CANNES 62 - "C'è una somiglianza tra l'antico Egitto e l'epoca contemporanea". Incontro con Alejandro Amenábar
Il cineasta spagnolo parla del suo ultimo lavoro, Agora, presentato fuori concorso e interpretato da Rachel Weisz. Ambientato nel IV secolo dopo Cristo, il film confronta l’opera del regista con le forme del kolossal storico. E, come sottolinea lui steso, ci possono essere delle somiglianze tra quell’epoca e quella attuale
Il regista spagnolo Alejandro Amenábar è arrivato a Cannes assieme alla protagonista Rachel Weisz per presentare fuori concorso Agora, ambientato nell’Antico Egitto nel IV secolo dopo Cristo dove ad Alessandria, sotto la dominazione romana e le rivolte dei cristiani, la filosofa e astrologa Hypatia cerca di preservare le conoscenze accumulate nel corso dei secoli. Perché è passato da un tipo di cinema claustrofobico (Tesis, Apri gli occhi) a questo kolossal storico?
Tutto comincia dalle vacanze. Quando ero al mare ho visto le stelle e guardandole mi sono emozionato dalla loro profondità. Da quel momento ho deciso che volevo fare un film sulle stelle e allora ho iniziato a fare delle ricerche di astronomia e sulle differenze astronomiche nel corso delle varie epoche della storia. Ed è allora che mi ha poi interessato questo particolare periodo e ho deciso di realizzare Agora. Abbiamo poi voluto avvicinarci alla storia autentica. Gran parte dei personaggi, fatta eccezione per Davus, sono realmente esistiti.
Ci possono essere dei riferimenti attuali o al fatto di come possa essere moderna questa epoca storica da lei descritta?
Dal punto di vista della scrittura, una volta che sono finite le ricerche, abbiamo sottolineato quanti punti in comune potevano esserci tra l’Egitto del IV secolo dopo Cristo e quella contemporanea; si può tranquillamente girare un film ambientato nel passato ma che parla del presente
Dentro Agora possono leggersi dei riferimenti alla crisi internazionale ?
Penso che oggi gli Stati Uniti siano nella stessa situazione in cui si trovava l’Impero romano allora. Oggi stiamo vivendo una crisi che è al tempo stesso economica, finanziaria ma anche culturale. Ci si sta dirigendo verso altre direzioni non proprio positive. Tuttavia sono un’ottimista e non credo che torneremo a rivivere l’epoca del Medioevo.
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