HORROR & SF – Triangle


Dopo Creep e Severance, e prima di Black Death, il talentuoso autore britannico Christopher Smith ha realizzato un notevole lavoro, inedito in Italia, durante il quale, smarrita tra le onde, una bravissima Melissa George rincorre se stessa all'interno di un inquietante labirinto spazio-temporale senza vie d'uscita. Un film celebrale, soffocante e prezioso

Triangle posterChristopher Smith si è ormai imposto come uno dei nomi più interessanti nel panorama britannico e più in generale europeo. Si è messo in luce con due film controversi, Creep e Severance, entrambi mancanti della solidità necessaria per imporsi ad alto livello ma comunque latori di idee apprezzabili, per poi tornare lo scorso anno con Black Death, lavoro d'ambientazione medievale non del tutto risolto ma capace di creare un'atmosfera miasmatica piuttosto intrigante.

Nel mezzo Smith ha realizzato anche Triangle, uscito nel 2009 e purtroppo, tanto per (non) cambiare, rimasto inedito nella povera Italia, interessata solo a cinepanettoni e pseudo horror mainstream di bassissima qualità. Un film che ha avuto poco successo dal punto di vista commerciale, riuscendo però, non a torto, a scatenare gli entusiasmi di critica e appassionati.

 

La giovane Jess, madre stressata per via delle difficoltà dovute al fatto di crescere da sola un figlio autistico, accetta l'invito di un amico per una gita nell'Oceano a bordo di uno yacht. Con loro, altre quattro persone. All'improvviso, il gruppo è colto da una violenta tempesta, a causa della quale l'imbarcazione si rovescia. I sei riescono a emergere dalle acque, e restano ancorati al relitto, in attesa di soccorsi. Poco dopo dal nulla sbuca una nave di linea, sulla quale salgono, convinti di aver trovato la salvezza. La nave appare deserta, fino a quando un killer mascherato fa capolino, cercando di ucciderli tutti. Jess, sconvolta, cerca di fuggire, ma capisce che qualcosa di molto strano sta accadendo. Il tempo, infatti, sembra essersi fermato, e gli eventi iniziano a ripetersi, in una terribile spirale senza vie d'uscita.

 

Girato nel Queensland, Triangle sfrutta l'affascinante locazione marina, perseguendo un tipo di ambientazione che tante volte abbiamo imparato a conoscere, dai polanskiani Il coltello nell'acqua e Luna di fiele, sino ai recenti Open Water, Ghost Ship e Donkey Punch, solo per citarne alcuni. La prima parte del film, dedicata a una classica gita in barca disintegrata da una subitanea tempesta che giunge dal niente, può invece in qualche modo apparentare la pellicola, anche se su latitudini ben differenti, al discreto Altitude, visto all'ultimo Torino Film Festival. Una commistione di realtà e soprannaturale, vicina a Shining e all'ultimo Lynch, dove i confini tra i diversi mondi sfumano e si annullano, nel nome di un orrore inconoscibile.

Esaurita la parte introduttiva, però, Triangle Melissa Georgeil lavoro di Smith cambia con decisione traiettoria, proiettandosi in un oscuro e affascinante labirinto psichico, dentro il quale smarrire ogni certezza. In omaggio al mito di Sisifo, condannato dagli Dei a una pena eterna e immutabile, la protagonista Jess si trova a doversi sdoppiare, triplicare, e insegue se stessa cercando disperatamente di dipanare una matassa che pare non avere alcuna fine. Le consuete connotazioni spazio-temporali sono così annullate, a vantaggio di una reiterazione strutturale che si fa sempre più angosciante mano a mano che le tessere del mosaico vanno a comporsi. La donna ha un enorme senso di colpa da espiare, aggravato dall'aver mancato una promessa con la Morte. Di fronte a lei ci sono un enorme macigno da spingere, e un'impervia montagna da scalare: una volta giunta sulla cima, dovrà rincominciare daccapo, ora e per sempre.

 

Christopher Smith, con Triangle, ha realizzato per certi versi il suo Memento. Un film celebrale, che lavora sulle sfumature e sugli incastri, rischiando in qualche punto il collasso, ma riuscendo infine a restare a galla, grazie a un notevole virtuosismo registico, accompagnato dall'ottima fotografia solare di Robert Humphreys. A dare volto e anima a questa donna combattuta e dolente, la bravissima Melissa George, che sull'horror ha costruito una discreta parte della sua carriera (il remake di Amityville, Turistas, 30 giorni di buio), e che qui trova la sua interpretazione migliore, riuscendo brillantemente a fondersi con la spaventosa afflizione che pugnala con sempre più veemenza il suo personaggio.

Triangle Melissa GeorgeDi fronte ai reiterati apprezzamenti, alcuni hanno anche criticato il film, sottolineando la marcata somiglianza con Los Cronocrimenes, thriller spagnolo uscito nel 2007 e diretto da Nacho Vigalondo. Bisogna dire che di punti in comune ce ne sono, eccome. Impossibile negarlo. Da un lato si possono dunque esporre molti dubbi riguardo all'originalità dell'istanza narrativa, ma dall'altro va comunque ribadita l'ottima riuscita del lavoro di Smith. Un tortuoso e soffocante dungeon che sa scavare oltre la superficie, crescere d'intensità, e giocare con lo spettatore senza per questo risultare pletorico o strafottente. Un film prezioso.

 

Nota a margine: Triangle è una coproduzione divisa tra Inghilterra e Australia. Il brillante risultato ottenuto non può essere casuale. Insieme alla francese sono proprio queste, infatti, le cinematografie di genere maggiormente in crescita nell'ultimo decennio.

 

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