VENEZIA 66
VENEZIA 66 - "La Danse - Le Ballet de l'Opéra de Paris", di Frederick Wiseman (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 14/09/2009)
Lo sguardo è solo all’apparenza neutrale. L’occhio implacabile dell’obiettivo sfiora l’invisibilità, per manifestarsi subito dopo, in un lampo, nel fugace riflesso di uno specchio. E’ l’immagine chiave, che segna il ritorno in campo del ‘proibito’, palesando tutto il peso dell’idea e della visione, di ciò che regge le fila della creazione
VENEZIA 66 - Il leone e gli zombie (di Aldo Spiniello, del 14/09/2009)
Il Leone d’oro assegnato al pur intenso Lebanon dell’israeliano Samuel Maoz sembra riportare tutto nei ranghi di un cinema d’autore dichiaratamente e, quindi, superficialmente impegnato. E’ come se la giuria non avesse accolto la sfida lanciata da una selezione a tratti addirittura folle. Un peccato. Ma, a consolarci restano vivi i sogni, gli amori, gli zombie
VENEZIA 66 - "Cafe Noir", di Jung Sung-il (Settimana della Critica) (di Sergio Sozzo, del 13/09/2009)
Il film resta notevole per come sembra voler rappresentare un catalogo, una rassegna delle diverse suggestioni provenienti dal cinema di casa: davvero una sorta di saggio di teoria applicato ad una materia fortemente immaginifica, che per una volta Jung Sung-il, stimato critico cinematografico coreano e regista esordiente, non ha scritto sulla carta ma ha voluto affidare alla formidabile carica evocativa delle sue immagini. Un vero e proprio oggetto educativo
VENEZIA 66 - "Woman on Fire Looks for Water" di Woo Ming Jin (Orizzonti) (di Marco Grosoli, del 13/09/2009)
Che la prima scena citi palesemente l’immortale La terra di Dovzhenko può sorprendere, ma sorprende ancora di più che Woo Ming Jin si riveli all’altezza di queste spropositate ambizioni. Il respiro possente della natura domina totalmente questo film grazie a un ritmo cullante, bloccato, contemplativo
VENEZIA 66 - "Gulaal" di Anurag Kashyap (Fuori Concorso) (di Marco Grosoli, del 13/09/2009)
Violento e intricato dramma elisabettian-bollywoodiano, che senza bisogno di fare nomi e cognomi mira a uno dei punti più incandescenti dell’India contemporanea: il separatismo fascistoide che domina molte realtà locali e che è molto più e molto peggio di una sacca di reazione alla vertiginosa modernizzazione della nazione
VENEZIA 66 - "Delhi-6" di Mehra Rakeysh Omprakash (Fuori Concorso) (di Marco Grosoli, del 13/09/2009)
L’indulgenza nel “colore locale” della prima parte si ribalta nel potente affresco di una città e di un tessuto sociale troppo impregnati di immaginario perché se ne possa avere un rapporto semplice e pacifico. È con questa difficoltà che si scontra Roshan, che dagli Stati Uniti torna in patria per la prima volta
VENEZIA 66 - "De laatste dagen van Emma Blank", di Alex van Warmerdam (Giornate degli Autori) (di Chiara Apicella, del 13/09/2009)
«Preferiresti fare tu il cane? Cerchiamo di avere un po’ di buon senso, per favore», dice Emma, la perfida proprietaria della grande casa di campagna, a Bella, la cuoca, sottomessa come tutti gli altri servitori. Questa battuta memorabile ci dà la cifra di un film tragi-comico, che ricorda il Teatro dell’Assurdo e, non a caso, è basato su una pièce teatrale.
VENEZIA 66 - "Chengdu, wu ai ni (Chengdu, I love you)", di Fruit Chan e Cui Jian (Film di Chiusura) (di Sergio Sozzo, del 13/09/2009)
L'atto d'amore nei confronti della città di Chengdu "attraverso i secoli" diventa piuttosto una riflessione – giusto abbozzata – sulle faglie di storie, amori, fantasmi, gesti e volti che di generazione in generazione accumulandosi l'una sull'altra formano l'effettivo dna su cui una metropoli costruisce il proprio particolare skyline, puntualmente sconvolto dai terremoti del tempo. Nel 2029 l'episodio di Cui Jian; nel 1976 la storia firmata da Chan
VENEZIA 66 - "Tris di donne & abiti nuziali", di Vincenzo Terracciano (Orizzonti) (di Elisa Panetto, del 13/09/2009)
Quello di Terraciano è un film di enormi ambizioni e grandi modelli, che guarda evidentemente con grande riverenza alle pellicole della migliore tradizione della commedia all’italiana: peccato che in realtà si limiti alla semplice venerazione e alla blanda emulazione, senza slanci né tantomeno particolari illuminazioni.
VENEZIA 66 - "A single man", di Tom Ford (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 13/09/2009)
In A single man non c'è una figura umana, uno stelo d'erba, un oggetto, un'abitazione o un paesaggio che non siano stati definitivamente essiccati, prosciugati da ogni fluido vitale. La patina esibita di assoluto controllo dei meccanismi cromatici e di costruzione dell'inquadratura non permette mai che il grumo di dolore che dovrebbe rappresentare il cuore della messinscena finisca a galla, affogato dagli stucchevoli giochi di luce e dai continui tentativi di cristallizzare i significati delle immagini. Coppa Volpi a Colin Firth
VENEZIA 66 - "Ho paura del mondo, di come vanno le cose". Incontro con Joe Dante (di Elisa Panetto, del 13/09/2009)
Alla conferenza stampa dell’horror fuori concorso, The Hole, era presente il regista che ha rilasciato preziose dichiarazioni sul suo nuovo attesissimo film e sulla tecnologia del 3D
VENEZIA 66 - "The Hole 3D", di Joe Dante (Fuori Concorso) (di Carlo Valeri, del 13/09/2009)
E' nella sua elementarità classica che risiede il fascino contagioso di un regista che non ha paura di amare con umiltà i personaggi e l’oscurità che si portano dentro. The Hole non sarà allora il miglior film di Dante, ma è cinema di resistenza non troppo dissimile da quello di George Romero
VENEZIA 66 - "1428", di Du Haibin (Orizzonti) (di Leonardo Lardieri, del 13/09/2009)
È del “grande terremoto del Sichuan” del 2008 che il regista cinese si occupa in questo documentario, dividendo il lavoro in due parti: la prima girata 10 giorni dopo la tragedia, la seconda realizzata 200 giorni dopo. Considerato il Michael Moore cinese, Du Haibin, non insegue derive di sguardo e non sembra interessato a sporcare il genere con altre influenze: il suo è un passo cadenzato che auspica concretezza espositiva
VENEZIA 66 - "Lola", di Brillante Mendoza (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 11/09/2009)
Il regista filippino si allontana dalle tenebre sporche e violente di Kinatay, dalla radicalità stilistica del suo cinema precedente. Prende più tempo, attenua il frastuono del mondo, quell’uragano incontrollabile di voci e suoni che sembrava affossare tutto in un gorgo di infelicità. E’ come se non ricercasse più la densità dell’umanità che affolla il quadro, per lasciare il posto all’intensità delle emozioni
VENEZIA 66 - "Mr. Nobody", di Jaco Van Dormael (Concorso) (di Simone Emiliani, del 11/09/2009)
A 13 anni dal suo ultimo film, il regista belga saccheggia a piene mani l’immaginario cinematografico sulle traiettorie del destino (Sliding Doors moltiplicato per cento per intendersi), scomoda Piccolo grande uomo e non fa vivere mai non solo i suoi personaggi ma neanche i suoi attori, muovendoli come se fossero delle personali marionette da utilizzare a proprio piacimento
VENEZIA 66 - "Le scelte che faccio sono misteriose anche per me". Incontro con Van Dormael (di Giulia Seracini, del 11/09/2009)
Si è tenuta oggi la Conferenza Stampa del film in concorso Mr Nobody. Hanno partecipato il regista Jaco Van Dormael, l’attore Jared Leto, le attrici Diane Kruger, Sarah Polley e Linh Dan Pahm, insieme al produttore Philippe Godeau.
VENEZIA 66 - "La doppia ora", di Giuseppe Capotondi (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 11/09/2009)
Il film sconta gli eccessi di un gioco di scrittura sin troppo programmatico e sembra morire già sulla carta. Ma se l’impianto crolla, qualcos’altro sopravvive. E riprende fiato proprio nei momenti in cui Capotondi si concentra sul dettaglio minimo, cogliendo le sfumature e la malinconia di un amore interrotto. Anche grazie al carisma devastante di Filippo Timi
VENEZIA 66 - Generazione in cerca di futuro: "Ruzhaye Sabz" (Green Days) di Hana Makhmalbaf (Fuori Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 11/09/2009)
Come sarebbe bello poter vedere i nostri ventenni gridare cinema e fare poesia e lotta politica anti regime con la stessa innocenza, disperazione e assoluta necessità di questa ventenne iraniana.
Green Days è un film dentro il cuore della speranza dei giovani iraniani e racconta delle giornate del giugno 2009, poco prima del “golpe elettorale” di Ahmadinejad. Uno straordinario ritratto della società iraniana di oggi che, come ha detto Hana “è come un adolescente, e deve anche sbagliare per raggiungere lo scopo”. GALLERIA FOTOGRAFICA
VENEZIA 66 - "L'oro di Cuba", di Giuliano Montaldo (Fuori Concorso) (di Elisa Panetto, del 11/09/2009)
L’impegnato L’oro di Cuba di Giuliano Montaldo è un’analisi che dalla storia e dalla fotografia del presente ricerca quelle tracce in grado di inquadrare la complessa evoluzione-involuzione che sta vivendo l’isola caraibica. Documentario che prende il via scolasticamente e pigramente, ma che mette poi in evidenza i suoi punti di forza nelle interviste e nelle tante scoperte.
VENEZIA 66 - "Il piccolo", di Maurizio Zaccaro (Controcampo italiano) (di Giulia Seracini, del 11/09/2009)
Un piacevole documentario che ci informa sul presente e il passato del “Piccolo” attraverso emozionanti racconti e testimonianze di tanti artisti che hanno un forte legame con il noto Teatro di Milano.
VENEZIA 66 - "Soul Kitchen", di Fatih Akin (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 11/09/2009)
Che farcene di Soul Kitchen, della visione di un Cinema che non parla di niente e nessuno per poter a tutti i costi riuscire a farsi amare da tutti? Gli stilemi della commedia indie globalizzata finiscono applicati ai tipi della gioventù germanica. Akin si conferma cineasta da export che gioca ad essere alternativo. Premio Speciale della Giuria a Venezia 66
VENEZIA 66 - "Korotkoye Zamykaniye", di Petr Buslov, Alexei German Jr, Boris Khlebnikov, Kirill Serebrennikov, Ivan Vyrypayev (orizzonti) (di Elio Ugenti, del 11/09/2009)
Cinque storie sull’amore. Cinque registi e cinque stili diversi a confronto. Un film articolato in cinque cortometraggi che, seppur individualmente interessanti, faticano a stare insieme e non conferiscono a Korotkoye Zamykaniye la forma di un’opera complessivamente organica
VENEZIA 66 - "Wahed-Sefr (One-Zero)", di Kamla Abu Zekri (Orizzonti) (di Chiara Apicella, del 11/09/2009)
Una gloriosa partita di calcio fa da sfondo a una giornata in cui otto personaggi scoprono cosa è realmente importante per loro. Un film caratterizzato da una netta prevalenza femminile, in cui gli uomini si rivelano quasi subito deboli e disonesti. Una trama ben costruita, che riserva sorprese e anche una certa ingenuità; ma, lungi dall’irritare, essa costituisce la cifra di un film a suo modo efficace.
VENEZIA 66 - "Poeti", di Toni D'Angelo (Controcampo italiano) (di Massimo Causo, del 10/09/2009)
Il punto di fuga è quella Woodstock della poesia che fu il Festivaldeipoeti di Castelporziano del 1979. Il punto d’arrivo è il Cimitero Acattolico di Roma, dove il regista trova le la guide che ha eletto per il suo viaggio: Biagio Porporato e Salvatore Sansone.
VENEZIA 66 - "The creator has a masterplan". Incontro con Fatih Akin (di Sergio Sozzo, del 10/09/2009)
Il senso di Soul Kitchen, secondo il regista turco, è proprio nel titolo del brano di Louis Armstrong che chiude il film. "Il protagonista si porta addosso il peso del mondo, per questo prova quel dolore fortissimo alla schiena. Quello che abbiamo voluto sottolineare è la sensazione generale di svendita che si percepisce di questi tempi."
VENEZIA 66 - "So che c'è un uomo", di Gianclaudio Cappai (Corto Cortissimo) (di Carlo Valeri, del 10/09/2009)
Uno dei film italiani più belli visti a Venezia, quest'anno, è un abissale mediometraggio di 30', dove non esistono filtri tra corpi immagine e spazio all'interno di un sanguigno dramma famigliare incastonato in una primordialità selvaggia e senza speranza
VENEZIA 66 - "Onore e timore". Incontro con Giuseppe Capotondi (di Aldo Spiniello, del 10/09/2009)
L’ultimo dei quattro film italiani in concorso, La doppia ora, segna l’esordio di Capotondi. Ambientato a Torino, sospeso tra sogno e realtà, costruito su una sceneggiatura che gioca con uno spiazzamento continuo, il film è interpretato da Filippo Timi e Ksenia Rappoport. Il resoconto dell’incontro con la stampa
VENEZIA 66 - "Qu'un seul tienne et les autres suivront", di Léa Fehner (Giornate degli autori) (di Chiara Apicella, del 10/09/2009)
Stéphane è un fattorino di ospedale frustrato, che vede nel carcere un riscatto alla propria vita. Zorah è una donna algerina a cui hanno ucciso il figlio. Laure è una sedicenne che cerca un adulto da cui farsi accompagnare al penitenziario. Tre vite che trovano un senso nel parlatorio di un carcere, fondendosi con il vocìo di altre vite. Di gesti più che di parole, il film tratteggia un’umanità variegata e dolente, e rivela l’incredibile maturità artistica della regista ventottenne.
VENEZIA 66 - "Napoli Napoli Napoli", di Abel Ferrara (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 10/09/2009)
Un tronco documentaristico su cui si innestano tre storie, abbozzi di racconto, sogni che si sovrappongono al substrato di realtà, riformulandone il senso. Una struttura precaria, palesemente incompleta, prossima al crollo, che sembra fare il paio con la struttura sociale di una Napoli brulicante di passione e odio, condannata a convivere con il bradisismo di tensioni secolari
VENEZIA 66 - "Women without Men", di Shirin Neshat (Concorso) (di Carlo Valeri, del 10/09/2009)
Opera prima dalla raffinatezza formale impeccabile, a tratti persino bertolucciana nel suo filmare la storia mescolando pubblico e privato nella potenza di un affresco che non ha paura di immergersi in parentesi poetiche quasi trascendentali
VENEZIA 66 - "Al Mosafer" (The Traveller), di Ahmed Maher (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 10/09/2009)
Ricerca e fuga da se stesso, attraverso un cammino spazio-temporale che segna i tre momenti della vita: giovinezza, maturità, vecchiaia. Il regista egiziano insegue il fascino della tradizione meridionale lasciandosi influenzare da un certo cinema italiano e francese del passato. In tre giorni si può travare forse l'essenza della propria vita e partire per quel viaggio definitivo, forgiato dalla fiamma dei rimorsi
VENEZIA 66 - "Listicky", di Mira Fornay (di Elio Ugenti, del 10/09/2009)
L’esordiente regista slovacca Mira Fornay realizza un film che, nel suo essere stilisticamente estremo, può essere amato o odiato con pari intensità. Una storia che vuole arrivare dritta allo spettatore senza mediazioni morali o intellettuali. Nessuna emotività, nessuna spettacolarizzazione del reale. Solo il pedinamento della sventurata protagonista in puro stile Dardenne.
VENEZIA 66 - "Touxi", di Liu Jie (Orizzonti) (di Elisa Panetto, del 10/09/2009)
Ispirato alla decisione del 1 gennaio 2008 della Corte Suprema della Cina di riesaminare i reati che prevedono la pena di morte, il regista e sceneggiatore Liu Jie torna ad approfondire con profonda sensibilità e sincero rispetto tematiche e personaggi strettamente legati al mondo giudiziario, ma anche a quello che rimane fuori ed inevitabilmente a lui si lega
VENEZIA 66 - "Villalobos", di Romuald Karmakar (Orizzonti) (di Francesca Bea, del 10/09/2009)
VENEZIA 66 - "Repo Chick", di Alex Cox (Orizzonti) (di Sergio Sozzo, del 10/09/2009)
Sorta di piccolo, fragile manifesto resistente redatto dall’ultimo degli indipendenti, che proprio nell’accumulo stratificato degli oggetti ai margini del Sistema sembra rivelarsi come un ritratto della mostruosità del Capitalismo; Cox finge di stare girando una sciocchezzuola per ragazzi a toni pastello, con ambientazioni interamente ricostruite in post-produzione utilizzando scarti e refusi del sistema industriale delle merci (appunto vecchi giocattoli di treni, macchinine, casette…): poi se la prende con tutti
VENEZIA 66 - "Il governo non vuole film sull'oggi". Incontro con Michele Placido (di Giulia Seracini, del 10/09/2009)
E’ stata una conferenza stampa molto tesa quella de Il grande sogno. Accolto tiepidamente da parte della critica, il film ha ovviamente suscitato domande e interrogativi polemici sull’attualità e sulle convinzioni politiche del regista, che è andato su tutte le furie
VENEZIA 66 - "Il grande sogno", di Michele Placido (Concorso) (di Simone Emiliani, del 09/09/2009)
Placido, ai suoi livelli più alti, riproduce il ’68 con tutto se stesso. Con la testa di uno dei pochi cineasti italiani che sa dare alle azioni un largo respiro ma anche con il cuore di chi vuole riannegare dentro la propria memoria. Non si tratta solo di un film autobiografico ma anche di un diario di formazione con un bravissimo Scamarcio che è un gradino sopra ai pur bravi Jasmine Trinca e Luca Argentero
VENEZIA 66 - Sopravvivere al presente: "Survival of the Dead" di George A. Romero (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 09/09/2009)
Romero squarcia i corpi con la stessa veemenza con cui strappa i cuori dei personaggi, che sono letterlmente dilaniati dal di dentro e dal “di fuori”. E in un universo impazzito - come in una sfida all’OK Corral dell’Horror - e senza speranza, dove alla fine anche i morti, gli zombie, sembrano non avere più un’unica scelta, un’unica direzione, si asprono squarci possibili, forse alla morte si puo’ restituire un senso diverso, un percorso diverso (e alla vita?).
VENEZIA 66 - "Choi voi (Adrift)" di Thac Chuyen Bui (Orizzonti) (di Marco Grosoli, del 09/09/2009)
Un intimismo (piccolo)borghese in punta di penna né solido né davvero disposto a lasciarsi andare alle derive dell’osservazione delle anime a ruota libera. Una cosa un po’ alla Sautet, dove le epifanie caratteriali dei personaggi sono scintille appena intraviste e subito disperse nella valanga dolce di microeventi del quotidiano.
VENEZIA 66 - "I nazionalismi ci ostacolano". Incontro con George A. Romero (di Carlo Valeri, del 09/09/2009)
Conferenza stampa non particolarmente affollata, ma assai interessante quella in cui George A. Romero ha presentato il suo ultimo horror Survival of the Dead, inserito in Concorso. Diverse domande sono state fatte sul cinema di genere e sulla politica, alle quali il regista ha risposto con puntualità
VENEZIA 66 - "The Men Who Stares at Goats", di Grant Heslov (Fuori Concorso) (di Carlo Valeri, del 09/09/2009)
Sorprendente commedia militare a metà strada tra Mash e Three Kings: le divertite performance attoriali del magnifico cast supportano gag spesso esilaranti, ma il film di Heslov e Clooney (qui attore e produttore) riprende anche riferimenti metacinematografici che ne fanno un piccolo ludico contenitore per cinefili
VENEZIA 66 - "La sangre e la lluvia", di Jorge Navas (Giornate degli Autori) (di Elisa Panetto, del 09/09/2009)
Jorge Navas, giovane regista considerato dalla stampa colombiana come uno dei più importanti nuovi talenti della cinematografia nazionale, dichiara personalità e sicuro gusto per la spettacolarità, ma non conclude.
VENEZIA 66 - Un "nuovo cinema iraniano"? Incontro col regista di "Tehroun" Nader Takmil Homayoun (di Elio Ugenti, del 09/09/2009)
Assecondando le numerose curiosità riguardo tutti gli aspetti dell’opera presentata alla Settimana internazionale della critica, Nader Takmil Homayoun si abbandona ad un interessante confronto con i presenti in sala al termine della proiezione del suo film Tehroun
VENEZIA 66 - "La bugia è importante e necessaria". Incontro con Steven Soderbergh e Matt Damon (di Elisa Panetto, del 08/09/2009)
Alla conferenza stampa dell’atteso 'Fuori concorso' The Informant!, erano presenti il regista Steven Soderbergh, l’attore Matt Damon, lo sceneggiatore Scott Z. Burns, il musicista Marvin Hamlisch, il produttore Gregory Jacobs e la produttrice Jennifer Fox
VENEZIA 66 - "Tehroun", di Nader Takmil Homayoun (Settimana internazionale della critica) (di Elio Ugenti, del 08/09/2009)
Con la volontà di innovazione che deriva direttamente dalle sue origini iraniane contaminate con una formazione professionale tutta parigina, Nader Takmil Homayoun regala alla Settimana internazionale della critica una pellicola di altissimo valore che scava nei bassifondi di Teheran per restituircene un’immagine cruda e de-medializzata
VENEZIA 66 - "Sono cose personali...". Incontro con Jacques Rivette (di Giulia Seracini, del 08/09/2009)
Il grande maestro francese porta in concorso 36 vues du Pic Saint Loup, film sul circo e, come sempre, sui sentimenti, le solitudini, il desiderio. Un resoconto della conferenza stampa, 'dominata' dal silenzio del regista
VENEZIA 66 - "Brooklyn's Finest", di Antoine Fuqua (Fuori Concorso) (di Sergio Sozzo, del 08/09/2009)
Ritorna il Fuqua più ambizioso, quello di Training Day: superbe performances attoriali; una regia solidissima, priva di fronzoli; uno stile turgido, secco, ma portentosamente incalzante, dal gran ritmo alla velocità marziale e sostenuta dei violenti brani gangsta rap nella colonna sonora. Ed ecco che il pericolo di eccessivo schematismo nel dolente, allegorico script morale, viene miracolosamente evitato
VENEZIA 66 - "Spero proprio che il film eviti la censura". Incontro con O. Stone (di Elisa Panetto, del 08/09/2009)
Era uno dei film più attesi di questa edizione della Mostra: South of the Border, il documentario fuori concorso di Oliver Stone dedicato al presidente Hugo Chávez. Il resoconto della conferenza stampa
VENEZIA 66 - "Lo spazio bianco", di Francesca Comencini (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 08/09/2009)
La sensibilità della regista riesce a restituire vita e calore alle stanza asettiche di un ospedale e accarezza i personaggi con grazia toccante, li culla come in una danza sulle note lievi di una canzone. E, nonostante i suoi vezzi, il film tocca le corde intime di queste madri incomplete
VENEZIA 66 - "Volevo che Brooklyn's Finest assomigliasse all'Opera". Incontro con Antoine Fuqua e Wesley Snipes (di Carlo Valeri, del 08/09/2009)
Seguito immediatamente dopo la chiassosa e gremitissima conferenza stampa di The Men Who Stares at Goats, l'incontro con i giornalisti di Antoine Fuqua, Wesley Snipes e Shannon Kane, rispettivamente regista e interpreti dell'ottimo Brooklyn's Finest, presentato 'Fuori concorso' ha permesso di riflettere su tematiche molto importanti e difficili, tutte interne alla società americana
VENEZIA 66 - "Reading Book of Blockade", di Aleksander Sokurov (Orizzonti - Eventi) (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2009)
Tratto dal libro omonimo di Danil Granin e Ales Adamovich in cui si raccontano le storie di alcuni sopravvissuti ai 900 giorni di assedio di Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale. Capolavoro memorabile di ricostruzione di quei giorni di profonda tragedia, inanellando parole e tormenti, rievocando fantasmi e ricordi, con la consapevolezza che nessuno è dimenticato e niente è da dimenticare
VENEZIA 66 - "Il messaggio? Ballare fa bene" Incontro con Grant Heslov, George Clooney ed Ewan McGregor (di Giulia Seracini, del 08/09/2009)
Attesissima la conferenza stampa del film fuori concorso The Men Who Stare at Goats di Grant Heslov, alla quale sono intervenuti il regista e i protagonisti George Clooney ed Ewan McGregor. Non sono mancate le domande ironiche, tra cui anche una imbarazzante dichiarazione d’amore
VENEZIA 66 - "Deserto Rosa - Luigi Ghirri", di Elisabetta Sgarbi (Orizzonti - Eventi) (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2009)
La regista con questo mediometraggio ha voluto omaggiare parte dell'opera di uno dei più grandi fotografi italiani del secolo scorso. L’ambizioso progetto scenico è però alquanto discutibile. Manca quella capacità, insita nella fotografia di Ghirri, di ricondurre tutte le apparenze e apparizioni verso quell'ultimo sfondo, verso il limite sul quale l'aperto si fa mondo
VENEZIA 66 - "Il compleanno", di Marco Filiberti (Controcampo Italiano) (di Simone Emiliani, del 08/09/2009)
Filiberti è finalmente l'esempio di un regista italiano che non ha paura di niente, neanche di rasentare il ridicolo quando si vuole smarrire. Ed è forse per questo che il suo film riesce a buttarti addosso tutto il suo piacere, il suo erotismo e il suo dolore, incarnato. E riesce a fare questo con una spontaneità immediata ma anche con momenti di grande cinema
VENEZIA 66 - "Il film riempie gli spazi bianchi offerti dal romanzo", conferenza stampa del film "Lo spazio bianco" di Francesca Comencini (di Elio Ugenti, del 08/09/2009)
Tra provocazioni femministe e interessanti spunti di riflessione sull’operazione di trasposizione cinematografica di un romanzo, si è svolta la conferenza stampa del film Lo spazio bianco di Francesca Comencini. Presenti anche Margerita Buy, Federica Pontremoli e Valeria Parrella.
VENEZIA 66 - "The Informant!", di Steven Soderbergh (Fuori Concorso) (di Carlo Valeri, del 08/09/2009)
Film discontinuo e schizofrenico come il suo protagonista, l’ultimo di Soderbergh è il riflesso di un cinema che, nonostante le apparenze, continua a essere neutro e impersonale, ambiguo, comprensibilmente sospetto, ma anche sempre più sottilmente politico
VENEZIA 66 - "Paraiso", di Hèctor Gàlvez (Orizzonti) (di Elio Ugenti, del 08/09/2009)
Hector Galvez, regista peruviano per la prima volta alle prese con un lungometraggio di finzione, racconta la lotta per la sopravvivenza di cinque giovani adolescenti nel piccolo sobborgo di Paraiso. Lo stile asciutto conferisce grande fisicità a questo film che promette di essere una sfida per lo sguardo dello spettatore moderno.
VENEZIA 66 - "I film non sono risposte a situazioni politiche". Incontro con Claire Denis e Isabelle Huppert (di Giulia Seracini, del 08/09/2009)
Claire Denis e la sua attrice presentano White Material, in Concorso al Lido: "credo sia più facile immedesimarmi in un agricoltore di caffé piuttosto che in una concessione petrolifera. Mi sento molto vicina alla situazione della Francia coloniale, ma il mio intento era di rappresentare però la Francia di oggi."
VENEZIA 66 - "Lebanon", di Samuel Maoz (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 08/09/2009)
Primo lungometraggio del regista israeliano in cui si racconta la Prima guerra del Libano, nel giugno del 1982 e la tragica vicenda di quattro giovani soldati. Buona prova che va oltre la schematica e scontata rappresentazione della guerra e che riesce invece a scandagliare il tessuto umano devastato e i brandelli psicologici che la violenza semina senza voltarsi mai indietro. L’obiettivo del cannone è l’occhio del regista che setaccia il “fuori” minaccioso, mentre all’interno di quell’ammasso di lamiere si traccia il lungo solco traumatico di chi la guerra avrebbe solo voluto raccontarla
VENEZIA 66 - Le foto rubate (8) (del 08/09/2009)
Anche quest'anno vi raccontiamo la Mostra del Cinema attraverso gli scatti "rubati" al Lido dai nostri collaboratori e lettori. Chi volesse collaborare puo' inviare le proprie foto o i link a redazione@sentieriselvaggi.info
VENEZIA 66 - "Insolacao", di Felipe Hirsch e Daniela Thomas (Orizzonti) (di Carlo Valeri, del 08/09/2009)
Per quanto formalmente ineccepibile, si ha la sensazione di trovarci di fronte a due autori intelligenti ma più innamorati di un'idea di cinema che dei sentimenti dei loro personaggi
VENEZIA 66 - "Di me cosa ne sai", di Valerio Jalongo (Giornate degli Autori) (di Simone Emiliani, del 07/09/2009)
Il materiale raccolto è tanto e al lavoro non si può negare in un'indubbia passione. L'imopressione generale però è che alla fine questo documentario sia dispersivo.Con qualche taglio in più e una selezione ancora più drastica di immagini e commenti, Di me cosa ne sai poteva colpire nel segno. Invece, per il momento, informa, analizza ma non provoca ancora quello sdegno necessario.
VENEZIA 66 - "36 vues du Pic Saint Loup", di Jacques Rivette (Concorso) (di Simone Emiliani, del 07/09/2009)
Un inizio stratosferico in un film sempre di grande rigore formale che però da anche l'idea di essere un po' più stanco rispetto al passato. Il regista francese aspira infatti a una leggerezza, un'ariosità che non sempre raggiunge. Ma certe traiettorie circolari gli danno una grazia anche un po' tirata ma di grande fascino
VENEZIA 66 - Le foto rubate (6) (del 07/09/2009)
Anche quest'anno vi raccontiamo la Mostra del Cinema attraverso gli scatti "rubati" al Lido dai nostri collaboratori e lettori. Chi volesse collaborare puo' inviare le proprie foto o i link a redazione@sentieriselvaggi.info
VENEZIA 66 - "Between Two Worlds", di Vimukthi Jayasundara (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 07/09/2009)
Il film punta all’apparenza della fascinazione, all’incanto dello sguardo che si poggia sulla superficie, sui suoi bagliori e riflessi. Ma questa ricerca della fascinazione a tutti i costi, questo lirismo manifesto si mostrano ben presto come l’algida costruzione di uno stile perfettamente educato all’autorialità
VENEZIA 66 - "Francia", di Israel Adrián Caetano (Giornate degli Autori) (di Elisa Panetto, del 07/09/2009)
Il regista e sceneggiatore uruguayano Israel Adrián Caetano approda per la prima volta al Festival del Cinema di Venezia con un’opera lineare ma di sorprendente impatto emotivo. A Caetano infatti interessa la profonda umanità dei propri personaggi, e il talento del cineasta è tutto al suo servizio.
VENEZIA 66 - Il videocommento di Simone Emiliani (del 07/09/2009)
§
Simone Emiliani la racconta la domenica di Festival: la giornata della Pixar di John Lasseter, la grande attesa per il nuovo Michael Moore, il nuovo film di Patrice Chereau in Concorso.
VENEZIA 66 - "Det Enda Rationella", di Jorgen Bergmark (Settimana della critica) (di Elio Ugenti, del 07/09/2009)
Il regista svedese Jorgen Bergmark si cimenta in una commedia che rasenta l’assurdo pur mantenendo le sue radici ben ancorate ad un palpabile substrato di realtà. Due coppie di sposi tentano di sbrogliare i loro intrecci amorosi improvvisando un’improbabile convivenza a quattro
VENEZIA 66 - "Pepperminta", di Pipilotti Rist (Orizzonti) (di Carlo Valeri, del 07/09/2009)
La Rist e il direttore della fotografia Pierre Mennel compiono autentici miracoli visivi, ne viene fuori però un profluvio di suoni e colori che a lungo andare smette di interessare lo spettatore
VENEZIA 66 - "Domaine", di Patric Chiha (Settimana della Critica) (di Chiara Apicella, del 07/09/2009)
Nadia e Pierre sono zia e nipote, e s’incontrano ogni sabato per recarsi sempre allo stesso parco. Sembrano quasi seguire una ritualità misteriosa, governata dalla matematica. Finché non subentra la malattia e, con essa, il caos. Un film molto incentrato sulle parole che, paradossalmente, vengono condannate dalla stessa protagonista: le parole creano disordine; solo la matematica può rivelare l’intima struttura delle cose.
VENEZIA 66 - "Earth" di Ho Tzu Nyen (Evento speciale Corto Cortissimo) (di Marco Grosoli, del 07/09/2009)
Mediometraggio vicino alla videoarte, il nuovo lavoro dell’artista di Singapore è una notevole immersione nel cuore dello “stare sulla terra”; ovvero: nell’esperienza del tempo. Il tempo è qui un fluido visivo/sonoro viscoso e magmatico, un paesaggio di rovine che lascia infiltrare qua e là sprazzi di luce.
VENEZIA 66 - "Once upon a Time Proletarian - 12 Tales of a Country", di Xiaolu Guo (Orizzonti) (di Aldo Spiniello, del 07/09/2009)
La regista, Pardo d’oro a Locarno, non inventa nuove prospettive e non è in grado di trasfigurare la realtà che inquadra. Eppure, riesce perfettamente a mettere a nudo i passaggi di una trasformazione economica che si inserisce come una forzatura devastante in un tessuto sociale fondamentalmente pre, prima ancora che anti, capitalistico
VENEZIA 66 - "South of the border", di Oliver Stone (Fuori Concorso) (di Sergio Sozzo, del 07/09/2009)
Sfacciatamente compromesso, di un'assoluta imparzialità dichiarata che si trasforma da urgenza morale ad esibita ed imprescindibile cifra stilistica contaminante, questo documentario recupera però la narrazione a gran ritmo delle cavalcate dei tempi migliori di Stone, l'esuberanza incontenibile dello shooting, nonché un vorticoso gioco di rimpalli tra pittore e ritratto in qualche maniera simile al Maradona by Kusturica del regista balcanico
VENEZIA 66 - "Le emozioni prima del messaggio". Incontro con John Lasseter (di Aldo Spiniello, del 07/09/2009)
Finalmente è il giorno della Pixar, quello della consegna del Leone d’oro alla carriera a Lasseter e compagni. E’ la prima volta che il riconoscimento viene attribuito non a un singolo regista, ma a un intero Studio. Il resoconto della conferenza stampa
VENEZIA 66 - "La democrazia non è uno sport da spettatori". Incontro con Michael Moore (di Carlo Valeri, del 07/09/2009)
Alla conferenza stampa di Capitalism: A Love Story, l'ultimo, controverso, lavoro firmato da Michael Moore, il poco tempo è stato insufficiente per permettere al regista americano di discutere esastivamente sulle tematiche del suo film, ma non ha impedito di riflettere sulla situazione attuale dell'America e della democrazia occidentale
VENEZIA 66 - Le foto rubate (5) (del 07/09/2009)
Anche quest'anno vi raccontiamo la Mostra del Cinema attraverso gli scatti "rubati" al Lido dai nostri collaboratori e lettori. Chi volesse collaborare puo' inviare le proprie foto o i link a redazione@sentieriselvaggi.info
VENEZIA 66 - "Valhalla Rising", di Nicolas Winding Refn (Fuori Concorso) (di Sergio Sozzo, del 06/09/2009)
Il film finisce per non avere un'anima, indeciso tra lo sporcarsi appieno nel fango e nelle budella delle storie dei suoi eroici e spietati vichinghi, e il trasfigurare i vichinghi stessi in problematiche figure allegoriche che si interrogano sulla vita, la morte, la perdizione e il paradiso. Ma forse il senso sta proprio in questo vagare, una serie di tentativi di venire fuori dalla fitta nebbia, girando in cerchio senza alcuna possibilità né di uscita, né di reale entrata o passaggio
VENEZIA 66 - "Honeymoons", di Goran Paskaljevic (Giornate degli Autori) (di Francesca Bea, del 06/09/2009)
Nella prima co-produzione serbo-albanese, Goran Paskaljevic continua a raccontare la storia della sua terra, i Balcani, una storia dove si narra la divisione, il conflitto, l’esclusione, dove i fratelli diventano nemici che condividono uno stesso cortile. Ma è anche la storia di una nuova generazione che, tentando di ribellarsi, di andare avanti, urla la sua diversità e tenta di opporsi al cieco razzismo che separa due popoli, Serbi ed Albanesi
VENEZIA 66 - "Io sono l'amore", di Luca Guadagnino (di Elio Ugenti, del 06/09/2009)
Gli ingredienti base per potersi riallacciare alla tradizione delle grandi "saghe familiari" del cinema sono tutti presenti nel film di Guadagnino. E tuttavia l’incapacità di tenere in mano i fili della narrazione precipita la storia verso un’irritante immobilità.
VENEZIA 66 - "Capitalism: a Love Story", di Michael Moore (di Federico Chiacchiari, del 06/09/2009)
Il cinema di Moore è sempre così fortemente e prepotentemente politico da far passare spesso inosservata la sua profonda capacità di raccontare le storie cinematograficamente. Nella sua spietata critica politico-sociale, fatta con nomi e cognomi e volti dei responsabili della crisi delle banche americane, colpisce il suo sguardo vero, appassionato e compassionevole, nei confronti delle “persone normali”, quelle che hanno perso tutto. Un cinema che non ha paura di porre le domande più difficili su come siamo diventati in questi trent’anni di “ideologia capitalista”.
VENEZIA 66 - "White Material", di Claire Denis (Concorso) (di Simone Emiliani, del 06/09/2009)
Per chi ama la regista francese, questo film lascia disorientati. Si tratta sicuramente di un cinema sempre molto potente da un punto di vista visivo ma stavolta c’è un eccessivo descrittivismo nelle situazioni nelle quali si avverte una necessità di giustificarle narrativamente. E nel personaggio di Maria c’è troppa Huppert
VENEZIA 66 - Le foto rubate (4) (del 06/09/2009)
Anche quest'anno vi raccontiamo la Mostra del Cinema attraverso gli scatti "rubati" al Lido dai nostri collaboratori e lettori. Chi volesse collaborare puo' inviare le proprie foto o i link a redazione@sentieriselvaggi.info
VENEZIA 66 - "Una pazzia normale". Incontro con Patrice Chéreau, Romain Duris, Jean-Hughes Anglade (di Giulia Seracini, del 06/09/2009)
"Mi riconosco molto nel lato “provvisorio” del film. Le chiavi, il cantiere, l’idea di costruzione sono importanti. Nel personaggio c’è anche una distruzione; la sua malattia si vede nel fatto che reclama una presenza, vuole delle dimostrazioni d’amore che in realtà Sophie gli da continuamente". Patrice Chéreau presenta con i suoi attori Persécution, in Concorso
VENEZIA 66 - "Good Morning Aman" di Claudio Noce (Settimana della Critica) (di Elisa Panetto, del 06/09/2009)
A tanta vicinanza fisica coi personaggi corrisponde in realtà una lontananza emotiva altamente irritante. La storia di due anime sole e a disagio col mondo in cui si trovano a vivere è infatti affrontata in maniera gelida e confusa, ed il film di Noce è ancor più irritante se le ambizioni e le attese erano così alte.
VENEZIA 66 - "Non credo nell'esistenza del caso". Incontro con Cheang Pou-soi (di Sergio Sozzo, del 06/09/2009)
"La paranoia è ormai una nostra compagna di vita quotidiana. Accident è un film stracolmo di elementi - la parte criminale, un pizzico di azione, una forte vena malinconica, la suspance...preparandolo mi sono accorto che imprimere una svolta da incubo alla vicenda lo avrebbe affilato alla perfezione." L'hongkonghese Cheang Poi-soi presenta alla stampa la sua opera in concorso, targata Milkyway
VENEZIA 66 - "My Son, My Son, What Have Ye Done?", di Werner Herzog (Concorso) (di Massimo Causo, del 06/09/2009)
Il secondo film del Maestro tedesco a Venezia 66 si basa su una storia vera, trasfigurata nel delirio religioso di un giovane uomo che uccide la madre e si barrica nella sua villa, circondato dalla polizia. Un perfetto personaggio herzoghiano, l’incarnazione del bisogno di render sacra e assoluta la propria visione. Ma ciò che definisce quest’opera è il disegno di un universo in cui la verità dei fatti assedia il delirio e l’ossessione di questo moderno Woyzeck. Interpretano Willem Dafoe, Michael Shannon, Brad Dourif, Chloë Sevigny, Udo Kier. Produce David Lynch
VENEZIA 66 - Il gusto (doloroso) della vita: "Persecution", di Patrice Chèreau (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2009)
Ecco un cinema che fa del dolore, o meglio per dirla con le parole di Chereau, della "dimenticanza del dolore dell'altro", il cuore vitale della storia. Persecution ci traccia con un coraggio, quasi “pornografico”, le geografie dei sentimenti di questi tempi, dove i corpi e i cuori sembrano perennemente distaccati, e l’afasia non frena più le parole, ma le emozioni.
VENEZIA 66 - "Accident", di Cheang Pou-soi (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 05/09/2009)
Come accade per il cinema di Johnnie To, qui in veste di produttore, Cheang porta il genere sino ai massimi sistemi, a interrogarsi sui misteri del destino e del caso. Finché quello che sembrava un perfetto action movie si trasforma nel racconto di una paranoia irrefrenabile, di un delirio di dolore e ricordi
VENEZIA 66 - "Taiwan attraverso i miei ricordi d'infanzia". Incontro con Yonfan e il cast di Prince of Tears (del 05/09/2009)
Il regista Yonfan e gli attori Fan Chih-wei, Xuan Zhu, Terri Kwan, Joseph Chang, Chiao Chiao, Kenneth Tsang e Jack Kao parlano con i giornalisti di Lei Wangzi, sesto film in Concorso di Venezia 2009. "Questo film è un’impressione dei miei ricordi infantili. Non sono uno storico e non pretendevo di essere preciso e fedele al periodo e all’ambientazione. Tutto infatti viene dalla mia memoria, che è fedele anche se non fa fede."
VENEZIA 66 - "Viajo porque preciso, volto porque te amo", di Marcelo Gomes e Karim Ainouz (Orizzonti) (di Francesca Bea, del 05/09/2009)
Un viaggio alla scoperta del Cinema, con uno zaino in spalla, una macchina fotografica, una videocamera, una super 8 e un amore che è andato perduto. Il Cinema è la strada con le sue infinite deviazioni, i suoi scorci inaspettati, che percorriamo insieme ad una voce senza volto, fino a diventare quegli occhi che trasformano il paesaggio mentre scrivono un diario segreto, dove si muore e si rinasce
VENEZIA 66 - "Non ho visto alcun film di Ferrara, tantomeno il Cattivo Tenente". Incontro con W. Herzog, N. Cage e E. Mendes (del 05/09/2009)
"Incontrerò per la prima volta Abel Ferrara nei prossimi giorni proprio qui al festival, davanti ad un bicchiere di whisky, e comunque spero che vedrà e apprezzerà il mio film. Riguardo al consumo di droga non ho alcuna esperienza. Nicolas è stato molto convincente ma l’uomo degli effetti speciali più che di droga lo forniva di farina e zucchero!" Il cast di Port of Call New Orleans incontra la stampa del Festival
VENEZIA 66 - "Mi interessa il confine sfumato tra la follia e la normalità". Incontro con Werner Herzog (di Elio Ugenti, del 05/09/2009)
Per la seconda volta dall’inizio di questa edizione del Festival di Venezia, Werner Herzog incontra i giornalisti nella sala conferenze del Palazzo Casinò. Presente per l’occasione anche il protagonista del suo secondo film in concorso - My son, my son, what have ye done? - Michael Shannon. Moderatore dell’incontro Alberto Pezzotta
VENEZIA 66 - "Cosmonauta", di Susanna Nicchiarelli (Controcampo Italiano) (di Simone Emiliani, del 05/09/2009)
Scritto dalla regista con Teresa Ciabatti, il film ha il merito di non esibire un sentimento nostalgico ma, nella sua dichiarata uniformità, lascia emergere un bel ritratto adolescenziale dove la rabbia della protagonista ricorda quella di un certo cinema di Claude Miller. Forse anche per questo suscita una spontanea simpatia
VENEZIA 66 - "Videocracy", di Erik Gandini (Giornatedegli autori) (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2009)
Che cosa ci racconta, in definitiva, Videocracy? La favola dell’apparizione di un mostro (il berlusconismo) di cui non sappiamo da dove proviene, di cui non ci domandiamo nulla dei suoi legami con il passato, ma che sembra arrivato “da un altro pianeta”, come gli alieni yuppies di Essi vivono di Carpenter. Con l’aria saccente di chi ha capito tutto, perché vive all’estero dove le cose si vedono con sguardo diverso, il film di Gandini è un sermone non solo inutile, ma perfettamente omologo al sistema che vorrebbe criticare.
VENEZIA 66 - "Tetsuo: The Bullet Man", di Shinya Tsukamoto (Concorso) (di Carlo Valeri, del 05/09/2009)
La forza di questo terzo capitolo cibernetico di Tetsuo sta non tanto nella sua sintesi, quasi anacronistica, della nuova carne, quanto nel ripercorrere l'ineluttabilità di una mutazione - quella che porta l'uomo al metallo - mai come stavolta irrimediabilmente genetico-famigliare
VENEZIA 66 - "Dieci inverni", di Valerio Mieli (Controcampo italiano) (di Elio Ugenti, del 05/09/2009)
Presentata a Venezia nella sezione “Controcampo italiano”, l’opera prima di Valerio Mieli avrebbe tutte le carte in regole per essere un ottimo film. Il risultato finale tuttavia non è pari alle aspettative a causa di una regia poco ambiziosa e una sceneggiatura che a tratti si rifugia in soluzioni poco originali.
Cerca nel sito

- brad pitt
- jessica chastain
- cannes 64
- nanni moretti
- torino 29
- david fincher
- film tratti da libri
- ryan gosling
- clint eastwood
- Sean Penn
- natalie portman
- festival di roma 2011
- ben affleck
- marco bellocchio
- joaquin phoenix
- david cronenberg
- george clooney
- cinema americano
- matt damon
- cinema giapponese
- horror
- Corso Salani
- 3D
- serie tv
- Jafar Panahi
- casey affleck
- animazione
- cannes 2011
- Johnny Depp
- documentario
- torino film festival 28
- olivier assayas
- james franco
- Kate Winslet
- cinema italiano
- leonardo di caprio
- terrence malick
- steven spielberg
- woody allen
- cinema orientale
- oscar
- robert de niro
- michael fassbender
- cinema indipendente
- hbo
- cinema francese
- venezia 67
- venezia 68
- trailer
- Martin Scorsese
News
- Isabelle Huppert e Hong Sang-Soo: In Another Country
- La prima foto, il film forse a Cannes
- John Lee Hancock adatta Grisham
- Ennesima trasposizione di un legal thriller dello scrittore
- In partenza il FilmForum Festival
- Tra gli ospiti Dominic Gagnon
- BERLINALE 62: "Les adieux à la reine" per la serata d'apertura
- Domani alle 19.30 al Berlinale Palast
- 'Corpo celeste' vince l'Ingmar Bergman International Debut Award
- La principale rassegna cinematografica dei paesi scandinavi a Goteborg
- Oscar: dal 2013 addio Kodak Theatre
- La Kodak ha dichiarato bancarotta.
- Cruise presentatore degli Academy Awards
- Al Kodak Theatre il 26 febbraio
- Presentazione del Box Cassavetes
- Martedì 7 Febbraio alla Casa del Cinema
- E' morto Bill Hinzman, il primo morto-vivente del cinema
- Lo ''zombie del cimitero'' nella sequenza iniziale del film di Romero
- Corso Salani racconta Nichi Vendola
- mercoledì 8 febbraio proiezione di C'è un posto in Italia
- Sentieri Selvaggi presenta i suoi corsi primaverili
- Venerdì 10 febbraio, ore 19,30 in Via Carlo Botta 19
- No Google per i Brangelina
- I figli non posso "googlare" i genitori
- I 60 anni di Vasco su "Film Tv"
- Alexander Payne, Glenn Close e Berlinale
- La neve blocca Muller
- Rimandato il cda del Festival di Roma per decidere la nomina
- Molte novità Minerva-Rarovideo in DVD
- Scorsese, Cassavetes, Ferrara, Loach
- Omaggio a Ben Gazzara
- Il Salento Finibus Terrae omaggia l'attore scomparso
- Operazione Paura a Serravezza
- Dal 24 al 27 maggio, il primo festival finanziato con il crowdfunding
- Doodle Truffaut
- Per gli 80 anni della nascita del cineasta
- MacLaine in "Downton Abbey"
- L'attrice sarà Martha Levinson
- Tributo a Dario Argento
- Hollywood omaggia il regista con una retrospettiva
- Jim Jarmusch produce un dramedy erotico
- Scritto dall'autore del bestseller Go the Fuck to Sleep
- CUT salta
- annullata la terza lezione
- Joe Carnahan per remake del Giustiziere della notte
- Il regista di A-Team per il cult movie interpretato da Bronson nel '74
- Online la collana DVD Queer Frame
- Prezzo speciale per gli utenti
- Blake Lively e Benicio Del Toro per Oliver Stone
- Prima foto da Savages, tratto da Le Belve di Don Winslow






