"Fratellanza - Brotherhood", di Nicolo Donato
L'esordio al lungometraggio del giovane regista danese, di origini italiane, è di forte impatto: si parla di omosessualità, violenza e razzismo. Due giovani si ritroveranno inevitabilmente invischiati. Vince il Marco Aurelio d'Oro all'ultimo Festival Internazionale del Film di Roma, perché imbocca la strada giusta per convincere pubblico e critica
Nella notte un giovane omosessuale, alla sua prima esperienza con un uomo, viene adescato e pestato selvaggiamente da un gruppo di estrema destra. Contemporaneamente, un giovane militare viene cacciato dall'esercito perchè sospettato di molestare i suoi compagni di caserma. Due episodi lontani che, inevitabilmente, alla fine si incroceranno. L'ex militare Lars, dalle idee progressiste, per motivi famigliari e delusioni esistenziali, si ritrova a far parte, contro la sua indole pacifista e tollerante, dello stesso gruppo estremista picchiatore, che, costituitosi come un vero movimento gerarchico, ha l'obiettivo di ripulire le strade dagli impuri: mussulmani, neri, froci, pur bevendo birra biologica e difendendo la natura dagli ogni attacco “esterno”. Pulizia è la parola d'ordine. Ma l'ordine viene scombussolato quando uno dei più fidati e rispettati del gruppo, Jimmy, si lascia andare proprio con Lars, appena insediatosi. Il giovane regista danese è al suo esordio nel lungometraggio dopo un passato da videoclipper. Ben strutturata, l'opera mostra anche un certo equilibrio narrativo, riscuotendo trasversalmente il consenso degli spettatori. D'impatto forte, con un'iniziale caccia al gay, il film trova lentamente anche una chiave ironica e sentimentalista, senza mai tralasciare definitivamente la dura realtà di una società contemporanea sempre più incapace di accogliere e integrare. Scorporata definitivamente, forse, dal mortifero testamento “dogma 95” (Nicolo Donato è stato in passato assistente alla Zentropa di Lars Von Trier), la pellicola, invece, ricorda in modo più evidente un certo cinema italiano, quello di ultima generazione, capace a volte (purtroppo assai raramente) di stratificare sociale, ideologie, passioni represse. Si muove totalmente in un contesto livido, in un limbo scricchiolante, tra la quiete e la tempesta, denunciando le contraddizioni stridenti dell'esaltazione umana. Buon film, niente di eccezionale, anche perché sembra non perdere mai la retta via, dell'intreccio descrittivo e senza sbavature, del messaggio impegnato e duro, anche se l'impressione è quella di voler porre nazismo e violenza in secondo piano rispetto alla storia d'amore. Anche la ricerca delle immagini è senza fronzoli estetizzanti e tecnicistici, pur se impastata di cliché cinematografici assai resistenti alla tempesta.
Titolo originale: Broderskab
Regia: Nicolo Donato
Interpreti: Thure Lindhardt, David Dencik, Nicolas Bro, Morten Holst, Claus Flygare, Hanne Hedelund, Lars Simonsen
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 90'
Origine: Danimarca, 2009
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