CANNES 62 - "Ho fatto sesso orale con un'attrice". Incontro con Pedro Almodóvar
Accompagnato dalla sua musa Penélope Cruz, Almodóvar arriva sulla Croisette per raccontare il suo Los abrazos rotos, presentato in Concorso. La dimensione umana e i ricordi d’infanzia del regista emergono nel suo rapporto con gli attori, in questo nostalgico sguardo indietro, verso gli inizi della sua cinematografia
Segreti, donne, alter-ego e le muse di sempre, Penélope Cruz e Blanca Portillo, nell'ultima fatica del regista spagnolo, ambientata a Madrid, con un film nel film e un appartamento che sembra lo stesso di Donne sull'orlo di una crisi di nervi. Quasi una galleria di ricordi in Los abrazos rotos: Pedro Almodóvar risponde alle domande della stampa.Ci puo’ raccontare il suo lavoro con gli attori?
"Il modo in cui dirigo gli attori dipende da chi e’ l’attore. Credo che chi non riesce a comprendere la dimensione umana, a comunicare, non puo’ essere un bravo regista. Gli attori con cui lavoro mi consentono di toccare tematiche molto intime, che possono essere molto dolorose. Sono generosi con me, e mi ritengo fortunato. In certi casi, aiuto gli attori, li “riempio” con il mio modo di vedere il personaggio. Altre volte non dico nulla. Voglio che recitino la scena in maniera istintiva, basandosi sull’intuizione. Anche se sono piuttosto timido, se necessario recito io tutte le parti. In un film che ho girato tempo fa, ho persino praticato sesso orale con un’attrice, per mostrare all’attore il modo in cui doveva recitare la sua parte. Soprattutto, io ho un grandissimo rispetto per gli attori”.
Perche’ nei suoi film ci sono sempre cosi’ tante donne?
"Nei miei film ci sono sempre molti personaggi femminili perche’, come molti bambini di fine anni Cinquanta, sono stato allevato dalle donne. Mia madre mi portava con se’ ovunque. Fino all’eta’ di otto o nove anni, sono stato circondato da donne e queste esperienze le ho usate nei miei film. E parlo di donne molto forti! Non so come, ma – nonostante la poverta’ del dopoguerra – riuscivano a darci da mangiare tutti i giorni. La Spagna e’ stata veramente segnata da questa generazione di donne. Dobbiamo a loro la nostra sopravvivenza. I personaggi maschili mi spaventano un po’. Ma le cose cambiano…"
Penélope Cruz, cosa pensa del film? E del suo ruolo? 

"Ogni cosa mi ha sorpreso, dalla prima all’ultima riga della sceneggiatura. Credo sia una delle migliori che Pedro abbia mai scritto, se non la migliore in assoluto. Di certo e’ la sua sceneggiatura piu’ complessa, la piu’ audace e coraggiosa. Per quanto riguarda il mio personaggio, e’ diverso da tutti gli altri che ho interpretato. Il film nel film, La ragazza con le valigie, non era cosi’ semplice per me. Recitare la stessa scena due volte, la prima bene e la seconda male…Confesso che ero un po’ stressata da questo. A volte, sul set, passavo da un personaggio all’altro nella stessa giornata. Mi sono sentita un po’confusa. Ma abbiamo fatto tre mesi di prove prima di iniziare a girare, e questo e’ stato di grande aiuto per me".
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