VENEZIA 65 - "Non amo l'idea di famiglia e non avrei mai pensato di ricreare nei miei film un ambiente familiare", incontro con Claire Denis
Nel Fuori concorso di Venezia presentato l'ultimo lavoro della Denis 35 Shots of rhums. Nell'incontro, accompagnata dall'attore e amico Alex Descas, ha parlato della genesi di questo film e dei differenti stati d'animo che, dopo il suo precedente, l'hanno portata su un diverso registro drammaturgico.
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Come nasce l'idea del film ed è un film d'amore?
Il film serve anche a farci meglio comprendere i dolori del passato e serve illuminare le zone buie del passato. Io sono partita, ovviamente utilizzando i materiali che avevo a disposizione e forse è nato un film d'amore, ma non soltanto, istintivamente direi di no. Il film in effetti ci parla anche dei nostri giorni della vita e del paradosso del lavoro.
Ci può spiegare meglio
Noi abbiamo bisogno del lavoro per vivere e quando accade che si perda il lavoro, perché si va in pensione ci accorgiamo dell'abisso che si apre nella nostra vita. cosicché il lavoro diventa un'arma di vita. i miei personaggi, in fondo, fanno una buona vita, ma incontrano anche loro il tessuto doloroso del mondo e, in particolare i personaggi di colore mi hanno permesso di cercare e trovare una mediazione per uscire dalle estremizzazioni.
A proposito di personaggi è esemplare il modo in cui ha trattato questa storia e in particolare il viso di Descas tratteggia la solitudine nella sua eccellente interpretazione.
è difficile rispondere a questa osservazione, nel senso che esprime tutto quello che è stato possibile realizzare con lui. Devo dire che senza di lui questo film non sarebbe stato realizzato. Il suo personaggio è l'archetipo del padre, un padre ideale, che non cambia e non parla molto, ma che vive con intensità i sentimenti e le emozioni. Ma tutto ciò non lo fa diventare un personaggio che si riduce soltanto a fare il padre. Il suo è un personaggio che ha fame di vita e che nello stesso tempo ha dedicato tutta la sua vita alla figlia.
é importante lavorare sempre con gli stessi attori?
Non so, direi che mi sento sempre più protetta quando lavoro con gli attori che già conosco e in qualche modo quando non ci sono mi sento in astinenza. Per quanto riguarda Alex (Descas n.d.r.) l'incontro è stato speciale e mi ha fatto guardare e capire le cose, anche che riguardano me come donna, anche se lui è un uomo. Non mi sento molto maschile, ma credo che i nostri spiriti si siano incontrati, tanto da parlare con lui di cose che non ho mai confidato ad altri. Ma è anche vero che lavorare con attori nuovi è un'esperienza esaltante. è sempre una scoperta quella dei nuovi incontri, ma è sempre necessaria la disponibilità ad aprirsi.
Come si è svolto il lavoro che avete fatto sul sonoro?
Il mio rapporto con Stuart Staples è cresciuto nel tempo. Dapprima gli ho spiegato cosa mi serviva e quindi mi ha proposto il tema del film e poi ha cominciato a portare la sua vita e le sue cose dentro il film, voglio dire che ha abitato questo film in modo pieno.
Durante le sequenze iniziali ci sono delle belle scene che si svolgono su un treno e poi su una metropolitana, come sono state realizzate e soprattutto sono reali o ricostruite?
Si tratta di scene reali che sono state girate di pomeriggio quando la giornata di lavoro è di solito conclusa. sono tutte reali tranne quella dell'incidente, quando si ferma il treno. Non potevamo infatti chiedere alle persone di stare con noi un'intera notte.
Qual'è il suo rapporto con la famiglia?
In verità mi accorgo che ci sono concezioni differenti nella realtà e nel cinema quanto alla famiglia. Da giovane sono fuggita alla vita familiare e ancora oggi ho gli incubi se penso a quella fase della mia vita. penso che dentro la vita familiare, dentro le storie delle persone esistano sempre degli strappi e per queste ragioni non solo odio la vita familiare, ma non avrei mai immaginato di potere ricreare, nel miei film, una vita di questo genere. Ma credo che siamo tutti marcati dalla famiglia. C'è poi un'idea di famiglia anche dentro il mondo del cinema ed è ciò che si condivide con il gruppo con cui si lavora.
Il suo film precedente (L'intrus) era ambizioso, questo, invece torna ad una narrazione più convenzionale che rapporto c'è tra queste due opere?
Si è vero, ma non è del tutto vero che volevo realizzare un film più comprensibile. in realtà quando ho girato l'intruso era un momento della mia vita in cui avevo necessità di cimentarmi in un film come quello in cui c'era una struttura molto complessa. 35 rhums mi sembra, invece, un film più introspettivo, mi ricorda i pensieri di un autista di autobus.
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