DVD - "Deathwatch - La trincea del male" di Michael J. Bassett
Cosa sarebbe successo al soldato Ryan se fosse incappato in una trincea maledetta? In dvd per No Shame la risposta: un inedito a basso costo diretto da un esordiente sicuro di sé ma un po’ presuntuoso. Deathwatch è un horror dai continui alti e bassi, indeciso se abbracciare il film di genere o la metafora della guerra come alienazione collettiva.
Titolo originale: id.
Anno: 2002
Durata: 91’
Distribuzione: No Shame
Genere: Horror
Cast: Jamie Bell, Mike Downey, Andy Serkis
Regia: Michael J. Bassett
Formato DVD/video: 2.35:1 16/9
Audio: Dolby Digital 2.0 in Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano
Extra: Interviste, Featurette, Making of, Scene tagliate, Trailer
IL FILM
Prima guerra mondiale. I pochi sopravvissuti del battaglione Y di sua maestà britannica conquistano una trincea avanzata tedesca, apparentemente deserta. Ma dietro la spessa nebbia e sotto il fango melmoso c’è un’entità misteriosa che li attende, e che ha fame di sangue. Deathwatch di Michael J. Bassett, debuttante al cinema sia come regista che come sceneggiatore, è un prodotto più ambizioso del contesto horror «low budget» in cui si cala. Non ingannino, infatti, i 120 nomi coinvolti nelle riprese, né l’accurata ricostruzione di una vera trincea: per risparmiare, la troupe fa armi e bagagli e dalla natìa Inghilterra si sposta nella Repubblica Ceca, dove riprodurre la guerra su piccola scala costa palesemente meno; così come utilizzare ettolitri d’acqua per simulare una pioggia perenne.
L’aspirazione di stigmatizzare l’orrore del campo di battaglia tramite un film di paura regge poco, in sostanziale assenza di brividi. Eppure qualcosa funziona: il set lugubre e macabro regala qualche sporadico momento di suspense, non del tutto rovinato dalla recitazione sopra le righe, urlata, degli attori. Nel cast figura qualche nome interessante, purtroppo mal gestito: Jamie Bell era il piccolo danzatore di Billy Elliott, mentre il folle Andy Serkis (Il signore degli anelli, The Prestige) ha un curriculum da professionista serio. Il sottotitolo La trincea del male promette ma non mantiene: un paio di scene a base di sangue e «due-effetti-speciali-due», peraltro poco riusciti, non soddisfano infatti il palato grandguignolesco degli amanti dell’exploitation. Né, parimenti, la scarsa preparazione in fase di produzione tanto quanto gli errori e gli anacronismi evidenti – si confronti la scheda dell’opera sull’Internet Movie DataBase per una carrellata di «blooper» e gaffe a sfondo storico-militare – fanno pensare ad una fase di gestazione sufficientemente ponderata. Bassett non è uno sprovveduto, e lo dimostra pennellando qualche lenta carrellata ad effetto tra i canyon delle trincee. Peccato che il soggetto sia debole, a tratti incomprensibile, quasi mai surreale; e che l’invadenza della colonna sonora e la fotografia patinata finiscano per dare sui nervi.
IL DVD
No Shame, complice il distributore Cecchi Gori, porta sul
mercato l’ennesimo inedito cinematografico dimostrando di credere nel titolo proposto. Lode alla piccola etichetta che, a conti fatti, propone sì un film dal valore opinabile, ma quantomeno ne fortifica le fondamenta con un disco nettamente all’altezza. Presentato nel corretto formato wide 2.35:1 il dvd, anamorfico, esibisce buona lucidità dei colori e nitidezza dei dettagli, anche se talvolta le sfumature si perdono un po’ nei fondali scuri e nelle tante scene di pioggia. Niente aliasing, a testimonianza di un ottimo contrasto e di un riversamento eseguito ad hoc. Di eguale fattura la trasposizione audio, con la traccia inglese preferibile per resa e profondità al chiassoso doppiaggio italiano, dove le voci sono fastidiosamente troppo alte e la scelta dei timbri dei personaggi poco rispettosa dei rispettivi toni originali. I sottotitoli ben posizionati fanno optare per la visione senza l'idioma nostrano. Entrambe le piste sono in Dolby Digital 2.0.
Gli extra sono, a sorpresa, più succosi della pellicola stessa. Si parte con una serie di interviste, abbastanza stereotipate quando sono gli attori a esprimersi ma ben focalizzate laddove è il regista a prendere la parola. Lo stesso Bassett è l’amabile anfitrione della «featurette» tramite la quale svela la genesi del film e la sua creazione durante le varie fasi delle riprese. Particolarmente
interessanti alcuni dietro le quinte con sequenze scartate a base di modellini ed effetti speciali. Il «making of» completa il discorso dei documentari: dura un quarto d’ora circa, poco meno dei due filmati precedenti, ma mette a confronto le stesse sequenze inquadrate prima e dopo il montaggio finale, svelando qualche dettaglio fuori scena divertente, come la costruzione da parte degli attori di una baracca in legno in cui ritrovarsi nel tempo libero a ridere e scherzare insieme, ripudiando la classica roulotte da set. Le scene tagliate aggiungono poco al discorso: confermano la bontà della regia nel difendere la compattezza della narrazione e la sintesi di fondo. Tutti questi contenuti sono offerti in inglese sottotitolato in italiano. Buon ultimo, il trailer originale cinematografico, dove retorica e marketing si sprecano.
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