CANNES 62 - "Coco Chanel & Igor Stravinsky", di Jan Kounen (Film di chiusura)

Due biografie in una in un film, tratto dal romanzo di Chris Greenhalg, senza cuore né anima girato come un polpettone televisivo illustrativo con in più quel ritratto di artista maledetto che, nel modo di raccontarlo, era già vecchio negli anni ’50. Un gran pasticcio insomma, del quale si poteva fare tranquillamente a meno.

coco chanel & igor stravinskyDue biopic su Coco Chanel attaccati l’una all’altro: Coco avant Chanel di Anne Fontaine e questo Coco Chanel & Igor Stravinsky di Jan Kounen, il regista del pessimo Dobermann e di Blueberry. In effetti qui ci sono due biografie in una. Si rintracciano infatti tracce di quelle della stilista e del compositore, che curiosamente sono pressocché coetanei (nata nel 1883 lei, nel 1882 lui) e morti entrambi nel 1971. Tratto dal romanzo Coco and Igor di Chris Greenhalgh, il film ha inizio nel 1913 quando i loro destini si incrociano per la prima volta. Lei si dedica totalmente al lavoro e vive un’intensa storia d’amore con il facoltoso Arthur ‘Boy’ Capel. Una sera va al Théâtre des Champs-Élysées per assistere a La sagra della primavera, opera che provoca una violenta disapprovazione dal pubblico mentre Coco ne è sedotta. Sette anni dopo si incontrano. Lei ha raggiunto il successo come stilista ma ancora in lutto per la morte di Capel, lui un rifugiato a Parigi con la sua famiglia in seguito alla rivoluzione russa. La donna le propone di andare a lavorare e comporre nella sua villa a Garches assieme a sua moglie e i figli. Ma tra loro nascerà una passione incontrollabile.
Interpretato da Anna Mouglalis e Mads Mikkelsen, Coco Chanel & Igor Stravinsky è l’esempio din un film senza cuore né anima girato come un polpettone televisivo illustrativo con in più quel ritratto di artista maledetto che, nel modo di raccontarlo, era già vecchio negli anni ’50. Kounen non ha la mano per ridare vita a questa passionale e tragica storia d’amore. Agisce secondo stereotipi da dramma sentimentale imponente (Coco che sente Stravinsky suonare il piano, il compositore che sale le scale e va nella camera da letto della donna) rappresentando la passione solo a un primo livello, mettendo in secondo piano il rapporto della moglie e il sospetto dei figli, accennati secondo semplici cambiamenti di espressioni del viso. La colonna sonora sottolinea ogni situazione. A volte le anticipa anche in modo ridondante non lasciando mai il tempo allo sguardo di ambientarsi in un’epoca di grande fermento culturale della quale sono presento solo debolissime tracce. Inoltre, alcuni momenti della loro vita sono raccontate quasi con il tono del gossip come il modo in cui venne creato il profumo Chanel n°5. Kounen poi ci mette del suo cercando di caricare il suo film con movimenti di macchina che seguono, per esempio, Stravinsky da dietro, o nel momento della lettera che la moglie del compositore scrive a Chanel e ad un certo punto lei appare da dietro. Un gran pasticcio insomma, del quale si poteva fare tranquillamente a meno.
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