"Baciami ancora", di Gabriele Muccino
Il film racconta personaggi che per background hanno solo la retorica dell'amicizia e del fallimento generazionale: rispetto a L'ultimo bacio, questo sequel a nove anni di distanza non sposta di una virgola né la sostanza dei suoi personaggi né il cinema di Muccino, che continua ad apparirci una performance recitata col fiato corto dei suoi protagonisti
Gabriele Muccino è uno di quei registi a proposito dei quali bisogna capirsi: c'è qualcosa nel suo cinema che proprio non funziona, qualcosa che suona stonato, ancor più perché rimbomba negli arrangiamenti accurati di una messa in scena formalmente impeccabile. Il successo gli arride, d'accordo, ma che vuol dire? Siamo pur sempre nel paese dove c'è gente che si cucca beatamente Berlusconi e vota Lega e persino PD... Sì, insomma, in questo paese c'è ancora il diritto di farsi piacere il peggio... Ma questa è un'altra storia. O forse no, perché poi ha a che fare con il distacco tra vita e realtà, tra noi e la falsificazione di noi e delle nostre esistenze che, più o meno coscientemente, ci viene imposta... Mi chiedo e, di conseguenza, chiedo: il piccolo coro di quarantenni alle prese coi baci ultimi/ancora di Muccino, con gli amori finiti/infiniti, con le esistenze scoppiate tra figli, divorzi, amanti e responsabilità... Insomma, questa piccola e francamente un po' noiosa umanità attira pubblico in sala perché quelli che negli “anta”, volenti o nolenti, ci sono infine inciampati, ci si rispecchiano per narcisismo della catastrofe (quella che spinge gli amici a ritrovarsi per commiserevole spirito di gruppo)? O è solo una questione di proiezione nell'immaginario generazionale, in cerca sul grande schermo dell'estetica del fallimento, per riempire il vuoto delle loro vite, che neanche il fallimento hanno avuto la forza di trovare davvero?
Difficile a dirsi. Fatto sta che Baciami ancora racconta personaggi che per background hanno solo una posticcia retorica generazionale, spingendo un decennio in avanti il trip delle “quattro effe” (figa, fuga, famiglia, fallimento) di un gruppo di trentenni, oggi quarantenni integrati. Rispetto a L'ultimo bacio, Muccino in realtà non sposta di una virgola la sostanza dei suoi personaggi, così come Baciami ancora non sposta di una virgola il cinema di Gabriele Muccino: si ha pur sempre la sconfortante sensazione di essere in presenza di una semplice performance cinematografica governata freneticamente dalla solita ansia da prestazione di questo regista: le luci si spengono, un rullo di tamburi e via con il mirabile carosello di sentimenti liofilizzati, sparsi in giro da personaggi che parlano col fiato corto (detto in senso letterale e figurato...), nei quali ti ritrovi solo se hai una visione della tua vita formattata dall'immaginario dominante.
Certo bisogna essere avvezzi alle torsioni da soap opera per stare dietro con interesse al vano gioco delle coppie che questo sequel ci propone: la voce narrante ha un bel elaborare interrogativi esistenziali sul destino di questo gruppo di amici, ma alla fine tutto si riduce a: Carlo (Stefano Accorsi) che sta con Anna (Francesca Valtorta), ma ama ancora e sempre l'ex moglie Giulia (Vittoria Puccini: la Mezzogiorno, com'è noto, ha nel frattempo declinato l'invito),
la quale vive con Simone (Adriano Giannini), ma tutto sommato non ha mai dimenticato Carlo... D'altronde Marco (Pierfrancesco Favino) non riesce a dare un figlio a Veronica (Daniela Piazza), che infatti vorrebbe lasciarlo per il giovane e figo Lorenzo (Primo Reggiani)... Come se non bastasse Paolo (Claudio Santamaria), che va avanti a psicofarmaci, ha una relazione con Livia (Sabrina Impacciatore), l'ex moglie di Adriano (Giorgio Pasotti), il quale del resto sta tornando in Italia dopo due anni trascorsi in una prigione colombiana (roba di coca intercettata alla frontiera) con la ferma intenzione di metter la testa a posto e fare finalmente il padre per quel Matteo che ha compiuto dieci anni senza conoscerlo... In tutto questo, il caso vuole che Adriano incontri Adele (Valeria Bruni Tedeschi), che ha scoperto di aver vissuto per anni con un bigamo, mentre Alberto (Marco Cocci) continua a fare lo spirito libero e a sognare un altrove dove rifarsi una vita....
Insomma due ore e venti minuti di commedia dei sentimenti sospinta verso il dramma sentimentale, con tanto di funerale dell'amico suicida e finale in esotica trasferta nel segno di una nuova vita. Come sempre in Muccino, la mancanza di ironia atterrisce qualsiasi possibilità di prendere sul serio i personaggi (solo Favino ha la bravura di instillare gassmaniane sfumature ironiche nel suo Marco); l'uso didascalico della musica non rende nemmeno orecchiabile il film, gravato per giunta dalla belante title track di Jovanotti. E mentre a inizio film Stefano Accorsi ci fa il dono di una perfetta definizione dell'attore “cane”, si rimpiange che l'ottima Valeria Bruni Tedeschi, con la sua semplice e impacciata grazia, non entri in scena un po' prima. La sostituzione nel ruolo di Giulia dell'indisponibile Giovanna Mezzogiorno con Vittoria Puccini amplifica del resto l'effetto Beautiful del film.
Regia: Gabriele Muccino
Interpreti: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi
Distribuzione: Medusa
Durata: 139'
Origine: Italia/Francia, 2009
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@7Annette, nostra prode! certamente, noi del FLMF siamo gli eredi morali del grido disperato lanciato dall'allora fronte kill muccino, FKM. Questione di sopravvivenza: tentiamo di resistere. E un plauso va al Causo: nemmeno un reporter di guerra saprebbe raccontare con tanta eleganza il macabro scempio creato dai Muccino bros...
Inviato da FLMF il 05/02/2010 -
:D <br />cari FLMF, non riesco a trattenermi e devo proprio chiedervelo: siete gli stessi di questa foto (terza dall'alto)?: http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?sez0=186&sez1=163&art=16664<br />comunque siete dei grandi...
Inviato da 7Annette il 04/02/2010 -
Il FLMF - fronte di liberazione dalla famiglia Muccino - un fronte armato solo di parole esplosive - rinnova l'invito fatto a venezia all'ineffabile Regista qualche anno fa, ma solo pochi eletti possono ricordarlo. Secondo noi del FMLF, Freeze di mestiere fa il creatore di gruppi su facebook
Inviato da FLMF il 04/02/2010
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