BERLINALE 59 - "In the Electric Mist", di Bertrand Tavernier (Concorso)
Il cinema del regista francese è sempre appassionato ma stanco, cinefilo più che cinematografico in quanto può rappresentare un personale ‘viaggio nel cinema americano’. Si avverte una spaccatura tra lo spazio in cui è ambientata la vicenda e i protagonisti ed è forse per questo motivo che le forme di un post-noir non divampano come accadeva in Out of Time i Franklin ma restano lì solidificate in una superficie orizzontale e pianeggiante
È sempre appassionato ma stanco il cinema di Tavernier. I segni della debolezza di un’operazione sempre più cinefila che cinematografica si può evidenziare confrontando questo adattamento del romanzo di James Lee Burke in In the Electric Dreams con quello”hard-boiled” di Jim Thompson in Colpo di spugna. Lì si avvertivano i segni di un polar anche irregolare, che però era autenticamente sofferente e malato nel modo in cui mostrava la colonia francese dell’Africa Orientale alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il modo in cui è filmato lo spazio della New Iberia, in Louisiana appare invece più piano e piatto, attraverso frequenti attraversamenti orizzontali del fiume e della paludeed è sottolineato dalla presenza di una voce fuori-campo quasi per conferire al film un’identità da poliziesco classico; In the Electric Mist è la prima produzione statunitense del regista francese.
Il detective Dave Robicheau (Tommy Lee Jones) è sulle tracce di un serial-killer che uccide soprattutto giovani donne. Dopo l’ennesimo omicidio il poliziotto conosce la star hollywoodiana Elrod T. Sykes (Peter Sarsgaard) venuto sul luogo per le riprese del suo nuovo film, prodotto con il sostegno della criminalità locale. Questi gli racconta di aver visto un cadavere e questa scoperta fa tornare in mente a Dave i dolorosi ricordi di un caso passato. Nel corso dell’inchiesta si avvicina comunque all’omicida ma allo stesso tempo la sua famiglia comincia ad essere in pericolo.
Forse erano anni che Tavernier, eccezion fatta per lo splendido documentario Mississippi Blues codiretto con Richard Parrish in cui andava alla ricerca delle radici musicali del Sud degli Usa, voleva fare il suo personale viaggio sul cinema americano. E forse, in definitiva, In the Electic Mist è proprio questo. Il film è inoltre supportato anche dalla grande prova di Tommy Lee Jones (che può apparire quasi come la reincarnazione di Philippe Noiret in Colpo di spugna). Le immagini di notte, con la palude e il fumo della ciminiera sono anche seducenti. Ma è l’esempio di un film che si limita più a fotografare il set più che a renderlo centro nevralgico dell’azione. E la stessa trama poliziesca si sviluppa in modo macchinoso e ciò è evidente nell’omicidio dell’attrice sul battello sotto la pioggia e nel tentato agguato a Dave. Rispetto al Franklin di Out of Time, c’è una spaccatura tra quello spazio e quei personaggi. E per un post-noir, questa è una colpa.
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