BERLINALE 59 - Una giornata tipo
A proposito di due interessanti lavori visti nelle sezioni collaterali al concorso principale. La Journee de la Jupe del francese Jean-Paul Lilienfeld in Panorama e Cea mai fericita fata din lume (The Happiest Girl in the World) del rumeno Radu Jude in Forum. Opere girate entrambe all’interno di una giornata, che si interrogano sui disastri e le illusioni del quotidiano
In La journee de la jupe di Jean-Paul Lilienfeld (conosciuto autore televisivo in Francia), Sonia Bergerac (Isabelle Adjani) e’ una professoressa di francese in una scuola assai problematica dei sobborghi. Da poco l’ha lasciata suo marito e quindi ancor meno riesce a gestire le situazioni drammatiche che vengono a crearsi in una classe multietnica. E’ ai limiti di una crisi di nervi. Durante una lezione di teatro in palestra, scoppia una rissa tra lei ed alcuni ragazzi e ad uno di essi cade una pistola dallo zaino. Nella confusione generale Sonia impugna l’arma e per errore parte un colpo che ferisce ad una gamba il ragazzo che l’ha aggredita. La situazione precipita e allora decide di chiudersi con tutta la classe in palestra facendo credere ad un sequestro. Intanto la scuola viene circondata dalle squadre speciali d’assalto e da tutti i familiari dei ragazzi rimasti intrappolati con la professoressa. Quest’ultima minaccia i suoi allievi piu’ facinorosi di sparare e così riesce ad avere anche il rispetto degli altri che impareranno, poco a poco, a conoscerla ed apprezzarla sempre più. Ma la tragedia sta per compiersi... versione senza scampo de La classe di Laurent Cantet, che riprende il difficile discorso sul ruolo della scuola nella società di oggi e sulla trasmissione del sapere. Girato come se fosse un dramma teatrale in un atto unico, sperimentando felicemente anche il linguaggio visivo più vicino alla televisione: la staticità che uno spazio angusto avrebbe potuto imporre è superata dalla capacità del regista di muoversi con vibrante lucidità.
Da un giorno di ordinaria follia ad una giornata trascorsa sognando di diventare famoso e ricco. Tutto regolare. Delia è un’ingenua e disincantata ragazzina rumena che con padre e madre si reca in città a Bucarest per girare uno spot televisvo per il quale è stata selezionata. Il film d’esordio del rumeno Radu Jude, Cea mai fericita fata din lume (The Happiest Girl in the World), è una piacevole sorpresa. La sua protagonista è costretta a girare più volte, fino a tarda sera, un semplice spot reso complicato dai conflitti creatisi tra regista e produttore, da vari problemi tecnici e da un padre e una madre troppo protettivi e interessati soprattutto al guadagno. Delia ha difficoltà a sorridere e gli unici momenti di tranquillità li trova tra un intervallo e l’altro quando è libera di poter fumare una sigaretta di nascosto. Storia semplice e ben girata, che non dà la sensazione di lavorare su di un concetto metalinguistico, che avrebbe reso il tutto più pesante e imbarazzante. Riesce a mantenersi sempre su di una linea narrativa e visiva leggera che diverte e coinvolge emotivamente lo spettatore.
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