CANNES 62 - "Quel concerto ha rappresentato il simbolo di una generazione" - Incontro con Ang Lee

Arriva Ang Lee sulla Croisette con l’atteso Taking Woodstock tratto dal libro di memorie di Elliot Tiber. Dopo i due Leoni d’Oro a Venezia per I segreti di Brokeback Mountain e Lussuria il regista taiwanese ci prova con la Palma d’Oro presentando il suo film proprio nell’anno in cui ricorre il 40° anniversario da quel mitico concerto

Ang LeeDopo aver vinto il Leone d’Oro con i suoi ultimi due film, I segreti di Brokeback Mountain e Lussuria, Ang Lee ci prova con Cannes. Taking Woodstock, tratto dal libro autobiografico Taking Woodstock: A True Story of a Riot, a Concert and a Life di Elliot Tiber, è infatti presentato in competizione ufficiale e potrebbe essere tra i titoli che ambisce alla Palma d’Oro.
Una storia tutta americana questa per il regista taiwanese, realizzata proprio nell’anno in cui si celebra il 40° anniversario del mitico concerto di Woodstock.
 
Come mai ha scelto di raccontare Woodstock?
Quel concerto per me rappresenta il simbolo di una generazione che, in quel preciso momento storico, voleva cambiare il mondo. C’era voglia di pace, la possibilità di mettere insieme anche persone di classi sociali e di razze differenti mentre il paese voleva mandare le giovani generazioni in Vietnam a morire. Nel nostro immaginario, oltre ad esserci il sesso e la droga, sono rimasti tre giorni unici, caratterizzati anche da un’evidente disorganizzazione ma nei quali si voleva essere liberi, vivere in pace e di sola musica. L’unica immagine violenta che mi viene in mente è quella di una chitarra rotta sul palco.
 
Si tratta di una storia appartenente alla storia e alla cultura statunitense, diversa dai temi affrontati dalla sua precedente filmografia.
Si, in passato ho girato 6 tragedie in 13 anni. Era forse ora di cambiare e con Taking Woodstock, come ho detto, volevo raccontare una storia pacifista e serena.
 
Rispetto agli stereotipi classici, con Woodstock ‘sesso, droga e rock’n roll’ e le figure il mondo hippie il suo film sembra qualcosa di diverso. Ci sono anche poche immagini di repetrorio del concerto.
In realtà mi interessava mettere in evidenza come il 90% delle persone fossero normali. Poi c’è anche poca musica; infatti non sono un patito del rock e non volevo che i brani di repertorio mettessero la vicenda in secondo piano.
 
L’idea infatti è che Taking Woodstock, più che un film-rock, abbia in sé anche degli elementi propri della commedia familiare e ciò è evidente soprattutto all’inizio del film con l’immagine di Elliot e i suoi strampalati genitori.
Si può definire Taking Woodstock come una commedia ma è al tempo stesso anche un film drammatico però senza cinismo.
 
Dove si trovava nell’agosto 1969 quando c’era il concerto di Woostock?
A quell’epoca vivevo a Taiwan, ero giovane, e del concerto di Woodstock si sentiva parlare in televisione. Comunque ascoltavo quel tipo di musica però la percezione di quanto sia stato importante quel concerto e di quanto ha segnato un’epoca, l’ho avuta soltanto qualche anno più tardi.
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