbian Vampire KillersDal punto di vista parodistico, Lesbian Vampire Killers tutto sommato riesce nel suo intento: pur con qualche momento di stanca, ci si diverte, e non mancano invenzioni spassose. Come detto molto apprezzabile è poi la fantasia e la cura nella messinscena, sicuramente superiore alla grande maggioranza delle pellicole di questo tipo, considerando anche che il budget a disposizione non era affatto alto.

 

Certo, mancano il sangue, la crudeltà, e la sensualità... visto il contesto, non sono pecche da poco. Diciamolo francamente, erano cento volte più erotiche Soledad Miranda e le altre vampire saffiche dei capolavori di Jesus Franco nei primi anni ’70.

 

Resta quindi il rimpianto per un film che, con un po’ di coraggio e sfrontatezza in più, avrebbe sicuramente potuto avere un valore superiore. Così, è comunque un buon prodotto di puro intrattenimento; un confetto dall’involucro affascinante, ma parzialmente insapore al suo interno. Può meritare in ogni caso la visione.

 

Il film è uscito a marzo in Inghilterra, è poi approdato in numerosi altri paesi, ed è appena uscito in Dvd e Blu-Ray per Momentum Pictures. Ovviamente nessuna traccia di una possibile distribuzione da noi, ma almeno sul web si trovano i sottotitoli in italiano.

 

 

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