BERLINALE 59 - "Gigante", di Adrían Biniez (Concorso)

Non è un film trascendentale ma ha comunque il pregio di essere semplice e diretto per come porta sullo schermo un voyeurismo mai appariscente ma sottratto, per come trasforma i silenziosi inseguimenti di Jara in una specie di giochi sulla casualità e sul destino e per come si mantiene in equilibrio tra squarci drammatici e forme da ‘commedia dell’assurdo’

giganteUn corpo troppo grande che deve agire di nascosto, di sottrazione. È questo il forte contrasto in Gigante, in questo continuo scarto tra ciò che è troppo grande e in qualche modo deve nascondere la presenza dei propri movimenti. Jara è un uomo di 35 anni timido e solitario che lavora come addetto alla sorveglianza presso un supermercato di Montevideo. Mentre si trova davanti ai monitor che sorvegliano il negozio, passa gran parte del suo tempo a riguardare i video, fare le parole crociate e ascoltare la musica. La sua vita scorre tutti i giorni allo stesso modo fino a quando appare sullo schermo Julia, una ragazza addetta alle pulizie. Jara è subito attirato da lei e oltre a osservarla durante i turni di lavoro, la segue anche durante il tempo libero, quando lei va in spiaggia o al cinema.

Dopo una serie di film mediocri e deludenti, arriva finalmente in concorso a Berlino un’opera riuscita. Non ha niente di trascendentale, ma è semplice e diretta, soprattutto per come trasforma quella che appare come un’ossessione in un silenzioso e discreto slancio sentimentale. Diretto dal trentacinquenne cineasta argentino Adrían Biniez, qui al suo primo lungometraggio dopo aver realizzato due corti (Horas, 2005; Total disonibildad, 2008) ed esser stato in passato cantante e compositore del gruppo argentino Reverb, Gigante appare riuscito soprattutto nel modo in cui porta sullo schermo un voyeurismo mai appariscente, ma sottratto e per come trasforma i silenziosi inseguimenti di Jara in una specie di giochi sulla casualità e sul destino. Spesso Biniez utilizza dei piani larghi per inquadrare i due personaggi con lei davanti e lui dietro. Oppure crea delle precise geometrie come nella scena all’internet point in cui lui cerca di sedersi in un posto in modo da guardarla bene. Il regista riesce a dosare bene anche i momenti più drammatici con quelli più comici; il momento in cui Jara picchia il tassista che aveva rivolto un commento volgare o il dialogo in birreria con l’uomo che era uscito con lei (i due si sono conosciuti in chat) portano il film, sia pure leggermente, verso le zone di un ‘cinema dell’assurdo’ senza però mai estremizzandolo. Anzi, tenendolo legato alla vita(lità) dei protagonisti.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 2 commenti
 
  1. No, non c'era nessun film italiano. Solo quello con Scamarcio è una coproduzione franco-greco-italiana ma il regista è Costa-Gavras

    Inviato da simone emiliani il 15/02/2009
  2. simone, ma ha concorso qualche film italiano a berlino?

    Inviato da rino il 15/02/2009
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio