Sono viva
di Dino e Filippo Gentili
Interpreti: Giovanna Mezzogiorno, Marcello Mazzarella, Massimo De Santis, Guido Caprino, Giorgio Colangeli, Vlad Alexandru Toma
Origine: Italia, 2008
Distribuzione: Iris Film
Durata: 87’
Rocco (Massimo De Santis – Zora la vampira, Ultimo stadio, A/R Andata + Ritorno, Notturno bus, Miracolo a Sant’Anna, Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio) è un trentenne introverso la cui vita sembra girare a vuoto. Senza un lavoro fisso, con una compagna che lo costringe a spendere più di quanto potrebbe, Rocco accetta l’impiego che gli offre il suo amico Gianni (Marcello Mazzarella – Stanno tutti bene, Nirvana, L’odore della notte, Preferisco il rumore del mare, Fortapàsc, Baarìa): sorvegliare fino all’alba una villa isolata. Qui giace il corpo senza vita di Silvia, figlia del ricco padrone di casa Marco Resti (Giorgio Colangeli – Passato prossimo, Il giorno più bello, L’amico di famiglia, Il divo, Mare piccolo, La doppia ora). Nel corso della notte Rocco fa una serie di incontri imprevisti, e scopre che dietro quella morte apparentemente naturale si cela un mistero: Marco Resti, suo figlio Adriano (Guido Caprino – Il regista di matrimoni, I viceré, Un amore di Gide, Meno male che ci sei, Lo spazio bianco, Noi credevamo) e il giovane rumeno Vlad (Vlad Toma), infatti, forniscono via via versioni differenti del decesso. Dapprima reticente a indagare, Rocco decide presto di rendere giustizia a Silvia, e lo farà all’alba, dando una svolta anche alla sua vita.
Presentato a diversi festival internazionali – come il San Paolo International Film Festival, il London Film Festival, il Courmayeur Noir in Festival – Sono viva è il debutto alla regia per i fratelli Dino e Filippo Gentili, navigati sceneggiatori televisivi (Distretto di Polizia, Un prete tra noi, Madre detective, R.I.S. – Delitti imperfetti, Capri). I due autori volevano realizzare un noir «mettendo al centro una persona normale in una situazione straordinaria». Avevano in mente il protagonista del film di Martin Scorsese Fuori Orario, che in una notte si trova coinvolto in episodi assurdi che scombussolano la sua routine. I registi definiscono Sono viva «la storia di una morta che insegna a un vivo a vivere», e spiegano che non è un evento insolito: «Succede anche a noi quando ci volgiamo indietro e coltiviamo la memoria di chi ci ha preceduto». Un altro tema che nel film acquisisce spessore è quello della famiglia: secondo gli autori, non esiste niente «di più puro e di più pericoloso» dell’amore che unisce i fratelli, o i genitori ai figli. E i personaggi assurgono a simboli: Marco Resti è il «padre padrone», Silvia la «giovane sacrificata», Rocco il «giovane chiamato a renderle giustizia».
Per l’ambientazione, i registi si sono ispirati alla casa al mare dove trascorsero la loro infanzia, e hanno ricostruito quell’atmosfera in una villa anni Settanta di Tivoli. Hanno pianificato il più possibile le riprese, scegliendo uno stile classico, «giusto secondo noi per la storia raccontata». Dichiarano con fierezza che l’assenza di vincoli produttivi ha permesso loro di scritturare per la parte del protagonista «un attore non ancora famoso ma straordinario» come Massimo De Santis. Altri ruoli sono stati invece assegnati ad attori famosi, come Giorgio Colangeli e Giovanna Mezzogiorno (L’ultimo bacio, La finestra di fronte, Lezioni di volo, Vincere, La prima linea, Basilicata coast to coast).
Parlando dei problemi affrontati in fase di produzione, Dino e Filippo Gentili raccontano che il film era stato riconosciuto di interesse culturale nazionale e aveva ottenuto un finanziamento ministeriale, poi revocato. «Abbiamo fatto causa e abbiamo vinto. Il cinema da noi è anche questo, o forse soprattutto questo: passione e tenacia. E un pizzico di fortuna».
(C.A.)
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