"La mala educacion", di Pedro Almodovar

Il film è potente, ma tutto sommato irrisolto. Cresce ma non lascia montare la tensione simbolica e rappresentativa, perdendo troppa materia per strada. Un'opera che stratifica le memorie d'infanzia del regista sul melodramma di morte e passione di cui sono protagonisti due ragazzini, teneramente innamoratisi tra le mura di un istituto religioso

La mala educacion ha aperto, fuori concorso, il 57.mo Festival di Cannes nel segno dell'inconciliabile memoria, stranamente graffiante e oppositivo per essere il nuovo film di un autore che sembrava ormai avviato a comporre il suo complesso universo nella sapienza taumaturgica del dire, nella saggezza di un narrare che lenisce le ferite, nella consapevolezza di un comunicare che ricompone le identità... E invece ecco che dal più torbido passato di questo autore riemerge una storia che il regista non nasconde (per esplicita citazione) di covare sin dai tempi della Legge del desiderio, memorie d'infanzia (non autobiografiche, assicura, ma ricordi di racconti fatti dai compagni di collegio) riscritte con la mente quasi obnubilata dal nero pece delle "sottane dei preti" chine sulle schiene di inermi convittori...

Un film difficile, non c'è che dire, e non solo per le polemiche che inevitabilmente sorgeranno in ambito cattolico. Un film difficile soprattutto perché appare sfasato, fuori tempo, forse anche scomposto rispetto all'elaborazione organica e alla composizione del senso che Almodovar ha mostratto nella sua ultima stagione. Un film sfasato anche nei doppi, tripli (troppi?) avvitamenti del racconto, sospeso tra anni gli '70 e '80 di una Spagna sulla strada della libertà, tra memorie, ricostruzione d'ambiente, ricerche d'identità, cinema nel cinema che invade la vita e riscrive la finzione per poi, di nuovo, rivelare la vita...

La mala educacion stratifica le memorie d'infanzia del regista (effettivamente cresciuto come corista in un collegio cattolico) sul melodramma di morte e passione di cui sono protagonisti due ragazzini, cresciuti e teneramente innamoratisi tra le mura di un istituto religioso, e un sacerdote che, morbosamente attratto da uno dei due, ne tronca la dolce amicizia per tenere stretto ai propri abusi il suo "favorito"...  L'impianto appare fortemente emozionale, si stente un forte coinvolgimento da parte del regista, che, come al solito, mescola le carte tra vita e finzione, eventi reali e loro rappresentazione scenica, filmica, letteraria... Un ipertesto attraversato da mille connessioni tematiche e strutturali, in un magmatico concerto di amore, morte, passione e tempo perduto. Il triangolo che oppone gli abusi di Padre Manolo all'innamoramento adolescenziale dei piccoli Ignacio e Enrique, è infatti rivissuto e raccontato da Almodovar sul filo della memoria, rileggendo il racconto che l'ormai adulto Ignacio porta al compagno d'un tempo, intanto divenuto regista di fama. Ma nella trama scritta da Ignacio scorre il filo della vendetta nei confronti del sacerdote e in realtà lo stesso Ignacio sembra diverso, tanto da suscitare in Enrique qualche sospetto sulla sua identità...

Se non conoscessimo Almodovar a sufficienza e ignorassimo la sua passione (hitchcockiana) per le doppie identità e gli intrighi che si avvitano sul mistero psicologico ed esistenzaile di personaggi biograficamente estremi, ci troveremmo spiazzati di fronte allo sviluppo sempre più stratificato dell'intreccio. Dove si sovrappongono sempre più piani narrativi e rappresentativi in differente e ulteriore definizione di personaggi e identità, storie ed epiloghi...

Il film è potente, ma tutto sommato irrisolto. Cresce ma non lascia montare la tensione simbolica e rappresentativa, perdendo troppa materia per strada e dimenticando la lezione di grande compostezza anche estetica appresa da Almodovar nell'ultima stagione. E' come se Pedro Almodovar avesse scoperchiato il classico Vaso di Pandora, lasciando uscire tutto il suo livore (e forse anche dolore), ma dimenticando - a differenza della sposa del mito... - di liberare anche quella speranza che, in fondo, rappresentava il porto quieto del suo ultimo cinema.

 

Titolo originale: id.

Regia: Pedro Almodovar

Interpreti: Gael Garcia Bernal, Fele Martinez, Daniel Gimenez Cacho, Javier Camara, Leonor Watling, Lluis Homar

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Durata: 105'

Origine: Spagna, 2004

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova