BERLINALE 59 - "Claustrophobia", di Ivy Ho (Panorama)

Ivi Ho, sceneggiatrice per Ann Hui, Johnnie To, Jackie Chan, esordisce alla regia con un'opera in cui il termine del titolo assume una valenza universale, di claustrofobia intesa come oppressione del vivere, gabbia dell´esistenza. Istantanee di un amore che sarebbe potuto essere, a ritroso partendo dalla fine, frammenti riusciti ed altri in cui Ivy Ho pare voler stiracchiare ad oltranza questa infinita parola-convenevole da bolla a-temporale.

claustrophobiaIl modello dichiarato dall´hongkonghese Ivy Ho per questo suo esordio alla regia è Tradimenti (1978, poi film di David Jones con Ben Kingsley e Jeremy Irons cinque anni dopo), dramma di Harold Pinter organizzato per secche istantanee di ordinario inferno coniugale al contrario – a partire dalla drammatica conclusione del matrimonio tra i due protagonisti, e su su a risalire di tappa in tappa sino all´ingenua spensieratezza dei primi giorni del rapporto. Quello che fa Ivy Ho, in realtà, potrebbe anche sembrare una versione al rovescio di Un amore di Tavarelli: a intervalli di tempo a volte brevi (Una settimana prima), altre a salti annuali, spiamo di nascosto i vari incontri tra Tom e Pearl, colleghi di ufficio di cui lui sposato e con prole, e lei che per anni ne è segretamente e perdutamente comunque innamorata – si inizia con una spietata e sospesa sequenza notturna in auto, in cui Tom rivela a Pearl di averle trovato un ottimo posto ultraremunerativo in un´altra sede della loro azienda; e si riavvolge il nastro sino all´incipit, una stralunata conversazione sulle assicurazioni per la vita sul tetto di un palazzo in cui si è attivato un allarme antincendio. In mezzo, frammenti riusciti ed altri in cui Ivy Ho pare voler a tutti i costi strascicare e stiracchiare ad oltranza questa infinita parola-convenevole su cui si basa il rapporto reiterato tra i due, una strana bolla a-temporale che avvolge i loro incontri stagliandoli in una astratta interminabile agonia. E´ interessante notare come una scrittura come quella di Ivy Ho, che prima di passare dietro la macchina da presa ha fornito copioni ripetute volte ad Ann Hui, Jackie Chan e di recente anche al Johnnie To “sentimentale”, non aspiri, una volta assuntasi la responsabilità di farsi immagine per sua sola volontà e non più attraverso gli occhi di altri registi, ad alcuna delle circonvoluzioni formali e visive di cui sono Maestri gli autori per cui ha lavorato – incollando anzi la totalità delle situazioni del suo film ad una fissità in cui il termine del titolo assume una valenza universale, di claustrofobia intesa come oppressione del vivere, gabbia dell´esistenza. Ecco che la sequenza maggiormente preziosa e rappresentativa si rivela quella nella stanzetta in cui Tom, Pearl e il loro capo Karl sono stati rinchiusi per visionare delle proposte di spot per il loro prodotto, un chewing gum: il testo dello spot, sempre uguale e reiterato mentre cambiano le ´situazioni´ delle scenette pubblicitarie sullo schermo, parla di annullare le distanze tra gli esseri umani in un istante – Tom e Pearl, lasciati soli, riempiono l´aria del solito vuoto pneumatico delle loro voci che dicono tutto il contrario di quanto vorrebbero esprimere; e cambiando il canale del televisore incappano nella ripresa di una videocamera a circuito chiuso che, come noi spettatori ci siamo intrufolati per tutto il film all´interno di queste esistenze infelici, spia impietosa il capo Karl mentre di nascosto fa le sue giocate alle corse dei cavalli fingendo di essersi assentato per andare in bagno.

Claustrophobia - Trailer Originale:

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio