VENEZIA 65 - "Shirin", di Abbas Kiarostami (Fuori Concorso)
L’autore iraniano porta all’estremo la sua riflessione metalinguistica mostrando per circa un’ora i mezzo i volti in primo piano di 114 famose attrici di cinema e teatro iraniane e una star francese (Juliette Binoche) che stanno assistendo alla messa in scena di un poema persiano del XII° secolo. Si tratta di un’operazione al limite della sopportabilità dove nel disegno teorico tipico di un grande insegnante di cinema, c’è una staticità dove la stessa emozione appare già preventivamente organizzata
La parola, il suono e il vuoto. L’estremità della sfida dell’ultimo film dell’autore iraniano appare simile a quella fatta da Jarman con Blue e da Monteiro con Branca de neve. Entrambe, in maniera diversa, apparivano come pellicole ferite, segnate dalla malattia, ma dense di libertà e di uno sperimentalismo che non si poneva alcun limite concettuale. In Kiarostami il lavoro non è così estremo. Shirin infatti vede protagoniste i volti di 114 famose attrici di cinema e di teatro iraniano e una star francese, Juliette Binoche, che stanno assistendo come mute spettatrici alla messa in scena di un poema persiano del XII° secolo scritto da Nezami Ganjevi e allestito dallo stesso regista che racconta la storia della principessa di Armenia (Shirin appunto) che si innamora del Re di Persia e poi però perde la testa per uno scultore e architetto. Della rappresentazione, allestita dallo stesso regista, non si vede nulla. Dietro le inquadrature delle facce delle donne si intravedono anche figure maschili che stanno assistendo allo spettacolo. I riflessi della storia sono però esclusivamente sui primi piani delle donne che sono rapite, impaurite e commosse dalla storia. Si tratta quindi non solo di un lavoro sul suono che prevale sull’immagine ma anche sugli effetti di luce dove sulle facce delle protagoniste si potrebbero vedere proiettate brandelli di storia. La riflessione portata da Kiarostami sul cinema, sulla sua essenza, e sulla messinscena da dove prende forma la visione già visti sulle sue precedenti riflessioni dove l’arte si incrocia con la realtà evidenti in opere come E la vita continua, Close-up e nello straordinario Sotto gli ulivi. I segni di cerebralità, già piuttosto evidenti in Dieci, si rintracciano però anche in quest’ultima opera. Si tratta infatti di un esperimento ai limiti della sopportabilità, dove i primi piani si replicano per accumulare quasi l’effetto reazione. Un esperimento, quello di Kiarostami sul feed-back, sull’immagine che ritorna soggettivamente e provoca reazioni e sguardi simili o poco differenti. Rispetto alle opere citate non c’è movimento. Stavolta si è fermi. E questa staticità nello spazio non viene alimentata da un cinema dove restano soprattutto i segni della sua teoria, di un teorema progettuale che è quello di un maestro riconosciuto che si mette a impartire lezioni di cinema. Perdendo però così la sua spontaneità e la sua istintiva purezza del passato.
Cerca nel sito

- ben affleck
- torino 29
- cannes 2011
- Sean Penn
- documentario
- brad pitt
- david cronenberg
- matt damon
- hbo
- animazione
- marion cotillard
- horror
- torino film festival 28
- cannes 64
- cinema americano
- Cannes 65
- leonardo di caprio
- james franco
- george clooney
- Festival di Roma
- oscar
- cinema indipendente
- cinema francese
- Jafar Panahi
- venezia 67
- cinema spagnolo
- cinema italiano
- venezia 68
- Isabelle Huppert
- cinema UK
- Corso Salani
- serie tv
- michael fassbender
- nanni moretti
- clint eastwood
- joaquin phoenix
- david fincher
- 3D
- cinema giapponese
- woody allen
- robert de niro
- Johnny Depp
- Kate Winslet
- Martin Scorsese
- film tratti da libri
- DVD
- jessica chastain
- trailer
- cinema orientale
- steven spielberg
News
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio






