VENEZIA 66 - "Volevo che Brooklyn's Finest assomigliasse all'Opera". Incontro con Antoine Fuqua e Wesley Snipes
Seguito immediatamente dopo la chiassosa e gremitissima conferenza stampa di The Men Who Stares at Goats, l'incontro con i giornalisti di Antoine Fuqua, Wesley Snipes e Shannon Kane, rispettivamente regista e interpreti dell'ottimo Brooklyn's Finest, presentato 'Fuori concorso' ha permesso di riflettere su tematiche molto importanti e difficili, tutte interne alla società americana
Seguito immediatamente dopo la chiassosa e gremitissima conferenza stampa di The Men Who Stares at Goats, l'incontro con i giornalisti di Antoine Fuqua, Wesley Snipes e Shannon Kane, rispettivamente regista e interpreti dell'ottimo Brooklyn's Finest, presentato 'Fuori concorso' ha permesso di riflettere su tematiche molto importanti e difficili, tutte interne alla società americana.
Che tipo di differenze rilevanti ci sono tra Training Day e Brooklyn's Finest?
Fuqua: Diciamo che il primo film riguardava la corruzione all'interno della polizia. Lì Denzel interpretava un poliziotto disilluso, che era ormai irrimediabilmente corrotto. Mentre in questo mio ultimo film volevo invece parlare di personaggi carichi di un'umanità maggiore. Qui i personaggi sono sotto pressione e le azioni che compiono sono la conseguenza della pressione a cui sono sottoposti e delle scelte che sono costretti a compiere.
Com'è stato lavorare in un ambiente così duro come il quartiere di Brooklyn?
Fuqua: Brroklyn è un posto unico. Ha un suo carattere particolare, per noi essere lì significava far parte di una comunità ed eravamo pienamente immersi in questo. Sono tante le cose che interessano questa zona di New York: il ghetto, la delinquenza, la povertà, la politica, ma anche l'entusiasmo della gente. E' certamente un quartiere di duri, uno dei luoghi più violenti d'America, eppure io, la troupe e gli attori non abbiamo avuto problemi. Semmai in alcuni casi il loro vero nemico è la polizia. La comunità locale infatti non vede di buon occhio i poliziotti, cosìcchè alla fine addirittura noi siamo diventati il tramite tra la polizia e il quartiere. Si fidavano più di noi che della polizia.
Snipes: Lavorare in quel set è stato speciale. Spesso si respirava un'atmosfera tesa. Ma noi siamo riusciti subito a entrare in sintonia con la comunità del quartiere.
La struttura del film è molto particolare. In particolare il finale.
Fuqua: Sì. Ho pensato tutto il film sulla base di quel finale che volevo fosse carico di una violenza poetica. Penavo all'Opera. Ecco volevo che Brooklyn's Finest assomigliasse all'Opera
Ha subito l'influenza del cinema di Sidney Lumet?
Fuqua: Mi piace moltissimo Lumet. E' venuto a trovarmi sul set, dandomi diversi consigli. Amo il suo cinema e trovo che sia uno dei grandi registi del nostro tempo.
Mr. Snipes il suo personaggio che tipo di affinità ha con quello interpretato in New Jack City?
Snipes: Sono passati quindici anni da quel film e questo già vuol dire molto. Credo che a differenza del Nino Brown di New Jack City, il personaggio che interpreto in Brooklyn's Finest non sia un vero e proprio mostro. Credo anzi che sia un buono. E' un uomo che vuole uscire dalla situazione in cui si trova, uno che cerca un riscatto.
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