"Saw III", di Darren Lynn Bousman
"Saw III" si piega dall'interno alla produzione seriale, scollandosi compiutamente dal cinema per ancorarsi alla logica televisiva. Un unico, enorme spot sull'intera saga: e lo spot non può permettersi di criticare, neanche velatamente, i potenziali clienti

Una lunga, insensibile composizione di flashback. Dove gli amanti del genere si perderanno nella cattura dei riferimenti - agli altri capitoli, o forse alla produzione horror. Buono per chi ha seguito dall'inizio le avventure dell'Enigmista come per chi lo scopre solo oggi, Saw III sembra mostrare i nervi scoperti di una costante tensione all'inseguimento del suo stesso nome - l'enigma, appunto. Così confonde struttura non lineare con raggruppamento quasi-random di frammenti di memoria, che si legano a quelli del presente senza motivazione. E non apparentemente: non un'assenza di logica che si scioglierà prima o poi, ma proprio una - piuttosto desolante - impressione di accostamento fine a se stesso, unificato dalla fotografia indistinta nei salti temporali.
Tutto andrà bene questa volta. Questa sensazione accompagna le prove cui è sottoposto Jeff, rinchiuso nel laboratorio degli orrori per mettere alla prova la sua capacità di perdonare. Perdono contro vendetta - una vendetta malata in partenza, che fa il verso a ben altro, che non risplende come altrove (nel cinema horror e non solo). Il percorso di Jeff ci fa sperare. Ma non è un'acrobazia della sceneggiatura per calare poi l'accetta sulle sorprese finali. O voleva esserlo: il risultato è un paradosso - l'assenza di tensione. Con neanche il gusto della trappola - quelle più interessanti sono flashback, mentre persiste un tarlo che il film libera, ma senza consentire a se stesso e allo spettatore di farlo esplodere.
Perché i richiami al cinema di genere (non solo americano) non funzionano in Saw III? Perché aprire con una tortura su un uomo dalle fattezze amerindiane e chiudere con quella su uno di colore?
Da una parte, siamo ad anni luce dalla rielaborazione. Dall'altra, in un film che mette al centro (ancora, e insistentemente) il matrimonio e la famiglia, viene da chiedersi: per caso c'è della critica sociale, e se sì, perché non passa?
Saw III si piega dall'interno alla produzione seriale, scollandosi compiutamente dal cinema per ancorarsi alla logica televisiva e pubblicitaria. In altre parole: non si può essere modaioli e così visibilmente ancorati all'estetica da videogame e contemporaneamente lanciare (oltre il cinema, tra le persone) semi di messaggi che il genere horror è - potenzialmente, e senza citare i precedenti - in grado di comunicare. Saw III è un unico, enorme spot sull'intera saga: dal peso dei flashback (metà film?), appoggiati a un approfondimento narrativo e psicologico assente, ai ritmi da trailer (velocità e montaggio subliminale), dalla stanchezza di se stesso (visibile nell'architettura delle prove) al finale (traduzione letterale e per immagini del classico: 'lo scoprirete nella prossima puntata').
E lo spot non può permettersi di criticare, neanche velatamente, i potenziali clienti.
Un nuovo modo di fare cinema?
Titolo originale: id.
Regia: Darren Lynn Bousman
Interpreti: Tobin Bell, Shawnee Smith, Donnie Wahlberg, Angus Macfayden, Bahar Soomekh, Dina Meyer
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 107'
Origine: USA, 2006
Cerca nel sito

- steven spielberg
- brad pitt
- venezia 68
- david cronenberg
- cinema americano
- michael fassbender
- leonardo di caprio
- joaquin phoenix
- Johnny Depp
- 3D
- venezia 67
- oscar
- cinema UK
- cinema spagnolo
- cinema francese
- cinema italiano
- DVD
- documentario
- serie tv
- Corso Salani
- clint eastwood
- james franco
- george clooney
- torino 29
- torino film festival 28
- Kate Winslet
- Martin Scorsese
- Cannes 65
- film tratti da libri
- Jafar Panahi
- Sean Penn
- hbo
- robert de niro
- cannes 2011
- jessica chastain
- david fincher
- cinema indipendente
- marion cotillard
- trailer
- cinema orientale
- animazione
- Isabelle Huppert
- woody allen
- horror
- matt damon
- nanni moretti
- Festival di Roma
- cannes 64
- ben affleck
- cinema giapponese
News
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio






