VENEZIA 66 - "Sono cose personali...". Incontro con Jacques Rivette

Il grande maestro francese porta in concorso 36 vues du Pic Saint Loup, film sul circo e, come sempre, sui sentimenti, le solitudini, il desiderio. Un resoconto della conferenza stampa, 'dominata' dal silenzio del regista

Jacques RivetteAlla conferenza stampa del film 36 vues du Pic Saint Loup erano presenti il regista Jacques Rivette, L’attrice Jane Birkin, l’attore italiano Sergio Castellitto, l’attore Andrè Marcon e la produttrice Martine Marignac. Una conferenza decisamente particolare, condizionata dal silenzio del grande maestro francese, il quale si è non ha risposto alla maggior parte delle domande, se non a monosillabi.
 
Signor Castellitto, vuole parlarci del suo personaggio?
Castellitto: Vittorio è un personaggio tipico della drammaturgia e della scrittura narrativa in generale; è un uomo di cui non si sa niente, da dove viene e dove va, e un giorno inciampa, incontra la possibilità di cambiare la propria vita, la propria esistenza. È anche un investigatore che rimette a posto le cose degli altri e di conseguenza anche le sue.
                                          
In questo film il circo sembra l’ultimo luogo dove si svolgono le storie e si incrociano i destini. Il luogo in cui si può scoprire la verità...
Rivette: Esatto, è proprio quello che volevamo fare.
 
Quali sono le doti fondamentali che vede in Sergio Castellitto come attore?
Rivette: Sono cose personali, che vengono fuori per tutti i partecipanti durante la lavorazione del film.
 
E lei, Castellitto, cosa ha imparato da Rivette?
Castellitto: Credo che l’attore debba mettere nella recitazione sempre la verità, in questo caso però Rivette mi ha insegnato che anche nella finzione può nascondersi la verità della vita. È la seconda volta che lavoro con lui e miro alla trilogia.
 
Signora Birkin, lei nterpreta un personaggio classico del cinema che viene salvato da un cavaliere, cosa può dirci a riguardo?
Birkin: Questo personaggio è particolare di questo film, Vittorio è una sorta di angelo disposto ad aiutare gli altri, che vuole scoprire la verità, vuole capire perché i personaggi soffrono e salva loro e il circo che sta andando alla deriva. Una cosa bella del film è che può avere qualunque finale, c’è molta magia, c’è mistero,dopo la fine potrebbe accadere qualunque cosa.
 
In passato Chaplin e Fellini si sono occupati del circo, lei ha tratto ispirazione da questi due maestri?
Rivette: Non che io sappia, non saprei cosa rispondere ad una domanda che ha già all’interno la risposta.
 
Vorrei sapere dal regista cosa trova di interessante nel circo e nella figura del clown che spesso è triste. Quale idea di circo vuole trasmettere?
Rivette: non so cosa rispondere.
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