1976-85: un effimero lungo nove anni

 presentazione della nuova edizione del libro Estate romana di Renato Nicolini, sabato 10 dicembre

 

ESTATE ROMANA - RENATO NICOLINIsabato 10 dicembre 2011 ore 11.00

Cinema Nuovo Sacher – Largo Ascianghi, 1 - Roma

 

In occasione della presentazione

della nuova edizione del libro

 

Estate romana

1976-85: un effimero lungo nove anni

di Renato Nicolini

 

Incontro con:

Gianfranco Capitta

Francesco De Gregori

Ugo Gregoretti

Toni Jop

Andres Neumann

Giuseppe Pullara

Franco Purini

Bruno Restuccia

Monique Veaute

 

 

Ma c’era sopratutto la sensazione che, quello che Renato chiamava con questa espressione così convincente il «meraviglioso urbano», fosse proprio una realtà. Una realtà forte, un’incredibile ricchezza, la cui esistenza era dovuta interamente al solo talento del suo ideatore. I romani dovevano accorgersene subito dopo la sua partenza, nel 1985…

 

Dalla Prefazione di Jack Lang, già Ministro della cultura francese

 


Estate romana di Renato Nicolini, pp. 240 E.15,00, Città del Sole Edizioni 

 

«L’Estate romana non avrebbe mai aspirato, effimera com’era, ad un posto tra le grandi utopie come la Città del Sole di Tommaso Campanella». Afferma così Renato Nicolini in occasione della nuova edizione del suo libro Estate romana, che in questi giorni esce per i tipi della casa editrice Città del Sole Edizioni. Indimenticato Assessore alla Cultura di Roma negli anni che vanno dal 1977 al 1985, nella prima giunta comunista guidata da Argan, architetto e uomo di teatro, Nicolini è un intellettuale noto per il suo impegno politico e soprattutto per aver dato vita a un nuovo modello culturale per la capitale durante i tormentati anni di piombo. Con la sua opera totalmente originale, Nicolini compie il miracolo: coinvolgere la massa in grandi eventi, far partecipare importanti nomi internazionali a spettacoli collettivi, inaugurare l’epoca dei reading, delle notti animate in cui l’elemento dello stupore e dell’emozione diventa preponderante: in una parola, abbattere le barriere tra cultura popolare e cultura d’élite. Anni memorabili raccontati anni dopo in un libro dal titolo Estate romana, scritto di getto nel 1991, che torna oggi in libreria con una lunga introduzione dell’autore e con la prefazione di Jack Lang, già Ministro della Cultura francese.

L’Effimero lungo nove anni rivoluzionò la vita culturale dell’intera nazione, l’essenza stessa dell’arte effimera si fece sistema, sostituendo gli stabili canoni convenzionali con l’instabilità di atti, gesti e situazioni che non avevano pretese di durata e di consistenza materiale. Fu il trionfo della libertà di espressione che emanava da azioni affrancate dal giogo scolastico di metodi e contenuti ormai stantii, si affermò un modello culturale dalla netta impronta esistenziale destinato (paradossalmente, vista la sua genesi) a durare nel tempo. L’Effimero dell’Estate Romana allargò a dismisura il campo delle esperienze creative e comunicative, nessuna forma di espressione fu preclusa grazie all’utilizzo dei più eterogenei materiali e strumenti, nonché le più diverse forme di linguaggio. La fotografia, la musica, la rappresentazione scenica e la poesia recitata (si inaugurò allora la fortunata esperienza dei reading), funsero da fattore contaminante delle arti convenzionali e non avrebbero mai più abdicato a questa funzione.

La nuova edizione di Estate romana sarà presentata sabato 10 dicembre alle ore 11.00 presso il Cinema Nuovo Sacher di Roma con una serie di interventi di grande spessore. Sul palco del cinema di Nanni Moretti, interverranno: il critico teatrale Gianfranco Capitta, il cantautore Francesco De Gregori, il regista teatrale Ugo Gregoretti, Toni Jop, giornalista de l’Unità, il drammaturgo Andres Neumann,  Giuseppe Pullara, giornalista de Il Corriere della Sera, l’architetto Franco Purini, il produttore Bruno Restuccia, la presidente del Roma-Europa Festival Monique Veaute.

 

 

 

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