VENEZIA 66 - "Touxi", di Liu Jie (Orizzonti)

Ispirato alla decisione del 1 gennaio 2008 della Corte Suprema della Cina di riesaminare i reati che prevedono la pena di morte, il regista e sceneggiatore Liu Jie torna ad approfondire con profonda sensibilità e sincero rispetto tematiche e personaggi strettamente legati al mondo giudiziario, ma anche a quello che rimane fuori ed inevitabilmente a lui si lega

touxiA soli tre anni dalla sua opera prima, Mabei shang de fating (Tribunale a dorso di cavallo), scoperta e premiata proprio all’interno della sezione Orizzonti alla 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2006, il cineasta cinese Liu Jie sbarca, sorprende e cattura di nuovo indelebilmente il Lido con la sua opera seconda, Touxi, applauditissima in Sala Darsena da pubblico e critica. Parafrasato in italiano, chiameremmo Touxi semplicemente Giudice: il titolo si rifà infatti a Tian, giudice capo incaricato del caso concernente Qiu Wu, criminale condannato a morte per il furto di due automobili. Destino vuole che Tian abbia appena perso la figlia in un tragico incidente stradale, uccisa proprio per mano di una macchina rubata. Mentre una modifica alla legge apre per il delinquente l’opportunità di poter evitare l’esecuzione, Qiu Wu cerca di farsi ridurre la pena offrendosi come donatore di un rene, regalando così una speranza ad un ricco uomo d’affari malato terminale, Lee. In realtà, l’espianto potrà avvenire soltanto dopo l’esecuzione di Qiu Wu.

Un giudice come protagonista, vite complicate che si intrecciano, si mescolano e si scontrano, sofferenze che invece fondamentalmente si uniscono, destini inevitabilmente legati gli uni agli altri, una grande solitudine, incomunicabilità ed incomprensione di fondo: ispirato alla decisione del 1 gennaio 2008 della Corte Suprema della Cina di riesaminare i reati che prevedono la pena di morte, il regista e sceneggiatore Liu Jie torna ad approfondire con profonda sensibilità e sincero rispetto tematiche e personaggi strettamente legati al mondo giudiziario, ma anche a quello che rimane fuori ed inevitabilmente a lui si lega. Il cineasta pone l’accento sulla sfera delle emozioni dei suoi personaggi e sul loro atteggiamento nei confronti della vita e della morte: quella di Liu Jie, infatti, è una riflessione su di esse e sulla filosofia a loro legata. Il suo stile controllato sa alternare il dramma alla commedia, in un contesto formale e asciutto che non si limita ad offrire occasioni di contemplazione, ma sa anche accompagnare e scandire in modo efficace i tempi del racconto. Liu Jie conferma fermamente il suo talento di cineasta e la sua sensibilità d’artista nel trattare gli esseri umani.

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