"Il riccio", di Mona Achache
Tratto dal romanzo best-seller L'eleganza del riccio, di Muriel Barbery, il film è l'esordio dietro la macchina da presa dell'attrice ventottenne Mona Achache. Spirito di favola moderna dall'atmosfera al tempo stesso reale ed irreale. Cinema che non riesci a non trovare piacevole, anche quando sembra sbattere inesorabilmente contro i luoghi comuni e le derive mancate, forse solo terribilmente agognate. Cinicamente pulito e divertente, che ricorda stranamente un altro titolo francese del 2008, Stella, di Sylvie Verheyde
La portinaia di un elegante stabile dell'alta borghesia parigina è vedova da 15 anni e all'apparenza sembra burbera, sciatta e scostante. Il classico stereotipo di portinaia, ma lei tiene celato al mondo il suo grande interesse per la letteratura, la musica, l'arte figurativa, che coltiva da autodidatta con passione e intelligenza, immersa nei suoi libri, in una stanza buia e segreta, lontana da occhi indiscreti. Al terzo piano, Paloma è una bambina di undici anni arguta e sagace decisa a suicidarsi il giorno del suo dodicesimo compleanno. Il suo vero animo si nasconde dietro l’immagine della tipica adolescente superficiale. Prima di morire vuole girare un film, con la sua piccola macchina in super-8, sulla sua famiglia e i suoi componenti che non riesce ad amare e ad apprezzare fino in fondo, perchè sente di essere un pesce fuor d'acqua. Tutto cambia quando un elegante e raffinato giapponese verrà ad abitare in un appartamento della palazzina: Kakuro Ozu. Sarà grazie a lui che la portinaia Madame Michelle e Paloma si incontreranno e si riconosceranno come anime simili nella loro sensibilità e approccio al mondo. Un rapporto che porterà i due “ricci” ad aprirsi al mondo e a decidere di non nascondere più la loro profonda personalità. Tratto dal romanzo best-seller L'eleganza del riccio, di Muriel Barbery (caso letterario del 2007 in Francia, con 50 ristampe e oltre 600.000 copie vendute), il film è l'esordio dietro la macchina da presa dell'attrice ventottenne Mona Achache (nel film interpreta la sorella maggiore di Paloma), vista ultimamente in Verso l'Eden di Costa-Gavras. Spirito di favola moderna dall'atmosfera al tempo stesso reale ed irreale. Si sente lo sguardo disincantato e giovanilistico che attraversa tutta la storia, con intenti visivi a dir poco complicati. Oltre al voler sconfinare continuamente dall'occhio sgranato del super-8 di Paloma a quello della mdp professionale, per tenere stretti i contatti con i personaggi e il racconto, si ha anche la tentazione di dare un taglio alle inquadrature e un ritmo al montaggio, più prossimi al cinema orientale, senza disdegnare comunque quella raffinata e smaliziata atmosfera tipicamente da commedia francese. Cinema che non riesci a non trovare piacevole, anche quando sembra sbattere inesorabilmente contro i luoghi comuni e le derive mancate, forse solo terribilmente agognate. Cinicamente pulito e divertente, che ricorda stranamente un altro titolo francese del 2008, Stella, di Sylvie Verheyde. Sempre un'undicenne protagonista, ma agli antipodi di Paloma, perchè orgogliosamente ignorante pur se ricca di acume e malizia da far invidia agli adulti più ricchi e acculturati. Ritorna stranamente alla mente il film di Verheyde anche se Il Riccio non sembra riuscire ad esprimere la stessa purezza di sguardo. Sarebbe però splendido poter fare incontrare Paloma e Stella, nella cuccetta della portinaia, che preparano tè giapponese e raccontano storie di vita, magari senza tormentarsi con considerazioni opprimenti, magari aprendo un diario delle memorie per poi rincontrarsi ancora in un Paese diverso, per guardarsi negli occhi e trovare il modo di amare, prima di lasciarsi andare una volta per sempre nel mondo o all'altro mondo.
Titolo originale: La Hérisson
Regia: Mona Achache
Interpreti: Josiane Balasko, Garance La Guillermic, Togo Igawa, Mona Achache, Sarah Le Picard
Distribuzione: Eagle Picturs
Durata: 100'
Origine: Francia, 2009
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