CORSO SALANI, per sempre
Non una rassegna ma uno spazio permanente, un luogo, una sala dove sarà possibile vedere, con continuità, tutte le opere, i corti e i lunghi realizzati da Corso Salani. Da mercoledì 28 settembre, fino al 27 giugno, si potranno vedere, gratuitamente, da Sentieri selvaggi, tutti i 18 lungometraggi e i 13 cortometraggi realizzati dal cineasta fiorentino dal 1989 (Voci d'Europa) fino al 2010.
Intanto precisiamo: Questa non è una rassegna. Ne auspichiamo tante, in giro per l’Italia (e non solo), ma l’iniziativa che Sentieri selvaggi, in collaborazione con l'Associazione Corso Salani, ha intrapreso è diversa. L’idea è quella di istituire uno spazio permanente, un luogo, una sala dove sarà possibile vedere, con continuità, tutte le opere, i corti e i lunghi realizzati da Corso Salani.
Ed è quello che Sentieri selvaggi offrirà: da mercoledì 28 settembre, fino al 27 giugno, la nostra saletta (da 60 posti) metterà a disposizione del pubblico tutti i 18 lungometraggi e i 13 cortometraggi realizzati dal cineasta fiorentino dal 1989 (Voci d'Europa) fino al 2010.
Certo noi per primi auspichiamo che questa iniziativa sia replicabile in una vera sala cinematografica (la nostra è una dignitosa sala “digitale”), ma poi leggiamo una lettera di Margherita Salani (cuore, anima e corpo dell’Associazione Corso Salani) che ci riporta dentro il vero senso del cinema di Corso:
“Il 3 settembre sono andata con Folco (Salani) a una proiezione di "Palabras" che, cosa insolita, si è svolta in un cortile di una casa nella campagna vicino a Bologna. Ho visto un pubblico composto da circa cinquanta persone (alcuni conoscevano Corso, altri no) cosi attento che la serata sembrava quasi ideale come esempio del rapporto tra il regista e il suo film e la gente che lo guarda. Corso sarebbe stato contento, ne sono certa”.
E allora siamo rincuorati e ancora più convinti che non esiste una “sala ideale” per i film di Corso Salani, e se mai esistesse, forse, sarebbe collocata su una montagna, in una valle lontana, o chissà su quale sentiero e luogo di confine del mondo…
Il cinema di Corso Salani è qualcosa di unico e, probabilmente, irriproducibile. Per la passione, la determinazione, la voglia di vivere il cinema fino in fondo, a tutti i costi (e a “bassi costi”!), per la precisa ostinazione di voler mettere in gioco la vita nel cinema (e il cinema nella vita), scavalcando felicemente le distinzioni tra reale e immaginario, eppure essendone totalmente consapevole, in un doppio gioco dell’immaginario cinematografico così avanzato culturalmente da essere necessariamente destinato alla nicchia, a un pubblico in qualche modo d’èlite, corpi spettatoriali già in grado di immaginarsi come “consumatori creativi”, espansi già al di fuori dell’universo novecentesco della sala cinematografica e della visione televisiva. Il cinema di Corso Salani, pur nutrendosi di questo cinema, riusciva (riesce!) meravigliosamente ad andare oltre, ponendosi esattamente al limite, territorio inesplorato di confine, cinema/vita con una struttura seriale invisibile da poterci permettere di considerarlo il primo vero esempio di “Open Cinema”, cinema “interattivo”, quasi (e qui lo so che per molti è una bestemmia!) un “reality cinema” giocato sul corpo/icona dell’attrice/feticcio/anima da mettere in gioco.
Certo ogni film può apparire un’opera a sé, compiuta, ma è anche possibile immaginare TUTTO IL CINEMA DI CORSO SALANI come un lungo, infinito viaggio “aperto”, dove le storie si intrecciano e ritornano, dove le relazioni dentro/fuori lo schermo esplodono come in un fiammeggiante mèlo, quasi un cinema backstage di se stesso, maschera acerba di un male di vivere che pure è così gioioso e semplice, arrovellato e superficiale, un meraviglioso contraddittorio contenitore dove la distinzione tra “reale” e “immaginario” è costantemente messa in discussione.
Questa è la modernità straordinaria del cinema di Corso: il suo essere un’opera aperta completa e complessa, quasi un serial life, impertinente e dispettoso, emozionante e sincero.
Un diario di viaggio di cui possiamo godere le singole pagine come il tutto…
Alla scoperta di un mondo dove l’unico luogo che conta è il confine. Il territorio di passaggio. Il luogo/altrove. Da dove oggi Corso, probabilmente, ci guarda amorevolmente, con il suo sorriso beffardo…
Buone visioni,
Federico Chiacchiari
IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE PROIEZIONI
I film saranno proiettati sempre il mercoledì alle 20.30 presso Sentieri selvaggi, via Carlo Botta 19, tel 06.96049768. L’ingresso è gratuito.
Ogni proiezione sarà preceduta da una presentazione da parte di amici, collaboratori e critici che hanno conosciuto e amato i film di Corso Salani.
28-settembre
Voci d’Europa (1989) 90' - Zelda (1984) 11'
12-ottobre
Gli ultimi giorni (1991) 85' - Guerra (1984) 5'
26-ottobre
Gli occhi stanchi (1995) 95'
09-novembre
Cono sur (1998) 109'
23-novembre
Occidente (2000) 95'
14-dicembre
Corrispondenze private (2002) 100'
11-gennaio
Palabras (2003) 92'
25-gennaio
Tre donne in Europa (2004) 59' - Eugen si Ramona (1989) 25'
08-febbraio
C’è un posto in Italia (2005) 58' - Danilo (1989) 20'
22-febbraio
Il peggio di noi (2006) 88' - Tracce (2007) 13'
07-marzo
Ceuta e Gibilterra (2006) 54'
21-marzo
Rio de Onor (2006) 54' - Cesena, Italia (2010) 15'
04-aprile
Imatra (2007) 53' - Vercelli, Italia (2010) 15'
18-aprile
Talsi (2007) 53' - Brindisi, Italia (2010) 15'
09-maggio
Chişinau (2007) 52' - La Spezia, Italia (2010) 15'
30-maggio
Yotvata (2007) 52' - Deva, Romania (2010) 15'
13-giugno
Le vite possibili (2008) 50' - Konakovo, Russia (2010) 15'
27-giugno
Mirna (2009) 75' - Bohunice, Slovacchia (2010) 15'
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