DVD - "Yokai hanta - Hiruko (Hiruko - The Goblin)", di Shinya Tsukamoto
Nell'apparenza rassicurante del film di genere, Tsukamoto lascia fluire la visione attraverso uno stile allucinato, dai toni allo stesso tempo caricaturali e stranianti, in cui diventa impossibile abbandonarsi a un'univoca e pacificata identificazione e lettura della realtà. In dvd per la Raro Video

Titolo originale: Yokai hanta - Hiruko
Anno: 1990
Durata: 89'
Distribuzione: Raro Video
Genere: horror
Cast: Kenji Sawada; Masaki Kudou; Naoto Takenaka; Hideo Murota; Megumi Ueno
Regia: Shinya Tsukamoto
Formato DVD/Video: 1.85:1 anamorfico
Audio: giapponese Dolby Digital 2.0
Sottotitoli: italiano
Extra: intervista a Shinya Tsukamoto; una videocosa di Enrico Ghezzi; trailer originale; crediti

IL FILM
Liberamente tratto dal manga Yokai Hanta - Kairyumatsori no yoru di Daijiro Moroboshi ed unico film realizzato nel seno di una major giapponese, la Shochiku, il secondo lungometraggio di Tsukamoto è un'incursione in quella zona al confine tra l'horror, la fantascienza e il grottesco, dove l'andamento apparentemente più lineare, più "leggero", più accessibile rispetto alle altre opere, nasconde in realtà una costruzione stratificata nella quale i generi scivolano l'uno nell'altro per andare a costruire un nuovo "corpo" cinematografico, nella quale confluiscono, in una riuscita e complessa armonia visiva e narrativa, elementi e livelli di significazione diversi tra loro. Yokai Hanta - Hiruko inizia con la scoperta del professor Yabe della tomba di Hiruko, che nel Kojiki, il libro dove sono narrate le origini mitologiche dell'universo e del Giappone, viene descritto come il primogenito degli dei Izanagi e Izanami ripudiato ed abbandonato a causa della sua deformità. Penetrando insieme alla giovane alunna Stukishima nel territorio dove riposa il demone, Yabe ne risveglia l'essenza che trova nuova vita impossessandosi della volontà delle sue vittime, le quali nell'atto della decapitazione auto-inflitta rinunciano alla parzialità della forma umana per congiungersi con Hiruko nella creazione di un nuovo corpo. Hieda, un archeologo allontanato dai circoli accademici a causa delle sue teorie sull'esistenza degli spiriti, si reca sul luogo del ritrovamento e, unendosi nella ricerca del professore scomparso a Masao, l'eletto in grado di placare l'ira di Hiruko confinandolo nel suo sepolcro, inizia la sua grottesca e fantastica lotta contro il demone. Nell'apparenza rassicurante del film di genere, Tsukamoto conferisce alla pellicola un andamento circolare che finisce per negare la compiutezza rasserenata del finale e lascia liberamente fluire la visione attraverso uno stile allucinato, dai toni allo stesso tempo caricaturali e stranianti, fatto di improvvise accelerazioni e di aperture riflessive, in cui diventa impossibile abbandonarsi a un'univoca e pacificata identificazione e lettura della realtà.

Lo sguardo scorre attraverso le diverse e contraddittorie soluzioni visive e narrative, in una condizione destabilizzata, dove gli abituali punti di riferimento subiscono un leggero scarto fino a far emergere un senso di diffuso malessere. L'effetto di anticipazione che affiora nei toni grotteschi della sequenza iniziale, dove Hieda si lancia con un insetticida in una comica lotta con uno scarafaggio, mentre una voce fuori campo legge una lettera inviatagli da Yabe prima che essa venga trovata ed aperta dal suo destinatario, prende corpo nel corso della visione, facendo serpeggiare sullo schermo l'irrazionalità della paura, come condizione allucinata dell'essere, che, quando non coscientemente affrontata, fagocita la materia stessa dell'individuo dando vita ad una nuova forma, malsana ed oscura. La consistenza minacciosa e disumana della materia urbana che attraversa tutta l'opera di Tsukamoto, cede il passo all'arcaicità, rassicurante e terrificante al tempo stesso, dello scenario naturale, che nella sua silenziosa immobilità contiene, rendendolo eterno ed universale, il principio duplice eppur inscindibile del "bene" e del "male". Così l'immagine affascinante e pacificata dello stagno, nel quale Stukishima-Hiruko coesiste nella sua forma sia umana che demoniaca, nasconde e rivela oltre la sua superficie l'esistenza di un mondo oscuro, perverso e deformato, ma non per questo meno reale. La duplicità visiva del contesto diventa lo specchio della scissione dell'individuo incapace di appropriarsi della propria esistenza, incapace di elevarsi, attraverso l'esperienza della sofferenza, oltre la limitatezza della sua condizione e che dunque abdica coscientemente alla compiutezza imperfetta della sua forma, per abbandonarsi all'illusione promessa dal canto di Hiruko, aspirando attraverso l'auto-decapitazione ad una mutazione capace di superare la finitezza e il dolore del dover essere. Solo attraverso l'accettazione della sofferenza, che imprime violentemente sulla sua carne la morte stessa, Masao, in un viaggio che potrebbe definirsi come iniziatico, riesce ad elevare il suo essere fino a raggiungere una nuova forma di consapevolezza. Solo attraverso l'esperienza del dolore della perdita Hieda riesce a superare la condizione che paralizza il suo spirito.

IL DVD
La Raro Video continua nell'esplorazione dell'opera di Tsukamoto. Yokai Hanta - Hiruko esce in dvd nella collana "Eccentriche Visioni" in un'edizione di buona qualità, la cui unica pecca è costituita dalla leggera imperfezione nella definizione del video, che mantiene comunque la nitidezza dei contrasti e la brillantezza dei colori. Ottima invece la resa dell'audio, disponibile nell'unica traccia in giapponese Dolby Digital 2.0, che conserva perfettamente la sua intensità. I sottotitoli in italiano sono opzionabili. Oltre al trailer originale, nella sezione dei contenuti speciali è contenuta una brevissima intervista a Tsukamoto, che accenna ad un parallelo tra Hiruko e Nightnare Detective. Infine gli extra si concludono con un intervento di Ghezzi che nella sua interessante "videocosa" parla dell'opera di Tsukamoto, approfondendo il tema della mutazione del corpo, e si sofferma su Hiruko, riflettendo sulla complessa trama visiva e narrativa del film.
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