BERLINALE 59 - "Garapa", di José Padilha (Panorama Documentario)

Il vincitore dell’Orso d’Oro nel 2008, José Padilha, con Tropa de Elite, si ripresenta a Berlino realizzando un documentario sul suo Paese. Indagine sulle condizioni in cui versa il Brasile, prendendo spunto dalla tragica piaga della fame e realizzando un ibrido: tra reportage e docu-drama

garapaIl vincitore dell’Orso d’Oro nel 2008, José Padilha, con Tropa de Elite, si ripresenta a Berlino realizzando un documentario sul suo Paese, il Brasile. In realtà, il regista nasce come documentarista e il film premiato l’anno scorso rappresentava l’effettivo esordio nella fiction. Quest’ultimo lavoro è una sorta di indagine sulle condizioni in cui versa il Brasile, prendendo come spunto la tragica piaga della fame e seguendo le condizioni di vita di tre famiglie appartenenti a diversi contesti sociali. Si parte da alcune constatazioni: secondo le Nazioni Unite, fino al 2005, più di 850 milioni di persone soffrivano cronicamente la fame. Nel 2010 si prevede di superare il miliardo. Attraverso i media generalmente la fame è considerata da un punto di vista astratto. Pochi hanno effettivamente capito cosa significa vivere in uno stato di indigenza. Le domande alle quali prova a dare una risposta l’autore sono quelle di sempre: quali sono gli effetti dell’assenza di cibo all’interno di una famiglia? Cosa implica tutto questo per il suo avvenire? Quali sono le conseguenze psicologiche per un padre e una madre che vedono soffrire i propri figli? Come le famiglie povere si procurano da mangiare?

Per poter comprendere cosa significa la fame, bisogna vivere quotidianamente con chi ne soffre. Per questo motivo Padilha ha provato a raccontare il dramma vivendo in stretto contatto per un mese con le tre famiglie brasiliane in questione: la prima vive in una grande città, una nei sobborghi di San Paolo, la terza lontana da ogni infrastruttura urbana. Padilha esplora gli effetti profondi della fame, quali l’alcolismo, il chiudersi definitivamente nella superstizione, la violenza sull’infanzia. La parola “garapa”, che da anche il titolo al documentario, sta ad indicare un miscuglio di acqua e zucchero. Molte di queste famiglie prive di nutrimento utilizzano tale “bevanda” come sostentamento alimentare di base. Girato in bianco e nero, con immagini sgranate, il documentario procede dritto verso la nudità forte della verità. Il tentativo del regista è quello di non cedere particolarmente al didascalismo, ma di dare libertà alle immagini, alternandosi come interlocutore con i protagonisti e quindi realizzando un ibrido: tra reportage e docu-drama. L’operazione non evidenzia particolari qualità, anche se risulta difficile commentare e valutare un prodotto cinematografico che mostra sciami di mosche, nel caldo torrido delle favelas, tormentare il corpo di un bambino nella pretesa di un pò più di zucchero nell’acqua. Resta, in fondo, come in Tropa de Elite, la sensazione di un cinema stordente a primo impatto, facendo leva soprattutto sulla tragicità della realtà, che poi però si perde via via, nell'anonimato delle "nobili" intenzioni.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio