HORROR & SF - Trick 'r Treat


Nel mezzo della crisi che imperversa nell'horror americano, ogni tanto arriva una ventata d'aria fresca. È il caso di Trick 'r Treat, affascinante film a episodi diretto da Michael Dougherty, purtroppo mal distribuito dalla Warner e inedito in Italia. Un ottimo lavoro che rielabora e aggiorna con successo i topoi legati alla tradizione di Halloween

Trick 'r Treat coverL'horror americano è morto? Quasi, ma non del tutto. Se infatti il livello delle produzioni di genere statunitensi, in questi ultimi anni, ha raggiunto livelli di estrema insufficienza, in una deprimente proliferazione di remake, sequel, saghe infinite e atavica mancanza d'idee, è anche vero che ogni tanto, per fortuna, arriva una ventata di aria fresca nel disastro generale.

 

È il caso di Trick 'r Treat, pellicola realizzata nel 2007, voluta, scritta e diretta da Michael Dougherty, e portabandiera di una rivisitazione in salsa horror dei topoi legati alla tradizione halloweeniana. Un film a episodi, di derivazione fumettistica, nel recupero di una consuetudine cara all'horror del passato, ma con connotazioni culturali ben diverse rispetto al Creepshow romeriano, termine di paragone immediato (alcuni, poco avvezzi alla materia, l'hanno fatto) ma anche semplicistico ed errato. Qui, infatti, a essere esplorato da Dougherty è un Mito, un concetto, un'idea ben radicata nell'immaginario sociale degli States, un simbolo attraverso cui omaggiare e al contempo rielaborare molte delle caratteristiche fondanti del cinema del terrore.

Nulla di originale dunque? Sì, è vero, ma c'è modo e modo di riproporre temi già visti e sviscerati a più non posso; in questo caso l'autore riesce nell'impresa di costruire un mosaico affascinante, coinvolgente, stuzzicante nella sua componente narrativa e più che apprezzabile dal punto di vista tecnico.

 

A differenza del suddetto Creepshow, e di altri lavori similari, nei quali i diversi episodi viaggiavano in modo slegato tra loro, senza alcun punto di congiunzione, in questo caso ci troviamo di fronte a un prologo e quattro successive storie che scorrono lungo sentieri confinanti, per poi andare poco alla volta a intersecarsi con abilità e maestria. Tutto in una notte, durante la festa di Halloween, nel mezzo di un'orgia ludica che coinvolge gli abitanti di una cittadina dell'Ohio. Maschere, travestimenti, zucche illuminate a ogni passo, musica, tamburi, feste danzanti, allegria irrefrenabile; un rave delirante e giocoso, all'interno del quale, nascosto dall'ubriacatura popolare, dimora ed esplode l'orrore.Trick 'r Treat Anna Paquin

Tra fatine, vampiri, clown e mostri assortiti, dolcetti e scherzetti, caramelle e cioccolatini, in un ramificato disegno che accosta e mescola finzione e realtà, l'occhio curioso della macchina da presa vaga all'interno della burla collettiva, per poi scovare singoli personaggi alle prese con festeggiamenti non proprio consueti ed edificanti: un uomo che fa a pezzi un bambino troppo goloso, un assalitore che importuna una timida ragazza salvo poi dover subire un'inimmaginabile vendetta, un gruppo di ragazzini in cerca di coetanei disabili scomparsi alcuni anni prima a bordo di uno scuolabus, un uomo solo con il suo egoismo e un odio represso che lo porterà alla distruzione.

Dougherty non fa distinzione, e se ne frega del politically correct: nel suo film la morale crolla e scompare, i bambini sono massacrati come e più degli adulti, e per la maggior parte dei personaggi non ci sono speranze di salvezza.

 

Gli episodi sono di livello diseguale, e non potrebbe essere altrimenti; apprezzabili il primo e il quarto, ottimo il secondo, dedicato ai bambini scomparsi e immerso in una coltre di nebbia e putridume, e più debole il terzo, nel quale peraltro spicca la sensualità di Anna Paquin, e ci si diverte con una frenetica sequenza “bestiale” sulle note di Sweet Dreams nella versione di Marilyn Manson.

La regia risulta fantasiosa e solida, l'apparato scenografico è notevolissimo, e le scelte fotografiche sono più che convincenti. Da applausi il make up in alcune sequenze chiave (strepitoso il trucco del bimbo-zucca nell'ultimo episodio), mentre il ritmo è rapido e scattante, tanto da dolersi della durata limitata (soltanto 78 minuti). Non mancano le citazioni cinefile, a partire dal nume tutelare John Carpenter, omaggiato in più riprese. La qualità complessiva è ottima, e la sensazione è di trovarsi di fronte a un prodotto riuscito in ogni sua angolazione.

 

Trick 'r TreatTrick 'r Treat è stato prodotto da un colosso come la Warner Bros., e con il giusto battage pubblicitario avrebbe davvero potuto imporsi come uno degli horror di riferimento in questo inizio di terzo millennio. Il film invece, dopo lunghi e reiterati rimandi, è stato distribuito poco e male, per poi scomparire in fretta dalle sale e vedersi relegato al mercato home video, restando inedito in alcuni paesi oltre oceano, tra cui, tanto per cambiare, l'Italia.

Una storia travagliata, che ci lascia davvero a bocca aperta. Perché, in questi tempi bui in cui siamo affossati e soffocati da nefandezze quali Saw, Paranormal Activity e ultimi esorcismi vari, un horror genuino e limpido come questo è stato bruciato in siffatta maniera?

Una domanda che rimarrà senza risposta, così come per tante altre storture che dominano il mercato cinematografico americano (e italiano). L'appassionato consiglio, comunque, è di recuperare Trick 'r Treat quanto prima, e di godervelo come merita.

 

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