"A casa nostra", di Francesca Comencini
Un intreccio di storie per una corale italiana in prospettiva milanese, ordito da Francesca Comencini con una intensa sensibilità visiva, trovando il giusto approccio emotivo per tenersi in equilibrio tra partecipazione e distacco. Al centro del film il faccia a faccia tra Luca Zingaretti e un'ottima Valeria Golino
Una corale italiana, in prospettiva milanese, focalizzata sulla piccola e grande umanità di un paese popolato da potenti truffaldini e piccola gente in rischiosa arrampicata tra quotidianità e sentimenti. L'impianto narrativo di A casa nostra è di quelli trasversali e multicentrici (come usa oggi nel cinema americano, tra Haggis e Iñarritu), incuneato nel cuore di una Milano affaristica, dove i soldi sembrano il primo motore di ogni relazione in corso e dove le persone cercano una collocazione ai loro affetti e alle loro attese senza poter sfuggire a una logica di sfruttamento e di delusione che sovrasta tutto e tutti. Il cast scelto da Francesca Comencini si schiera sullo scenario metropolitano grigio ma anche traslucido di una Milano fotografata con bella sensibilità da Luca Bigazzi: Luca Zingaretti è Ugo, un potente dell'alta finanza che naviga tra affari e intrallazzi politici d'alto bordo, ovviamente preso in una guerra quotidiana di potere che lo vede contrapposto col sorriso sulle labbra ai suoi infidi alleati, ma anche spiato dagli agenti della finanza. Sono proprio questi che ne intercettano ogni telefonata e ogni conversazione, guidati da Rita (Valeria Golino), Capitano delle "fiamme gialle" che sembra sospesa tra vita privata e lavoro con la stessa partecipazione emotiva. A casa, del resto, Ugo deve fare i conti con una moglie che non riesce ad accettare il fatto di non poter avere figli, e con Elodie (Laura Chiatti), la sua amante, che vive nell'attesa delle sue visite in un lussuoso albergo e gli rimprovera di averla costretta ad abortire. Dal lato opposto, Rita non riesce a rinunciare all'amore che prova per un giovane artista dal carattere difficile, che la ricambia nel segno di una indipendenza che non ammette legami stabili. Tutto attorno, intanto, il destino affianca al confronto sempre più serrato tra Ugo e Rita le storie e le vite di una serie di personaggi sospinti inconsapevolmente nella loro sfera d'azione: da Gerry, un giovane magazziniere che, divenuto l'amante di Elodie, manda all'aria il suo matrimonio e si fa coinvolgere come prestanome negli sporchi affari di Ugo; ad Otello (Giuseppe Battiston), un detenuto in libertà vigilata che si lega d'un tenero amore a una prostituta rumena.
In questo intreccio di storie, ordito da Francesca Comencini assieme a Franco Bernini, la regista si muove con una intensa sensibilità visiva, trovando il giusto approccio emotivo per tenersi in equilibrio tra partecipazione e distacco. L'idea di A casa nostra è quella di confrontarsi con sguardo trasversale con la complessità del panorama umano e sociale dell'Italia contemporanea, ma va detto che in fin dei conti quello che interessa maggiormente alla regista è il portato sentimentale dei suoi personaggi, messo alla prova con sempre maggiore intransigenza da una realtà che sembra schiacciare le prospettive esistenziali nel grigiore solitario e indifferente di un'epoca e di un paese che ha dimenticato speranze e idealità. Peccato che, intenso e ben costruito nella prima parte, A casa nostra si disperda nella seconda, vittima di una sceneggiatura che non riesce a stare dietro alle ambizioni degli autori, inciampando in alcune sequenze davvero poco riuscite (il confronto faccia a faccia tra la Golino e Zingaretti è nettamente fuori registro, così come una serie di soluzioni narrative azzardate). Nonostante questo, il film conferma comunque in Francesca Comencini la regista di ottima sensibilità che abbiamo imparato a conoscere in Le parole di mio padre e Mi piace lavorare. Brava nel tenere in pugno l'atmosfera emotiva e drammatica del film, la Comencini sa ottenere dai suoi interpreti una preziosa e intensa collaborazione: Valeria Golino conferma di essere attrice straordinaria, riuscendo a modulare nel suo personaggio forza e delicatezza. Luca Zingaretti dà movenze rigide e ufficiali al suo banchiere, dando il massimo che può. Brava anche Laura Chiatti (alla quale si deve una delle sequenze più belle del film, quella in cui Elodie canta "a cappella" per il suo amante), mentre Giuseppe Battiston non trova la giusta modulazione di un personaggio che forse è il più debole e previsto del coro.
Regia: Francesca Comencini
Interpreti: Valeria Golino, Luca Zingaretti, Giuseppe Battiston, Laura Chiatti, Luca Argentero
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 101'
Origine: Italia, 2006
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