CANNES 62 - "Tzar", di Pavel Lounguine (Un Certain Regard)
Il film appare completamente invischiato in quel conflitto tra il corpo e l’anima, che è la condanna della storia del cristianesimo. Si cerca il trascendente, senza raggiungerlo o intuirlo. Un cinema fallito, che nel momento di massima tensione, scopre da sé il proprio limite. Ma è proprio questa disperazione del gesto a salvarlo dall’inesorabile caduta
Lounguine non si tira indietro e accetta l’incontro (o lo scontro) con il personaggio più grande, estremo e contraddittorio di ‘tutte le Russie’, muovendosi dentro la storia e l’immaginario di un popolo. Seconda metà del XVI secolo. Il regno di Ivan il Terribile è piombato nel buio profondo. Le truppe polacche sono alle porte. Lo zar è ormai vecchio e il tempo, la solitudine accrescono le sue ossessioni e il suo folle dispotismo. L’unico a tenergli testa è il monaco Filipp, amico fedele di un tempo, ora metropolita di Mosca, amato e venerato dal popolo. E, tutt’intorno, un mondo sull’orlo della rovina, percorso dalla paura e dall’odio. Il confine sottile e vertiginoso tra la follia e la santità, la riflessione sul potere e la religione, la terrena spietatezza del comando e la purezza astratta dello spirito. Longuine ritorna al discorso già intrapreso ne L’isola, al punto da scegliere lo stesso protagonista, il grande Pyotr Mamonov, il cui sguardo allucinato sarebbe capace di reggere da solo qualsiasi film. Certo l’intellettualismo dell’operazione è palese e i dialoghi sfiorano la sentenza. L’aria è pesante e il cielo è di piombo. E lo stesso lavoro sull’immagine restituisce l’impressione di un freddo decorativismo, quell’ossessione monocromatica per il bianco della splendida fotografia di Tom Stern, quella disposizione rigorosa dei corpi nello spazio che sembra raggelare la vita nella forma. Se poi la mente corre ad Ejzenstejn, la sfida di Lounguine appare improba, presuntuosa addirittura. Eppure, in qualche modo, i frammenti, per un magnetismo strano, si ricompongono nella complessità del senso. Se da un lato l’inquietudine delle espressioni e dei movimenti di Mamonov rimanda immediatamente al teatro (e, da qui, a certi momenti del cinema muto), dall’altro l’insormontabile fissità del quadro, con le sue relazioni ‘definitive’ tra i personaggi e l’ambiente, richiama la nettezza della pittura iconografica. Ciò che conta, allora, non è la vita, quanto l’idea, quell’immagine immobile che è oltre l’esistenza. Ecco: Tzar appare completamente invischiato in quel conflitto tra il corpo e l’anima, che è la condanna della storia del cristianesimo. Lounguine sceglie di stare della parte dello spirito. Cerca il trascendente, senza raggiungerlo o intuirlo. Il suo è un cinema fallito, che nel momento di massima tensione, scopre da sé il proprio limite. Ma è proprio questa disperazione del gesto a salvarlo dall’inesorabile caduta.
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- venezia 68
- 3D
- matt damon
- jessica chastain
- cinema americano
- cinema giapponese
- david cronenberg
- olivier assayas
- documentario
- torino film festival 28
- animazione
- oscar
- terrence malick
- natalie portman
- horror
- Johnny Depp
- serie tv
- joaquin phoenix
- nanni moretti
- Martin Scorsese
- ryan gosling
- marco bellocchio
- david fincher
- film tratti da libri
- clint eastwood
- robert de niro
- hbo
- cinema orientale
- cinema francese
- cinema italiano
- Corso Salani
- festival di roma 2011
- michael fassbender
- brad pitt
- george clooney
- cannes 64
- Sean Penn
- torino 29
- trailer
- casey affleck
- james franco
- woody allen
- cinema indipendente
- leonardo di caprio
- venezia 67
- Kate Winslet
- steven spielberg
- Jafar Panahi
- cannes 2011
- ben affleck
News
- BERLINALE 62: "Les adieux à la reine" per la serata d'apertura
- Domani alle 19.30 al Berlinale Palast
- 'Corpo celeste' vince l'Ingmar Bergman International Debut Award
- La principale rassegna cinematografica dei paesi scandinavi a Goteborg
- Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
- La Kodak ha dichiarato bancarotta.
- Cruise presentatore degli Academy Awards
- Al Kodak Theatre il 26 febbraio
- Presentazione del Box Cassavetes
- Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
- E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
- Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
- Corso Salani racconta Nichi Vendola
- mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
- Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
- Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
- No Google per i Brangelina
- I figli non posso "googlare" i genitori
- I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
- Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
- La neve blocca Muller
- Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
- Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
- Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
- Omaggio a Ben Gazzara
- Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
- Operazione Paura a Serravezza
- Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
- Doodle Truffaut
- Per gli 80 anni della nascita del cineasta
- MacLaine in "Downton Abbey"
- L'attrice sarà Martha Levinson
- Tributo a Dario Argento
- Hollywood omaggia il regista con una retrospettiva
- Jim Jarmusch produce un dramedy erotico
- Scritto dall'autore del bestseller Go the Fuck to Sleep
- CUT salta
- annullata la terza lezione
- Joe Carnahan per remake del Giustiziere della notte
- Il regista di A-Team per il cult movie interpretato da Bronson nel '74
- Online la collana DVD Queer Frame
- Prezzo speciale per gli utenti
- Blake Lively e Benicio Del Toro per Oliver Stone
- Prima foto da Savages, tratto da Le Belve di Don Winslow
- Addio a Ben Gazzara
- aveva 81 anni
- Rooney Mara protagonista per Soderbergh
- Al posto di Lively in Side Effects
- Corti d'Argento 2012: 30 titoli italiani selezionati
- I premi del Sngci assegnati il 23 e 24 marzo durante Cortinametraggio





