HORROR & SF - The Descent Part 2
Presentato al Ravenna Nightmare Film Fest 2009, il film riprende personaggi, temi ed atmosfere del cult realizzato da Neil Marshall due anni fa ibridando estetica della natura impazzita in puro stile anni Settanta e cinema di mostri: ecco la nostra recensione in anteprima
Ci eravamo lasciati di fronte a un bivio: Sarah, l’unica sopravvissuta del gruppo di amiche speleologhe che aveva intrapreso la mortale discesa nei monti Appalachi riguadagnava la superficie; oppure Sarah scopriva invece di non poter più uscire perché letteralmente “digerita” da una prigione che era per prima quella della sua follia. Neil Marshall nel chiudere il suo ottimo The Descent lasciava allo spettatore scegliere il suo finale, ma la legge del sequel rompe per prima cosa questa sospensione mostrandoci la protagonista libera, portata in ospedale, sebbene ancora in stato di shock. Verrà però forzatamente ricondotta nelle caverne per cercare le amiche ancora scomparse.
Certo, nel frattempo qualcosa è cambiato: Neil Marshall sembra essere definitivamente trasmigrato al fantasy a tinte storiche (è annunciato il prossimo Centurion) e così a riprendere le imprese dei crawlers stavolta c’è Jon Harris, che dell’originale era stato montatore e che qui esordisce dietro la macchina da presa, dopo una interessante gavetta che lo ha visto lavorare, fra gli altri, a titoli come Eden Lake e Stardust. Di certo Harris ha studiato a dovere la lezione e questo sequel non manca di riproporre la ricetta originale con una forza altrettanto violenta: e non ci si riferisce solo al sangue che scorre copioso insieme a varie secrezioni corporali, ma al senso di claustrofobia che, forse più che nel prototipo, restituisce davvero l’idea di una sorta di apparato digerente dove trovano spazio tutte le possibili variazioni sul tema del corpo violato e trasfigurato in materia splatter: lunghi budelli nei quali ci si schiaccia, corsi d’acqua che rischiano d’annegare, pozze di liquami nei quali ci si ritrova immersi, The Descent 2 è un film che si accoda sicuramente al tripudio di cinema umorale e corporale, tardo cascame dell’estetica anni Ottanta, dove ogni individuo è corpo da offendere prima ancora che mente da esplorare, sebbene poi protagonista sia una donna chiaramente scissa lungo il doppio binario della follia distruttiva e della consapevolezza del male, che spesso utilizza per sfuggire ai pericoli.
Inoltre stavolta la dinamica che Sarah intraprende con i suoi compagni di viaggio, lungo la nuova discesa agli inferi, è meno articolata su una direttrice soltanto femminile: il gruppo che l’accompagna infatti è misto, con gli uomini che discutono sul ruolo del leader, ma che si rivelano poi assolutamente inefficaci di fronte all’insorgere del pericolo. Tolti dalla scena gli uomini “buoni”, insomma, Descent 2 diventa ancora una volta una trasfigurazione della lotta fra i sessi con i mostri e le prede, mentre alcuni legami che erano deflagrati nell’originale vengono riportati a galla per chiudere definitivamente i fili narrativi.
Allo stesso tempo viene ribaltata anche la natura concentrazionaria della caverna, che mostra uscite all’esterno e rompe così la dicotomia alto/basso del prototipo per lasciare che il Male non sia concentrato in un unico luogo, ma allunghi anzi il suo raggio d’azione verso il mondo “di fuori”, suggerendo anche possibili collegamenti con la comunità locale. Non è chiaro quanto ciò sia legato a una semplice logica del colpo di scena, ma è sintomatico il fatto che la decisione arrivi a chiudere il cerchio con il modello originariamente fornito da Un tranquillo weekend di paura, del quale il film riprende le ambientazioni boschive.
Certo, in sé, questi elementi non bastano a giustificare un seguito che, seppur diretto con buona capacità e qualche abuso di fast-motion, appare comunque superfluo, attento più che altro a completare ciò che poteva tranquillamente considerarsi compiuto con il solo film di Marshall. E questo inevitabilmente apre la porta a facili accuse di aver voluto semplicemente battere il ferro finché era ancora caldo…
TRAILER ORIGINALE
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