CANNES 62 - "Cerco sempre di fare un film che possa procurare delle emozioni" - Incontro con Alain Resnais
Il veterano regista francese, a quasi 87 anni, presenta in concorso Les herbes folles, tratto dal romanzo L’incident di Christian Gailly e interpretato, oltre che dai suoi fedeli attori Sabine Azema e André Dussolier, anche da Mathieu Amalric, Emmanuelle Devos, Anne Consigny e Michel Vuillermoz della Comédie Française.
Compirà 87 anni il prossimo 3 giugno eppure, dopo Cuori, anche con Les herbes folles conferma di essere in pieno fermento creativo. Alain Resnais, cineasta che ha segnato la storia del cinema francese con film come Hiroshima mon amour, L’anno scorso a Marienbad e Mon oncle d’Amerique, presenta a Cannes il suo ultimo film, interpretato, oltre che dai suoi fedeli attori Sabine Azema e André Dussolier, anche da Mathieu Amalric, Emmanuelle Devos, Anne Consigny e Michel Vuillermoz della Comédie Française.Cosa l’ha colpita particolarmente del romanzo di Christian Gailly?
Ho avvertito una specie di ‘lato sincopato’, un’arte della variazione. L’incident parla del desiderio che in George parte da niente e ciò avviene ancora prima di incontrare Marguerite o prima che della loro prima conversazione telefonica
Lei è comunque rimasto fedele ai dialoghi del romanzo...
Erto perché erano proprio quei dialoghi che mi interessavano. Gailly è stato un nostro punto di riferimento dall’inizio alla fine del film, era come una specie di nostro ‘diapason’ per cercare di trovare il tono giusto. Gailly mette spesso l’affermazione e la negazione nella stessa frase e quindi, adattando il romanzo con Laurent Herbiet, abbiamo cercato di costruire un découpage che tenesse conto di questa dualità.
Perché il titolo Les herbes folles?
Mi sembra che corrisponde a questi personaggi che seguono delle pulsioni irrazionali, come l’erba che esce dall’asfalto in città o in un muro di pietra in campagna per spingersi là dove non la si aspetta.
Che cosa è per lei il successo?
Quando si gira un film ci si chiede sempre se avrà successo ma bisogna ancora aspettare la risposta. Se sapessi che mettendo la macchina da presa più a sinistra o piuttosto più a destra, in movimento o fissa, conquisterei più spettatori, lo farei immediatamente. Il successo però è qualcosa di imprevedibile. Io cerco sempre di fare un film che possa prima di tutto procurare delle emozioni, e ciò può avvenire con situazioni comiche o sentimentali.
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