RomaFictionFest - "Reaper", di Kevin Smith (Pilots)

Il cinema di Kevin Smith è diventato adulto – ritrovandosi a conti fatti a parlare proprio di questo, di crescita, responsabilità, passaggio alla fase adulta: come in Jersey Girl e in Clerks 2. Ma soprattutto, questo ‘episodio-pilota’ per una serie tv futura sembra riprendere l’infervorazione mistico-morale che caratterizzava Dogma.

Il cinema di Kevin Smith post-Dogma sembra continuare a portarsi appresso i segni dell’urgenza spirituale di quel film, a cui sono seguite le opere al giorno d’oggi più, struggenti e necessarie a firma di questo autore – Jersey Girl e Clerks 2. Questo ‘episodio-pilota’ per una serie tv che non ha ancora visto la luce, Reaper, si dimostra subito filiazione diretta delle micidiali sortite dell’ultimo Smith: il regista ha ormai acquisito uno stile registico consistente, con movimenti di macchina anche eleganti e soluzioni formali che vanno ben al di là della staticità di ripresa propria dei primi, indipendenti lavori come Clerks e Mallrats (quest’ultimo, il trionfo del piano americano...). Il cinema di Kevin Smith è insomma diventato adulto – ritrovandosi a conti fatti a parlare proprio di questo, di crescita, responsabilità, passaggio alla fase adulta: a guardar bene, si tratta dei temi portanti e di Jersey Girl e di Clerks 2, enunciati in verità in maniera prorompente e visionaria in Dogma. E se Smith si era ‘vendicato’ delle polemiche di stampo ottusoreligioso che avevano fatto da strascico all’uscita di quel film con Matt Damon e l’inseparabile Ben Affleck torturando e prendendo per i fondelli il personaggio ‘neocatecumenale’ di Elias in Clerks 2, in quest’opera per la tv sembra addirittura riprendere l’infervorazione di stampo mistico-morale che caratterizzava proprio Dogma, sino al suo mirabolante finale. Il giorno in cui compie il suo ventunesimo anno d’età, Sam (Bret Harrison) viene a sapere che i suoi genitori hanno venduto la sua anima al Diavolo, prima ancora che lui nascesse. Adesso, il giovane Sam si ritrova servo di Satana, costretto a risucchiare all’inferno attraverso un piccolo aspirapolvere rosso i dèmoni evasi dall’aldilà. La prima missione vede Sam e i suoi inseparabili amici Sock (Tyler Labine, sorta di Young Jack Black) e Ben (Rick Gonzales) affrontare un piromane tornato dall’inferno che appicca fuoco dappertutto travestito da pompiere. Non sarà un’impresa facile e Smith abbonda di trovate fantastiche ed effetti speciali mid-budget: pare di essere tornati al rocambolesco duello finale di Jay & Silent Bob Strike Back, in cui finalmente Silent Bob poteva impugnare e roteare la maestosa spada laser di uno Jedi – ecco, con Reaper Kevin Smith sembra finalmente aver realizzato il suo sogno, dando vita al suo fumetto sullo schermo (il regista ha scritto storie a fumetti per Daredevil e Green Arrow, comparendo anche nel film dedicato a Daredevil come attore affianco all’amico Ben): ragazzi in tuta da lavoro che sbarcano il lunario come commessi in un grande magazzino, ecco i suoi supereroi. Ray Wise (il leggendario Leland Palmer di Twin Peaks) è un Satana sornione e divertito. Come sempre succede nei film di Smith, le scene ‘romantiche’, in questo caso con il timido Sam che non riesce ad invitare ad uscire Andi (Nikki Reed), la ragazza per cui stravede, sono di una dolcezza e di una sincerità disarmanti, davvero senza eguali probabilmente all’interno del panorama-commedia contemporaneo.

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