VENEZIA 66 - "Non credo nell'esistenza del caso". Incontro con Cheang Pou-soi

"La paranoia è ormai una nostra compagna di vita quotidiana. Accident è un film stracolmo di elementi - la parte criminale, un pizzico di azione, una forte vena malinconica, la suspance...preparandolo mi sono accorto che imprimere una svolta da incubo alla vicenda lo avrebbe affilato alla perfezione." L'hongkonghese Cheang Poi-soi presenta alla stampa la sua opera in concorso, targata Milkyway

accidentLe conferenze stampa dei registi hongkonghesi sembrano sempre seguire dei copioni predefiniti, che con immensa soddisfazione e un sorriso sornione ascoltiamo annuendo e compiacendoci. "Blow Up e La Conversazione? Non li ho mai visti. Le somiglianze stilistiche, soprattutto nella prima parte della pellicola, con il cinema di Johnnie To, che ha prodotto questo mio film con la sua Mikyway? Sono assolutamente casuali." Cheang Pou-soi, regista della formidabile opera in concorso Accident, in definitiva non ci ha delusi:

Anche se afferma di non aver visto il film di Coppola, è innegabile come Accident, dopo una partenza da perfetto crime movie, vada assumendo di sequenza in sequenza un'atmosfera pesantemente paranoica...

 Cheang Pou-soi: questo che ho fatto è un film stracolmo di elementi - la parte criminale, un pizzico di azione, una forte vena malinconica, la suspance...Quando mi sono trovato a dover elaborare lo script per semplificarlo e renderlo maggiormente accessibile e fruibile dal grande pubblico, all'improvviso mi sono accorto che imprimere una svolta da incubo al film lo avrebbe affilato alla perfezione. Anche perché la paranoia è ormai una compagna costante della nostra vita quotidiana, una sensazione con cui sempre più spesso dobbiamo fare i conti.

E' stato molto difficile riuscire a girare quelle elaboratissime sequenze di impensabili incidenti "casuali" nel centro di una metropoli imbottita di persone e automobili com'è Hong Kong?

Il risultato che volevo raggiungere ha proprio a che fare con quanto dicevo prima: volevo che le situazioni del film fossero calate il più possibile in una cornice di quotidianità, di "normalità". E dunque abbiamo deciso di girare per strada, ad Hong Kong, passando un sacco di tempo a chiedere i permessi e ad organizzare i set, che pullulavano di curiosi. Ma alla fine ha funzionato tutto, e l'idea che Accident riesce a dare al pubblico è proprio quella di cui sono convinto, e che volevo con forza che passasse: il caso non esiste. Nulla accade davvero incidentalmente.

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