"Batman Begins", di Christopher Nolan

Più che un film sulle origini di un super eroe "Batman Begins" è la rappresentazione di una passione, di un desiderio oscuro che muta al calore di un corpo che altera i suoi stati organici, prima indossando e poi gettando una maschera scomoda ma necessaria

Confessiamo di non aver mai amato troppo il cinema di Christopher Nolan, i suoi corto-circuiti cerebrali, i perfetti puzzle ad incastro, quei giochi di montaggio sempre pronti a surgelare i corpi incastrandoli in perfette ed algide strutture visive. È freddo e calcolatore lo sguardo di questo regista inglese autore di film come Following, Memento e Insomnia, quasi un geometra che disegna sullo schermo figure stilizzate e sagome scarnificate; un entomologo pronto a trasformare ogni inquadratura in un ampolla dove disporre ordinatamente i suoi attori-insetti.  

Eppure, quando meno te lo aspetti, proprio dall'eccesso di freddezza, dal distacco assoluto dell'occhio dal suo oggetto, si liberano sensazioni tattili ed estreme, atmosfere tanto buie e gelate   da riuscire a "presentificare" e umanizzare un'icona assoluta dei comics come Batman, l'uomo pipistrello creato dalla penna di Bob Kane. Perché il Batman degli "inizi" raccontato da Nolan e dalla geniale penna di David S. Goyer - probabilmente il miglior scrittore cinematografico di comics, autore dello script di Dark City, della saga di Blade - è soprattutto un corpo umano attraversato da emozioni e desideri, un groviglio di neuroni elettrizzato da un solo sentimento, un unico irrazionale impulso: la paura. Forza negativa che trasfigura la realtà, trasforma l'altro in nemico (come nel Batman di Kane o nella celebre rivisitazione di Frank Miller), inonda il set fino ad affogarlo in quel non luogo per eccellenza che è il manicomio di Arkham (gli appassionati del fumetto ricorderanno il mitico albo Arkham Asylum di Grant Morrison e Dave McKean, esplicitamente ripreso dalla messa in scena di Nolan). Più che un film sulle origini di un super eroe  Batman Begins è la rappresentazione di una passione, di un desiderio oscuro che muta al calore di un corpo che altera i suoi stati organici, prima indossando e poi gettando una maschera scomoda ma necessaria.

Quest'opera dark e notturna, decisamente più scura della trasposizione burtoniana, è la cronistoria di una metamorfosi interiore dove gli spazi (i ghiacciai dell'Islanda o una allucinata Gotham City che ricorda le metropoli di Blade Runner) sembrano implodere fra le pieghe e i muscoli di un Christian Bale perfetto nel materializzare i turbamenti interiori del giovane Bruce Wayne. Nessuna deriva pop, nessuna "licenza" fumettistica: qui lo stile geometrico di Nolan incontra la scrittura fisica di Goyer e il mito inizia a rarefarsi, a sfaldarsi lentamente sotto i colpi di una messa in scena divisa fra la razionalità della narrazione (ogni minimo dettaglio è rigorosamente spiegato allo spettatore grazie a due magnifici comprimari interpretati da Michael Caine e Morgan Freeman) e il desiderio bruciante di icone che iniziano a cospargersi di carne e sangue. Così, la pelle porta i lividi dello scontro, gli occhi si chiudono al volo di stormi di pipistrelli impazziti; mentre ogni inquadratura sprofonda in una vertigine nera di vendette sfiorate, grovigli di corpi e terribili allucinazioni visive (straordinaria l'idea di ripescare un cattivo come Scarecrow nella "versione" recentemente ridisegnata dalle matite di Jef Loeb e Tim Sale...). Dunque la paura e la follia: sono queste le passioni che alimentano gli eroi nietzscheani e "crepuscolari" messi in scena da Nolan e Goyer; personaggi hobbesiani che si muovono lungo la sottilissima linea che divide il bene dal male, la vendetta dalla giustizia, i tribunali dalle carceri e dai manicomi. Pochi metri separano la grotta di Wayne dalle segrete di Arkham: una manciata di passi che ci ricordano che dietro ogni eroe si nasconde un potenziale assassino, un uomo che freme e teme come ogni altro il buio oltre lo sguardo. A Gotham City non serve a nulla essere buoni o cattivi: conta solo il desiderio che brucia dentro di te, la rabbia o l'amore che trascina il corpo e la maschera. Fra Batman/Wayne e il suo maestro nemico Ra's al Ghul/Ducard non c'è differenza "ontologica": corre solo il corpo di una donna a rischiarare la follia e guarire la paura dell'eroe. D'altronde, come ama ricordare Conrad, all'origine, agli "inizi" è sempre oscuro il cuore della fiamma...

Titolo originale: Id.

Regia: Christopher Nolan

Interpreti: Christian Bayle, Liam Neeson, Michael Caine, Morgan Freeeman, Katie Holmes, Gary Oldman, Tom Wilkinson, Rutger Hauer, Cillian Murphy 

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Durata: 140'

Origine: Usa, 2005

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio