VENEZIA 66 - "I nazionalismi ci ostacolano". Incontro con George A. Romero

Conferenza stampa non particolarmente affollata, ma assai interessante quella in cui George A. Romero ha presentato il suo ultimo horror Survival of the Dead, inserito in Concorso. Diverse domande sono state fatte sul cinema di genere e sulla politica, alle quali il regista ha risposto con puntualità

geroge romeroConferenza stampa non particolarmente affollata, ma assai interessante quella in cui George A. Romero ha presentato il suo ultimo horror Survival of the Dead, inserito in Concorso. Diverse domande sono state fatte sul cinema di genere e sulla politica, alle quali il regista ha risposto con puntualità.

A distanza di anni ancora un film di zombie. Pensa che ne farà altri ancora?

Non lo so. Ogni volta che ne esce uno, gli incassi vanno bene e allora i finanziatori subito mi propongono di rifarne un altro. Comunque mi piace molto cimentarmi in questo tipo di serialità, perciò non vedo perchè dovrei smettere.

Chi sono nel mondo attuale i veri zombie? Questo suo film è una specie di commento alla guerra in Iraq e Afghanistan?

E' molto difficile dirlo oggi quali siano i veri zombie. La situazione in Medio Oriente è stata uno stimolo, ma in realtà non volevo parlare solo dell'Iraq. Penso che ancora oggi ci siano conflitti religiosi, totalitarismi pericolosi, tribalismi. Penso anche all'Irlanda del Nord, all'Iraq certo. Ma anche all'America che è sempre stata piena di intolleranza e discriminazione razziale. Ancora oggi i totalitarismi ci ostacolano.

Survival of the Dead è quindi un film sull'intolleranza?

Diciamo che i personaggi del film vogliono evitare l'intolleranza, ma alla fine ne rimangono invischiati.

Alla fine del film ci sembra ci sia un ulteriore passaggio. Gli zombie forse potrebbero evolversi verso una maggiore umanità, mentre gli esseri umani regrediscono.

Sì. Ma questo processo lo faccio da sempre. Già il primo film era così.

Le dispiace che i suoi film vengano sempre interpretati metaforicamente, invece che come semplici film di genere?

No. Direi di no. Perchè sono io stesso ad avere riferimenti provenienti dal mondo in cui viviamo. Quindi non posso che essere contento che gli altri vedano metafore nel mio lavoro.

L'isola in cui è ambientato il film è una metafora?

Forse. Però a me serviva soprattutto come espediente narrativo, come concetto di base. I protagonisti del film vanno in un isola perchè credono che sia un posto sicuro. Ovviamente si sbagliano.

Perchè continua a far muovere gli zombie così lentamente?

E' questione di punti di vista. I videogame in parte ce l'hanno cambiata in questi anni. Zack Snyder nel suo remake li fa correre. Forse crede che così facciamo più paura. Ma secondo me fanno più paura se vanno lenti e sono tanti.
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