"Ragazzi miei", di Scott Hicks
Il rischio di patetismo e pietismo è scongiurato ma a discapito della drammaturgia che a lungo andare si affievolisce, tralasciando un alone di perfetto (pure troppo) equilibrio tra commedia e tragedia, tra momenti di sofisticata leggerezza e attimi più dolorosi. La spericolatezza dell'inizio è compensata con un finale rasserenante. Oltre ad alcune magnifiche scene del paesaggio australiano, da sottolineare le bellissime musiche dei Sigur Ros
Joe Warr (interpretato da Clive Owen) è un giornalista affermato e un marito e padre devoto. Quando la moglie muore improvvisamente, lasciandolo solo ad occuparsi del figlio di sei anni Artie (Nicholas McAnulty), a cui si aggiunge Harry (George McKay) il figlio adolescente avuto da un precedente matrimonio, Joe viene travolto da un caos pratico ed emotivo. Se dapprima la sua unica regola è quella di non avere regole, lasciando che i ragazzi vivano nella più totale libertà, presto capirà di dover ripristinare un certo ordine, mantenendo però un pizzico di sana sregolatezza. Il regista australiano Scott Hicks di Shine, il biopic sul pianista David Helgott, in Ragazzi miei si confronta con un'altra storia realmente accaduta, quella tratta dal romanzo autobiografico di Simon Carr, The Boys Are Back in Town. Il rischio di patetismo e pietismo è scongiurato ma a discapito della drammaturgia che a lungo andare si affievolisce, tralasciando un alone di perfetto (pure troppo) equilibrio tra commedia e tragedia, tra momenti di sofisticata leggerezza e attimi più dolorosi. La spericolatezza dell'inizio è compensata con un finale rasserenante. Oltre ad alcune magnifiche scene del paesaggio australiano, da sottolineare le bellissime musiche dei Sigur Ros, gruppo musicale islandese, già presente in Vanilla Sky di Cameron Crowe e Misterious Skin di Gregg Araki. È sempre centrale l'utilizzo della musica per il regista, e questa volta con la musica islandese ha voluto coniugare le immagini toccanti con la terra del ghiaccio e del fuoco. Hicks è sempre più indirizzato alla ricerca dell'incontro tra tante e diverse suggestioni visive e sonore. Cinema fragile ma sempre capace di emozionare, perseguendo una sorta di stile naturalistico. Anche se la struttura sembra procedere attraverso dialoghi stantii ed un eccessivo sentimentalismo, resta comunque interessante la capacità di cercare, anche con una certa insistenza, il connubio perfetto tra sentimenti ed esterni memorabili.
Titolo originale: The boys are back
Regia: Scott Hicks
Interpreti: Clive Owen, Laura Fraser, Emma Booth, George MacKay, Nicholas McAnulty
Distribuzione: Walt Disney
Durata: 104'
Origine: Australia-Gran Bretagna 2009
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