"Green Zone", di Greengrass
Il cinema di Greengrass continua a dirci di una realtà profondamente illeggibile, indecifrabile. L'ultimo atto di Green Zone è la realizzazione più alta ed estrema dell'estetica del cineasta: il labirinto inintelligibile, monolitico, interminabile di traiettorie è l'assalto definitivo ad ogni idea di racconto e percezione cosciente, la notte assoluta del Senso
Paul Greengrass, malgrado tutto, è un autore imprescindibile. Forse addirittura un regista rivoluzionario. Di sicuro, la direzione segnata dal suo stile e dalla sua messinscena si è rivelata quella principale seguita dal “cinema adrenalinico” degli ultimi anni.
E l'incipit di questo Green Zone sembra settare da subito le coordinate, solidamente rinnovate: la fuga del “jack di cuori” Al Rawi in piena notte è illuminata da una delle prime esplosioni che sconvolgono Baghdad, all'inizio della guerra, all'orizzonte, immediatamente catturata dalla prima vertiginosa zoomata al teleobiettivo così simile ad un frammento documentaristico ma più vicina alla Gioconda di Leonardo che a una vera esplosione caught on tape.
Il cinema di Greengrass continua a dirci di una realtà profondamente illeggibile, indecifrabile. Ed ecco l'entrata in scena di un Matt Damon che qui raggiunge nuove vette di trasparenza (nei film di Greengrass/Damon ti viene sempre da chiederti, ad un certo punto, “ma Matt Damon c'è?”), che si mostra inforcando degli occhiali da sole scurissimi sul volto marmoreo. Non è un particolare di poco conto, perché nonostante tutta la prima parte del film si svolga in spazi piuttosto vasti, e sotto la luce cocente del sole iraqueno, sia il protagonista che il regista sembrano totalmente persi, brancolanti nel buio.
E' come se paradossalmente lo script di Brian Helgeland fosse troppo veloce perché Greengrass e Damon possano riuscire a stargli appresso: scappa col taccuino che contiene le chiavi per leggere i codici, insieme all'Ultimo Uomo sulla Terra, il Freddy del grande Khalid Abdalla. Fin troppo esplicitamente, nei giochi di potere tra Brendan Gleeson e Greg Kinnear, si gira a vuoto intorno a qualcosa che non c'è, non esiste: tutti lo sanno da tempo, Damon è l'unico che ancora si ostina a non capirlo.
Barry Ackryod, al timone della mdp, sembra ancora sul set di Hurt Locker, ma il film vorrebbe guardare maggiormente al turgore di The Kingdom o alla allegoria sociosatellitare di Nessuna Verità. Il punto di volta è una frase di Damon rivolta a Gleeson, quando si scopre che non solo non esiste l'informazione, ma neppure l'informatore: “stiamo guardando le cose alla rovescia”.
A questo punto, si fa buio davvero, e così Greengrass può iniziare a vedere. L'ultimo atto di Green Zone è allora la realizzazione più alta ed estrema dell'estetica del cineasta, lanciato a briglie scioltissime lungo un reticolo di visioni di satelliti a raggi infrarossi, camera a spalla in corsa nell'oscurità più densa, visuali da elicottero illuminate dalle esplosioni, soggettive sballonzolanti di un inseguimento triplo: il protagonista vuole Al Rawi ma il sordido politicante Kinnear ha mandato il suo sicario più fidato ad ammazzarli entrambi. Il labirinto inintelligibile, monolitico, interminabile di traiettorie che ne viene fuori per almeno mezz'ora è l'assalto definitivo ad ogni idea di racconto e percezione cosciente, la notte assoluta del Senso.
E quando si placa l'errare degli spiriti di Greengrass, non si può che risalire nuovamente sui tetti di una Baghdad avvolta dal buio pesto, ormai finalmente irriconoscibile, in cui non sai mai dove puoi andare a sbattere. La Green(grass)Zone.
Titolo originale: id.
Regia: Paul Greengrass
Interpreti: Matt Damon, Brendan Gleeson, Greg Kinnear, Jason Isaacs, Amy Ryan
Origine: USA, 2009
Cerca nel sito

Articoli correlati
“Bloody Sunday” di Paul Greengrass
"The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo", di Paul Greengrass
"United 93", di Paul Greengrass
CANNES 59 - "Un regista non deve trascurare il nostro mondo e la sua realtà", incon ...
Il percorso involuto - "The Bourne Supremacy" di Paul Greengrass
Il terzo sguardo - "The Bourne Supremacy", di Paul Greengrass
- cannes 2011
- george clooney
- david cronenberg
- cinema americano
- Sean Penn
- venezia 67
- steven spielberg
- matt damon
- robert de niro
- cinema UK
- Kate Winslet
- cinema italiano
- james franco
- Isabelle Huppert
- serie tv
- brad pitt
- Cannes 65
- trailer
- hbo
- cinema spagnolo
- cinema francese
- michael fassbender
- cinema orientale
- horror
- animazione
- joaquin phoenix
- Johnny Depp
- cannes 64
- film tratti da libri
- cinema giapponese
- Festival di Roma
- torino 29
- documentario
- cinema indipendente
- marion cotillard
- DVD
- leonardo di caprio
- torino film festival 28
- david fincher
- ben affleck
- oscar
- Jafar Panahi
- venezia 68
- Martin Scorsese
- woody allen
- clint eastwood
- nanni moretti
- 3D
- jessica chastain
- Corso Salani
News
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova






