"Una canzone per te", di Herber Simone Paragnani


Paragnani scontenta tutti ma mette insieme tutti d'accordo, viene dalla televisione ma un primo piano sui volti dei suoi giovani divi  non lo pone mai per scontato. Gioca con i luoghi e i tempi di Roma, ha qualche problema con le sequenze musicali, ma sa sfruttarsi al meglio il personaggio di Agnese Claisse, attrice talentuosa che sembra credere al suo ruolo molto più di quanto il suo ruolo sia credibile

agnese claisse una canzone per te herbert simone paragnaniAlla fine della giostra (non in senso metaforico, bensì letterale, la giostra è fattivamente in campo all'interno della sequenza) il bell'Emanuele Bosi preferisce la fascinosa radical-emo Agnese Claisse alla rassodatissima splendente Michela Quattrociocche, la quale non riesce davvero a spiegarselo e in un impeto di rabbia getta il cellulare a terra. Ora, il film gira intorno a questo videogame per videofonini, "Second Chance", che permette effettivamente di tornare indietro di 24 ore e vivere una seconda opportunità sul proprio destino. La schermata del giochino compare sull'apparecchio di Michela, che esitante si chiede se cominciare la partita.
Ed è qui che con l'immaginazione si potrebbe fantasticare che rivivendo la sua giornata, la starlette lanciata da Federico Moccia finisca effettivamente per incontrare Raoul Bova dando vita alla saga degli Scusa ma... come spin-off del film di Paragnani. Ma forse non siamo ancora riusciti a venire fuori dal finale di LOST. Certo le 'moccine' avrebbero così riparato il torto fatto loro dalla decisione di Bosi di snobbare la leggendaria Niki a favore della ombrosa chitarrista col piercing, le unghie laccate di nero, e i guanti lunghi coi buchi. Di certo, le proto-dark in platea non acconsentirebbero mai a un'unione con un bamboccione scontato e senza sale com'è il Bosi. Dal canto loro, i maschietti più assennati non possono che plaudire al 'nuovo Kim Rossi Stuart' che sui titoli di coda bacia l'amante di Demetrio Stratos e PFM (non oltre Impressioni di Settembre, ça va sans dire) mandando in bianco la 'pariolina' attirata dalla Jaguar del compagno ricco della classe.
Paragnani insomma scontenta tutti ma insieme mette  tutti d'accordo, viene dalla televisione (Donne Assassine, I Cesaroni, Don Matteo, Un Posto al Sole) ma a un primo piano sui volti dei suoi giovani divi ci arriva addirittura con dei movimenti di macchina, non lo pone insomma per scontato o come unica soluzione formale: gioca con i luoghi e i tempi di Roma (Piazza Vittorio, Villa Borghese, Castel Sant'Angelo) come se i suoi adolescenti pischelli fossero dei teenagers (vivessero cioé una vita americana), ha qualche problema con le sequenze musicali (chi non li avrebbe se si tratta di riprendere performance di L'Aura o dei Lost?), ma sa giocarsi al meglio il personaggio della Claisse, attrice talentuosa che sembra credere al suo ruolo molto più di quanto il suo ruolo sia credibile.
I paragoni tra i nostri poeti e i miti del rock (Foscolo/Jim Morrison, Leopardi/Cobain...) a scuola li abbiamo fatti tutti. Il contorno (le scappatelle imbarazzanti dei genitori, gli amici secchioni innamorati, gli esami di maturità, le amiche sessualmente 'procaci'...) sembra riempito per dovere o per esigenze "di filone". A un certo punto si sentono per qualche secondo gli Stranglers (ci credereste?). E la tomba di Keats con relativa epigrafe è diventata insostenibilmente inflazionata (l'acqua si è sporcata). 

Regia: Herber Simone Paragnani
Interpreti: Emanuele Bosi, Michela Quattrociocche, Agnese Claisse, Sergio Albelli, Alessandra Roca

 

 

Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 102’
Origine: Italia, 2010

 

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