VENEZIA 66 - "White Material", di Claire Denis (Concorso)
Per chi ama la regista francese, questo film lascia disorientati. Si tratta sicuramente di un cinema sempre molto potente da un punto di vista visivo ma stavolta c’è un eccessivo descrittivismo nelle situazioni nelle quali si avverte una necessità di giustificarle narrativamente. E nel personaggio di Maria c’è troppa Huppert
Claire Denis è ormai abbonata al Festival di Venezia. Nel corso degli anni infatti alla Mostra si sono potute vedere alcune ottime opere della cineasta dove, su tutte primeggiano lo splendido 35 Rhums (presentato proprio l’anno scorso), Beau travail del 1999 e Vendredi soir del 2002. Eppure sono 13 anni che non esce un film della Denis nelle sale italiane; l’ultimo è stato infatti Nénette e Boni. Solo il Bergamo Film Meeting le ha dedicato quest’anno una personale.Eppure per chi ama questa regista, White Material lascia disorientati. Certamente ciò non avviene da un punto di vista visivo in quanto il suo cinema continua ad essere polveroso e materico soprattutto nel modo in cui la macchina da presa sta attaccata ai loro corpi o ci danza intorno isolandoli nello spazio. Oppure anche nel modo in cui il suo sguardo cattura la luce, attraverso la quale muta fisionomie, volti. Lo stesso personaggio di Isabelle Huppert sembra avere più identità (proprio da un punto di vista fisico) nel corso del film. L’attrice interpreta la figura di Maria Vial. La sua famiglia vive da due generazioni in un paese dell’Africa e possiede una piantagione di caffè. Il luogo è in tumulto perché l’esercito regolare vuole ristabilire l’ordine nel paese e catturare l’ufficiale ribelle conosciuto col nome di “the Boxeur”. Lei però ha deciso di restare per non abbandonare il raccolto.
La regista ritorna così alle solarità di Chocolat (del 1988 e ambientato in un piccolo presidio francese del Nord del Camerun) ed i momenti migliori di White Material sono proprio quelli, come in quel film, in cui perlustra il territorio attraverso i corpi dei suoi personaggi. C’è infatti un momento in cui il figlio si trova da solo nel bosco e viene attaccato da due bambini-soldato e spogliato completamente dove c’è quella magica sospensione nell’ambiente e dove la cultura europea entra direttamente in contatto, anzi proprio si scontra, con delle forme rituali. Al giovane infatti viene tagliata una ciocca di capelli come se fosse uno scalpo. Ciò che lascia perplessi è l’eccessivo descrittivismo delle situazioni da parte della Denis, in un cinema dove di solito sono solo i corpi dei suoi attori a parlare. Il rapporto di Maria con l’ex-marito, alcuni dialoghi della donna con i dipendenti della piantagione di caffé o le situazioni in cui deve pagare per passare i posti di blocchi vogliono come sottolineare narrativamente il clima ostile che si respira nel paese. Forse per questo c’è qualche indugio, qualche secondo eccessivo nelle inquadrature. E nel personaggio di Maria c’è troppa Huppert.
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- horror
- cinema orientale
- clint eastwood
- ben affleck
- steven spielberg
- Isabelle Huppert
- film tratti da libri
- venezia 67
- jessica chastain
- torino 29
- trailer
- Kate Winslet
- cannes 2011
- woody allen
- documentario
- cinema giapponese
- cannes 64
- Festival di Roma
- serie tv
- david cronenberg
- torino film festival 28
- george clooney
- venezia 68
- nanni moretti
- michael fassbender
- cinema americano
- hbo
- brad pitt
- leonardo di caprio
- animazione
- cinema italiano
- joaquin phoenix
- Martin Scorsese
- Corso Salani
- cinema UK
- Sean Penn
- cinema francese
- oscar
- DVD
- cinema spagnolo
- david fincher
- robert de niro
- james franco
- 3D
- marion cotillard
- Jafar Panahi
- matt damon
- Johnny Depp
- Cannes 65
- cinema indipendente
News
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova






