FILM IN TV: "2010: l'anno del contatto" di Peter Hyams

Lo space-western di Hyams coniuga politica e spettacolo con piglio classico e apparente ingenuità, ma in netta controtendenza rispetto all'ubriacatura ludico-muscolare della prima metà degli anni '80. Sabato 8 giugno ore 18 La 7.

2010: Nove anni dopo la missione del Discovery, Unione Sovietica e Stati Uniti, pur sul piede di guerra, uniscono le loro forze aerospaziali per una missione congiunta di recupero della navicella: la speranza è che il computer di bordo  HAL9000 possa chiarire le motivazioni del passato insuccesso, di cui il dottor Heywood Floyd (Roy Scheider) si ritiene ancora responsabile. Ma HAL ha molti altri segreti da svelare...  La sequenza-chiave del film è quella in cui Bob Balaban, nella barba hindi-ginsberghiana del dottor Chandra (!), rivitalizza  HAL dopo nove anni di sonno con una sequenza di parole: Hello, Doctor, Continue, Yesterday, Tomorrow. Se nell'originale 2001:odissea nello spazio (1968) il computer di bordo ripeteva in loop la celebre filastrocca del girotondo, echeggiando la figura circolare come struttura portante del film, in 2010: l'anno del contatto le sue parole in sequenza logica evocano una linearità del senso, di segno positivo in quanto tale, che nega decisamente la dispersione del significato prospettata da Kubrick. Da questa rottura del cerchio deriva il disamore nutrito dalla critica per il film, prodotto fotografato e scritto da Peter Hyams nel 1984 a partire dal racconto di Arthur C. Clarke (lo stesso autore di "The sentinel", da cui è tratto 2001): se già osare competere con il Divino Scacchista è un peccato da pubblica gogna, sciogliere razionalizzare dispiegare quanto la genialità dell'Autore poeticamente evoca è sempre screditante, puzza di brutale divulgazione se non di opportunismo d'avvoltoio. No: il film di Hyams, successivo di sedici anni al capolavoro di Kubrick, è in realtà un film di almeno sedici anni precedente: la struttura portante è quella del western classico, con un ingegnere aerospaziale al posto del cowboy, una nave spaziale al posto di una nipotina da recuperare, il grande uno nero al posto dei corvini Apaches. E l'accento posto più sulle insidie del ritorno e sui segreti celati dal soggetto da salvare, come nel western colto e pre-kennedyano alla Delmer Daves. Hyams coniuga politica e spettacolo con piglio classico, con apparente ingenuità ma in netta controtendenza rispetto all'ubriacatura ludico-muscolare della prima metà degli anni '80. Un cinema ormai da riserva indiana, scintillante e dignitosamente consapevole del suo isolamento, che trova voce nel messaggio finale diffuso da una misteriosa entità superiore all'umanità: "Tutti questi mondi sono vostri, tranne Europa. Non tentare di invaderci. Vivete insieme, vivete in pace".   

 

2010 - L'ANNO DEL CONTATTO (USA 1984)

Regia: Peter Hyams

Intepreti: Roy Scheider, John Lithgow, Helen Mirren, Bob Balaban, Keir Dullea, Douglas Rain, Madolyn Smith-Osborne.

Sabato 8 gugno ore 18 La 7

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