"Manolete", di Menno Meyjes
Sulla scia di Sangue e arena, la love story tra il torero Manolete e Lupe Sino. Un biopic che accantona il contesto storico franchista per soffermarsi sul conflitto tra Eros e Thanatos. E che si regge sulle interpretazioni di Adrien Brody e Penelope Cruz, tanto intensi da mascherare le lacune del film e un’inutile costruzione narrativa fatta di continui salti temporali
Le leggi del cinema sono imperscrutabili. Lo dimostra questo film, terminato addirittura nel 2007, che dopo una serie di traversie giunge finalmente sugli schermi italiani con tre anni di ritardo. Una scelta enigmatica tenendo conto della materia trattata – una love story tra un torero e una donna dal passato oscuro vissuta intensamente e intervallata da corride ricche di tensione – e soprattutto dei due protagonisti principali, niente meno che Adrien Brody e Penelope Cruz. Manolete è infatti una delle icone di questo spettacolo (se lo si può definire tale), una figura mitica che nella Spagna franchista degli anni ’40 perse la vita proprio durante una corrida. Partendo da questa storia, il regista Menno Meyjes, che alcuni ricorderanno in qualità di sceneggiatore del terzo episodio di Indiana Jones, si sofferma soprattutto sulla vita “privata” del torero e sulla sua ossessione per la morte. Il contesto storico passa quasi completamente in secondo piano a favore di una rappresentazione melodrammatica della passione tra Manolete e Lupe Sino, e della continua lotta tra Eros e Thanatos. Non si tratta né di amor fou, né di una discesa negli inferi per colpa di un’anima gemella sbagliata. Il destino del torero sembra infatti già scritto e i tentativi dell’amata sono volti quasi esclusivamente a impedire, senza riuscirvi, una fine inevitabile. Un film quindi intenso, forse a tratti troppo calligrafico, che ha dalla sua, oltre alle interpretazioni profonde di un Brody austero e incredibilmente somigliante (anche fisicamente) e di una Cruz sempre a suo agio nelle parti passionali, una resa scenografica e dei costumi veramente notevole. Contribuisce poi a una maggiore credibilità il ricorso continuo a inserti d’epoca e a filmati che ritraggono il vero Manolete durante le corride. Ciononostante il film non è esente da difetti. La costruzione narrativa, fatta di continui flashback e flashforward, infatti pare più una scelta estetizzante e non aderisce completamente alle reali finalità della narrazione. Non si capisce poi perché la vicenda si apra sul commento fuori campo dell’aiutante del torero, presupponendo una visione attraverso il suo punto di vista che non è in realtà tale. Manolete è insomma un biopic onesto, che potrebbe fare la felicità degli spettatori in cerca di emozioni forti e pronti a gustarsi un melodramma senza troppe pretese.
Titolo originale: Id.
Regia: Menno Meyjes
Interpreti: Adrien Brody, Penelope Cruz, Santiago Segura, Juan Echanove, Josep Linuesa, Nacho Aldeguer, Ann Mitchell
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 115’
Origine: Gran Bretagna, Spagna, 2007
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