"Ghost Rider", di Mark Steven Johnson,

Dimenticatevi di vedere un film dove la psicologia dei personaggi viene attentamente sondata, dove la dicotomia bene-male è alquanto problematica e difficilmente distinguibile, dove il dramma è una componente fondamentale della sceneggiatura. Niente di tutto questo. Siamo invece dalle parti di una esplosiva combinazione visivo-scenografica-sonora.

La Marvel, storica casa editrice di fumetti che trattano le sfortune e i dolori – a differenza della rivale D.C. Comics dove i personaggi sono tutti belli e perfetti (vedi Superman) –  di molti supereroi con superproblemi (Spiderman, X-men, Daredevil, Iron Man, Ghost Rider) continua a fornire materia prima per il cinema americano che attinge a piene mani dalla “carta” per poi trasporla al cinema (è di imminente uscita l’attesissimo Spiderman 3  e si parla anche di Iron Man con protagonista Rober Downey Jr.). Dunque il centauro con al posto della testa un teschio di fuoco creato 35 anni or sono da Thomas, Friedrich e Ploog per l’ormai più che leggendario Stan Lee, esordisce sul grande schermo, diretto da Mark Steven Johnson (già regista di Daredevil) ed interpretato da Nicolage Cage; un esordio che destava qualche interrogativo visto  il deludente risultato che il regista aveva ottenuto con Daredevil. Sostanzialmente però si può affermare che l’operazione sia riuscita perché Ghost Rider è un buon prodotto di puro entertainment con momenti visivamente esaltanti. Johnny Blaze (Nicolage Cage), è un motociclista stuntman che si vede costretto a stringere un patto con il diavolo in persona (Peter Fonda) per poter salvare il padre; anni dopo dovrà servire il maligno per eliminare Blackheart (Wes Bentley), figlio del maligno stesso, intenzionato a conquistare il mondo. Dimenticatevi di vedere un film dove la psicologia dei personaggi viene attentamente sondata, dove la dicotomia bene-male è alquanto problematica e difficilmente distinguibile, dove il dramma è una componente fondamentale della sceneggiatura. Niente di tutto questo. Siamo invece dalle parti di una esplosiva combinazione visivo-scenografica-sonora. Già perché Ghost Rider è il trionfo dell’immagine estetizzata ai massimi livelli. Tutto nel film è deliziosamente sopra le righe, eccessivo e pervaso da colori accesi quanto bizzarri. E’ l’immagine che cattura su di sé tutte le attenzioni, dove il dinamismo e la plasticità sono le uniche “ossessioni” del regista, a  partire dalle spettacolari acrobazie con la moto che facendo rombare il motore in una sinfonia esaltante, salta macchine ed elicotteri per poi  scalare grattacieli, trasformata in una superba “creatura” di fuoco e acciaio cromato . E pazienza se Nicolage Cage c’entra poco o nulla con la figura dell’eroe maledetto: importante è invece la bella coreografia dei duelli contro  demoni notturni che non sono nemmeno troppo antipatici in un tripudio di metamorfosi uomo-bestia che infondono ludica gioia allo sguardo. Il pregio di questo film è quello di essere riuscito a dare forma cinematografica ad un fumetto difficilmente inquadrabile, stravolgendone magari i contenuti più introspettivi del personaggio, ma non è certo d’obbligo attenersi scrupolosamente alla fonte fumettistica se poi i risultati – come nel suddetto caso – sono lusinghieri.

 

Titolo originale: id

Interpreti: Nicolas Cage, Peter Fonda, Raquel Alessi, Angry Anderson, Arthur Angel, Wes Bentley, Laurence Breuls, Eva Mendes

Distribuzione: Sony Pictures Releasing
Durata: 110’

Origine: USA, 2007

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