HORROR & SF - Sauna
Peccato e redenzione. Orrore e purificazione. Catarsi e perdono. Guerra e morte. Fantasmi reali e spettri della propria coscienza. Sono alcuni degli ingredienti di Sauna, interessante horror psicologico proveniente dalla Finlandia, diretto da Antti-Jussa Annila, acclamato nei festival di genere in giro per il mondo e vincitore a Bruxelles
Siamo nell'anno 1595. La lunga guerra tra Svezia e Russia, durata 25 anni, è ormai giunta alla conclusione. Restano solo da tracciare i confini tra i due regni. Due fratelli, Erik e Knut, figure di spicco della guardia armata svevo-finlandese, percorrono da sud a nord le terre poste a metà tra i due stati, per ufficializzare la nuova appartenenza geografica dei luoghi che incontrano lungo la strada. Uno dei due è sanguinario, crudele e devoto all'arte della guerra sin da quando era ragazzo. L'altro è fondamentalmente buono e caritatevole, e spera solo di poter tornare il prima possibile alla sua vita e al futuro che lo aspetta. A un certo punto i due sono ospitati in una piccola casa tra le foreste, abitata da un padre e da sua figlia. Il temibile Erik, ancora carico di odio nei confronti dei nemici russi, ammazza l'uomo, e segrega la ragazza in una prigione sottoterra. É tempo di ripartire, Knut chiede al fratello di liberare la ragazza, Erik promette di farlo, e invece l'abbandona lì dov'è, condannandola alla morte. Qualche tempo dopo giungono in un altro piccolo villaggio, sperduto nei boschi, abitato da sole 73 persone, e accostato da una misteriosa sauna costruita chissà quando in mezzo al fiume. Il fantasma della ragazza defunta giunge a tormentare le anime dei fratelli, e i due uomini, loro malgrado, iniziano un viaggio dentro se stessi, verso la riesumazione dei propri peccati, e un'impossibile richiesta di redenzione.Questa, in sintesi, la sinossi di Sauna, horror finlandese uscito nel 2008, diretto dal trentunenne Antti-Jussi Annila (già autore dell'ibrido Jade Warrior), e vincitore del Méliès d'Argento al Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Bruxelles. Il produttore, Jesse Fryckman, definisce il film come "la prima produzione horror mai creata in Finlandia", e ne è orgoglioso. Dopo averlo visionato, in effetti, gli si può dare ragione.
Secondo la tradizione dei monaci russi, la Sauna è il luogo in cui espiare le colpe, chiedere perdono per i peccati commessi, lavare via gli errori pregressi, e purificare la propria anima. A partire da questo assunto si snoda tutta la narrazione del film di Annila, capace di incastonare brillantemente l'horror con l'atrocità universale della guerra.
Tutta la pellicola si muove sul filo dei confini: geopolitici, spirituali, e religiosi. Siamo in una terra di mezzo tra la Russia e la Svezia (di cui la Finlandia faceva parte), tra il cristianesimo e il paganesimo, l'anima crudele di Erik e quella misericordiosa di Knut, la realtà e l'immaginazione, il quotidiano e il soprannaturale, i nefasti ricordi del passato e le speranze per il futuro, la guerra e la pace, il dolore e la resurrezione.
In questa fluttuante no man's land, la figura del fantasma (con il volto e le vesti ricoperti di pece nera) assume ovviamente un valore simbolico, e si presenta come l'atto scatenante che incrina le coscienze dei due fratelli, trainandoli verso la distruzione di ogni certezza e l'emendamento delle loro debolezze. La paura scioglie la virilità, i ruoli si ribaltano, e dentro quella misteriosa costruzione buia in mezzo al fiume l'individuo è costretto a spogliarsi di tutta la sporcizia che lo divora dal di dentro. La realtà storica della guerra va così a confluire nell'orrore del fantastico, nella leggenda che si tramuta in realtà, in una maledizione per troppo tempo nascosta e ora impossibile da fermare.
Il film di Annila, nonostante dichiari di essere ambientato sul confine russo/scandinavo, è in realtà stato girato in un villaggio vicino Praga, e nei boschi circostanti, per motivi di risparmio economico (è comunque una produzione low budget). Scelta non errata, perchè uno dei motivi di fascino di Sauna risiede proprio nella tetra bellezza di questo schivo paesaggio autunnale, che ingloba i personaggi lasciando compiere anche allo spettatore un viaggio malinconico e onirico all'interno della propria spiritualità.
Pochi gli attori coinvolti (giova ricordare la presenza della sempre bravissima Musa Kaurismakiana Kati Outinen, in un ruolo piccolo ma importante), niente scene di massa, una narrazione volutamente lenta e sottovoce che mira a scendere con efficacia nella psiche dei protagonisti, ritmo sempre medio/basso, macchina da presa vicina ai volti, poche sequenze horror inserite al punto giusto senza mai essere invasive, simbolismi, realismo ermetico ma non pretenzioso, effetti speciali interessanti, fotografia tenue che sfrutta quasi sempre la luce naturale, sicurezza d'intenti e semplicità stilistica, sino a giungere a un finale coraggioso: tutti ingredienti che fanno di Sauna un film difficile ma prezioso. Resta da tifare affinchè i buoni riscontri avuti da questa pellicola, in particolare nei festival (ha partecipato con successo anche a Toronto, Sitges, Austin, Ravenna, Gerardmer, Edimburgo, Lisbona), invoglino i produttori e i registi finlandesi a cercare di seguire la stessa strada: chi lo sa, potrebbe nascere una nuova piccola scuola horror in un paese ancora "vergine" da questo punto di vista, e considerando l'attuale avvilente ripetitività dei prodotti di altre nazioni (Stati Uniti in primis), ne saremmo senz'altro lieti. In ogni caso, dopo lo splendido Lasciami Entrare dalla Svezia, e l'apprezzabile Dead Snow dalla Norvegia, la Scandinavia si conferma terra di grandissime potenzialità, per lo più ancora inesplorate. Speriamo che questo bel trittico di pellicole sia solo un inizio, e attendiamo fiduciosi.
Il film uscirà in Dvd per Mpi Home Video il 27 ottobre, in lingua originale con sottotitoli in inglese.
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