CORSO SALANI, PER SEMPRE - “Corrispondenze private”, mercoledì 14 dicembre
Corrispondenze private è l'unico film possibile tra Occidente e Palabras. Un esorcismo, un testacoda vertiginoso e inaspettato, una delle sue sortite più teoricamente sperimentali, come sarà poi qualche anno dopo l'abisso de Il peggio di noi: ripercorrere insieme a Paloma Calle luoghi e sequenze chiave di tutto il cinema filmato sino ad allora, doppiarsi una nuova volta, chiudere il cerchio di un'ossessione ritornante, appunto ciclica. Forse il film in cui nasce, nella forma che poi porterà ai Confini d'Europa (appunto Imatra, e di nuovo Paloma...) e a Mirna, il "metodo-Salani" (non a caso grazie anche alla scoperta leggerezza del video). Introduce il film PALOMA CALLE. Questa sera, h 20.30, via Carlo Botta 19, a Roma. INGRESSO GRATUITO
Corrispondenze private è l'unico film possibile tra Occidente e Palabras. Come raccontava Gianluca Arcopinto, l'esperienza di lavorazione quasi “canonica” proprio per Occidente avrebbe forse potuto aprire a Salani la porta di un cinema d'autore italiano più istituzionalizzato, meno marginale, più visibile e “riconosciuto”. E invece Corso partì per Palabras con una troupe di cinque persone.
Ma prima, l'esorcismo di questo film, che è un testacoda vertiginoso e inaspettato, una delle sue sortite più teoricamente sperimentali, come sarà poi qualche anno dopo l'abisso de Il peggio di noi: ripercorrere insieme a Paloma Calle luoghi e sequenze chiave di tutto il cinema filmato sino ad allora, doppiarsi una nuova volta, chiudere il cerchio di un'ossessione ritornante, appunto ciclica. Ecco, è questo forse il film in cui nasce, nella forma che poi porterà ai Confini d'Europa (appunto Imatra, e di nuovo Paloma...) e a Mirna, il "metodo-Salani" (non a caso grazie anche alla scoperta leggerezza del video).
Nello stesso istante, Corrispondenze private segna l'inizio dell'instancabile lavorio su Paloma, un “trattamento” lungo un'intera filmografia, e d'una intensità incisiva che non può che ricordare il metodo rosselliniano su Ingrid Bergman (Salani probabilmente leggendo il parallelo avrebbe sorriso...), con l'attrice che si fa sovrimpressione incarnata di sogni, sguardi, e cinema (ri)vissuto e puntualmente rimesso in gioco, sempre rimescolato, senza dare mai alle immagini il tempo e il permesso di sedimentare, di diventare passato.
Un cinema allora sempre al presente anche quando va alla ricerca di ricordi da visitare (o da cui tornare ad essere visitati), per poi finire in feedback come due sorgenti sonore nel momento in cui vengono messe una di fronte all'altra, e tirano fuori quel fischio che potrebbe durare all'infinito, finché non vengono spente: allo stesso modo, l'episodio iniziale di Corrispondenze private rimette tutto ancora una volta in ballo, con il montaggio dei provini per Palabras, e quella telefonata sul finale che svela tutto il gioco sul footage di Voci d'Europa che cattura sprazzi della “donna più bella del mondo”...
neanche tanto paradossalmente, toccherà anche alle immagini già doppie, già “capovolte”, di Corrispondenze private il destino di finire in circolo all'interno dell'instancabile ronde del cinema di Corso, per poi riapparire, come è intuibile con un segno e un senso tutti nuovi, per esempio all'interno del sublime Frammenti di un amore. Con la stessa capacità combinatoria dei numeri del bingo, gioco che Salani dava mostra di prendere, non a caso, particolarmente sul serio.
mercoledì 14 dicembre, h 20.30
INGRESSO GRATUITO
Via Carlo Botta 19 Roma
Tel 06/96049768
mail: info@sentieriselvaggi.it
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